Attualità e Mercato

pubblicato il 21 maggio 2012

Dislivello da tombino? Rimborso, prego

Azienda idrica e Comune condannati in Cassazione

Dislivello da tombino? Rimborso, prego

La vicenda riguarda un ciclista, ma riguarda molto da vicino chi va in scooter o in moto nelle nostre città disastrate, piene di buche. Stavolta non è una voragine classica ad aver causato il sinistro, ma il dislivello attorno a un tombino: roba da far cappottare un veicolo a due ruote. Con con la sentenza 7035 depositata il 9 maggio 2012, la terza sezione civile della Cassazione condanna infatti azienda idrica e Comune: se si verifica un sinistro per il dislivello stradale non segnalato (in questo caso, per attorno a un tombino), devono risarcire i danni al mezzo e le lesioni fisiche.

A uscirne con le ossa rotta è un Comune del napoletano, che - come spesso fanno le amministrazioni locali - non voleva saperne di sborsare i quattrini al povero utente della strada pericolosissima. Ci sono voluti oltre 20 anni (avete letto bene, venti anni!), dopo una battaglia legale estenuante, perché Piazza Cavour mettesse la parola fine alla questione.

Incombe sul Comune controllare che l'appaltatore apponga (se previsto dal contratto) adeguata segnalazione a tutela della sicurezza degli utenti. Cartelli chiari, ben visibili gli scavi, cavalletti a strisce bianche e rosse se necessario. Perché la città non sia, per chi va in moto, un percorso di guerra disseminato di trappole.

D’altronde, i Comuni in questo senso sono recidivi: al di là delle numerose sentenze sulle buche vere e proprie, esiste un’altra ordinanza della Cassazione, la numero 23277 del 18 novembre 2010, secondo cui perfino i pedoni vanno risarciti se inciampano in un tombino fuori posto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , codice della strada , incidenti


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