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pubblicato il 6 giugno 2012

MotoGP 2012: l'attacco alla Ducati

Un editoriale andato in onda su Italia 1 attacca Filippo Preziosi

MotoGP 2012: l'attacco alla Ducati

Nel mestiere di un giornalista siamo tutti chiamati a cercare di riportare i fatti per come sono accaduti e non per come li immaginiamo nella nostra testa. Quando però si entra nel campo del presumibile e dei fenomeni fisici e dinamici legati allo sport motoristico, diventa davvero difficile dare un’esposizione corretta e scientifica di cosa succede in pista. In questi casi possiamo sostenere senza dubbio che sarebbe bene documentarsi il più possibile con fonti certe prima di estendere i propri servizi giornalistici e di pubblicarli.
Non siamo noi a dover insegnare il mestiere a nessuno, ovviamente, ma quando si ha l’intenzione di firmare un editoriale "duro" nei confronti di qualcuno o di un’azienda, forse sarebbe saggio, prima di proclamare sentenze, premettere un educato "Secondo me…".

ATTACCO A PREZIOSI IN DIRETTA TV
Stiamo facendo riferimento ad un servizio andato in onda su Italia1 domenica scorsa, pochi minuti prima della partenza della Gara della MotoGP di Montmelò, a firma di Giorgio Terruzzi di Sportmediaset, che attacca frontalmente i progettisti della Ducati e, pur senza mai citarlo, accusa direttamente Filippo Preziosi.
Se lo avete visto sapete di cosa parliamo, in caso contrario non vi sarà difficile ritrovare il video sul sito web di Sportmediaset. Ma riportiamo qualche frase che Terruzzi pronuncia nel suo attacco contro la Ducati.
Già l’esordio dice tutto sulle intenzioni dell’editorialista: "La Ducati è una squadra in crisi tecnica da tempo infinito"… e poi continua: "la settimana in arrivo proporrà una serie di test dati per decisivi (…) per aprire o meno una discussione sul modo di lavorare del vertice tecnico di Borgo Panigale, che ha un solo argomento da mettere sul tavolo, anche questo un po’ trito: Con Stoner si è vinto" e qui le immagini si soffermano inequivocabilmente sull’ingegner Filippo Preziosi.
L’attacco va avanti sostenendo che è sì vero che la Ducati con Stoner ha vinto, ma con un numero notevole di piloti ha perso. E qui forse Terruzzi, (che ha ragione a metà visto che su otto piloti ufficiali, tre hanno vinto almeno una gara), dimentica i successi di Loris Capirossi con la Desmosedici, di cui la prima avvenuta nella stagione di esordio alla sesta gara, insieme al terzo gradino del podio al debutto assoluto in gara.
Forse Terruzzi dimentica anche le altre sei gare vinte da Capirossi, e quella storica di Troy Bayliss a Valencia nel 2006, senza entrare in merito alle 23 vittorie di Casey Stoner. Anzi no, forse giova proprio ricordare qui che Casey con la Ducati ha vinto 23 gare in 4 stagioni, quindi non solo nel famoso 2007, mentre il "dottore" in un anno e mezzo ha portato a casa solo un terzo e un secondo posto…

Ma in questo editoriale Terruzzi non vuole parlare di numeri, il suo obiettivo non dichiarato è dare una lezione morale al caparbio ingegnere umbro, visto che l’invettiva anti-Ducati continua con: " il nodo è tecnico e va sciolto in un modo o nell’altro, perché semplicemente non si vede chi possa cambiare segno guidando questa moto che complica la vita, che pare bellissima e affascinante in virtù di un passato che il presente anno dopo anno rende remotissimo, qualcosa che non serve, soprattutto a chi ritiene intoccabile una ricetta che alla prova dei fatti non funziona affatto, non funziona più".
Ora, volendo trascurare per un momento la sempre più bistrattata lingua italiana, qui si sta dicendo a Preziosi che sta sbagliando da anni e ci manca poco che lo si inviti a togliersi di mezzo…
Ora, ci domandiamo su quali fondamenti si basino le asserzioni dello stimato collega (e chi scrive questo segue gli editoriali di Terruzzi da sempre…), visto che a suo avviso in Ducati la crisi va avanti da tempo infinito, mentre i numeri ci dicono che fino a fine 2010 la moto ha vinto eccome.

E andiamo avanti: Terruzzi accusa Preziosi di "ritenere intoccabile una ricetta che non funziona affatto"… beh, se secondo lui le svariate moto diverse che la Ducati e Preziosi hanno progettato per Rossi e su desiderio di Rossi, e le mille configurazioni che un’azienda "piccola" come la Ducati sta approntando a tempo record per far sì che la Desmosedici vada come vuole Rossi, sono un segno di immobilismo tecnico, allora forse vuol dire che Terruzzi sa qualcosa che il resto del mondo ancora non conosce…
O forse, più semplicemente, aveva uno spazio in tv da riempire, ed è più facile dare addosso a qualcuno confezionando un servizio polemico, piuttosto che andare in cerca di spunti interessanti che, ahinoi, questa MotoGP sembra non essere più in grado di offrire…
Questo sì, che è un bel nodo da sciogliere sig. Terruzzi.
E voi, cosa ne pensate? La Ducati è davvero in crisi?

P.S. Se non lo avete fatto, andate a cercarvi il video di cui parliamo sul sito di Mediaset… lo troverete immerso a una bella pagina pubblicitaria e prima di vederlo dovrete assistere a uno spot di 30 secondi… E indovinate un po’ qual è la marca di moto che si fa pubblicità in quella pagina?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Sport


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