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pubblicato il 18 maggio 2012

Biiista: l'elettrica "Famola strana..."

Arriva dall'Austria e mette in mostra tutta la sua diversità

Biiista: l'elettrica "Famola strana..."
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Immaginate di essere davanti a un foglio bianco, o meglio di fronte a un programma di progettazione computerizzata e di avere un compito: disegnare una motocicletta elettrica innovativa.
Bene, in questo preciso momento dovrete decidere che strada prendere: progettare una motocicletta che ricalca gli schemi conosciuti tradizionali, dettati nel passato dai motori termici, o prendere un sentiero nuovo e non battuto?
Siamo sicuri che molti progettisti propenderebbero per la prima possibilità, più facile e meno rischiosa, e solo in pochi avrebbero il coraggio di osare, con in mente l’idea fissa di realizzare qualcosa di rivoluzionario che cambierà il modo di andare in motocicletta.
Tra questi si pongono sicuramente i designer della Hammerschmid Maschinenbau un’azienda austriaca che sul proprio sito si presenta con il claim "Sondermaschinen" (Macchine speciali), e che ha in questi giorni presentato la Biiista una stravagante moto elettrica realmente fuori dagli schemi.

DESIGN E TECNICA PER DISTINGUERSI
Più che una "Macchina Speciale", la Biiista dovrebbe essere definita una "Macchina Strana", perché il suo design è davvero difficilmente inquadrabile. La moto è quasi del tutto coperta da una carrozzeria in materiali plastici che ha dei richiami quasi zoomorfi nelle forme. La ruota posteriore è completamente nascosta e la carenatura è non è liscia ma ondulata longitudinalmente, soluzione grafica voluta per alleggerire i volumi che, altrimenti, sarebbero risultati troppo imponenti.
Un design davvero di rottura, approntato per la Biiista dallo studio di comunicazione austriaco Yellow che, con un illustre connazionale come Kiska Design doveva giocoforza intraprendere una strada che avrebbe incontestabilmente distinto la Biiista da qualsiasi moto disegnata dal famosissimo Gerald.

A un design non convenzionale, però, doveva abbinarsi una base tecnica altrettanto innovativa, e alla Hammerschmid Maschinenbau ci hanno messo del loro.
La Biiista ha un telaio in lega leggera molto semplice, deputato a trasportare le batterie e l’elettronica di controllo, mentre il motore è alloggiato direttamente nel mozzo ruota, secondo i dettami più recenti nel campo della trazione elettrica. La potenza installata è di 14 cavalli, il pacco batterie è da 80 Volts e l’energia immagazzinata dovrebbe essere sufficiente a percorrere 100 km, con una velocità massima attorno ai 100 km/h. Molto ridotto il peso, che è dichiarato in soli 140 kg, che per una moto elettrica sono davvero pochi.
La Biiista, però, non è innovativa solamente perché è una moto elettrica, ma anche per la ciclistica non convenzionale che si affida a una sospensione anteriore con forcellone oscillante e mozzo sferico, che richiama quello progettato in Italia per la Bimota Tesi ormai più di vent’anni fa.
La particolarità di questo forcellone, però, è nel meccanismo di sterzatura che prevede due manubri indipendenti tra loro che ruotano su cuscinetti. I due semimanubri sono collegati tra loro da una biella all’interno della carenatura che li fa ruotare in modo sincronizzato come su una moto normale.

PROTOTIPI IN FASE DI TEST
A quanto pare, alla Hammerschmid Maschinenbau sanno molto bene il fatto loro, visto che hanno già approntato cinque prototipi di vari colori con i quali stanno affrontando le fasi di test e sviluppo sulle splendide strade delle montagne austriache. Da quanto si capisce, quindi, la Biiista sarebbe ad un grado di sviluppo abbastanza avanzato e potrebbe anche andare in produzione in tempi ragionevoli, che vengono dichiarati dall’azienda in un anno a partire da adesso. Il prezzo non è stato dichiarato, ma torneremo sull’argomento appena saranno disponibili ulteriori informazioni.


Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Novità , naked , cruiser , curiosità , anticipazioni , tecnica , tecnologia , emissioni zero , moto elettriche , design


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