Attualità e Mercato

pubblicato il 16 maggio 2012

Superbike a Mediaset, MotoGP a SKY

Il balletto dei diritti TV: chi ci perde e chi guadagna

Superbike a Mediaset, MotoGP a SKY

C’è grande fermento nell’affollato mondo delle frequenze televisive. Sì perché nello scorso mese sono circolate voci molto insistenti che annunciavano dei possibili passaggi di mano dei diritti televisivi dei due massimi Campionati Mondiali di motociclismo, confermate ufficialmente in questi giorni.

Sia la Superbike che la MotoGP cambieranno emittente nelle prossime stagioni. Riassumiamo in estrema sintesi ciò che accadrà: il World Superbike passerà da LA7 a Mediaset già dalla prossima stagione, mentre la MotoGP, traghetterà nel 2014 a SKY. Di conseguenza avremo una stagione 2013 nella quale i due Campionati coabiteranno sulle frequenze di Mediaset, e un 2014 che vedrà la Superbike offerta a tutti gli Italiani gratuitamente, mentre la MotoGP diventerà un affare riservato agli abbonati Sky.

LE DICHIARAZIONI
MEDIASET: "ASSENZA DI CERTEZZE IN MOTOGP"

Il comunicato diramato da Mediaset non nasconde affatto che l’interesse per il Campionato MotoGP stia scemando a causa dei regolamenti poco chiari e all’impoverimento del parco partenti, citando che: "Mediaset ha deciso di puntare sul Campionato Mondiale Superbike. Il Superbike World Championship e' infatti un circuito molto competitivo che si caratterizza per un alto numero di piloti e scuderie ufficiali in pista (Bmw, Honda, Suzuki, Kawasaki, Aprilia e Ducati), oltre che per una formula che vede gareggiare moto di serie praticamente uguali a quelle disponibili sul mercato per il pubblico degli appassionati".
SI passa quindi a parlare di MotoGP: "Dopo un rapporto pluriennale ricco di soddisfazioni, in assenza di certezze sui regolamenti e sul numero di Case e di campioni presenti nel 2014, Mediaset ha deciso di non rinnovare il contratto con Dorna in ragione di valutazioni non coincidenti tra le parti sul valore odierno e prospettico dei diritti televisivi del circuito. Siamo sicuri che la nuova partnership tra Mediaset e il Superbike World Championship offrirà visibilità e un adeguato commento tecnico a un circuito che acquisterà sempre più valore''.

SKY: "SEGNALE IMPORTANTE PER I NOSTRI ABBONATI"
La parola di Sky Italia è affidata all’amministratore delegato Andrea Zappia: "Siamo contenti di aver raggiunto questo accordo. Esso rappresenta un nuovo segnale, decisivo e importante per gli abbonati che, negli anni a venire, potranno contare su uno degli eventi sportivi più radicato nel cuore degli Italiani. Ciò conferma che Sky continua ad investire al fine di garantire un'offerta senza precedenti che è costantemente arricchita.
Vorremmo ringraziare Dorna per la fiducia che hanno riposto in noi. Si tratta di un partner in grado di garantire il massimo livello di organizzazione a livello mondiale e sono fiducioso che insieme saremo in grado di migliorare ulteriormente un grande sport. A partire da oggi, il nostro obiettivo è quello di lavorare ogni giorno in modo che la MotoGP possa continuare a crescere nell'immaginario collettivo degli italiani che sono già appassionati di uno sport in cui i nostri connazionali sono arrivati nei primi posti"
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CHI GUADAGNA E CHI PERDE
Cerchiamo di analizzare la situazione per capire insieme chi ci guadagnerà da questi spostamenti e chi rischia di rimetterci.
Iniziamo dagli appassionati che, giocoforza, ci rimetteranno. Sì perché se la copertura televisiva della Superbike non dovrebbe subire cali nella quantità di persone raggiungibili, ma invece acquisire notorietà grazie alla maggior popolarità dei canali Mediaset, diventerà più difficile seguire la MotoGP.

Gli accordi tra Dorna e Sky, infatti, prevedono che l’emittente sarà obbligata a trasmettere in chiaro solo 8 Gran Premi su 18. Che significa? Che per vedere la MotoGP non solo bisognerà essere abbonati a Sky, ma che sarà necessario anche acquistare un pacchetto apposito, altrimenti si potranno vedere solo 8 gare su 18…
Tutto ciò si trasformerà in una evidente perdita di immagine del campionato, perché gli ascolti giocoforza caleranno. Cerchiamo di fare due conti: la MotoGP attualmente fa registrare degli share interessanti (anche se in calo) che orbitano attorno al 20% con 5 milioni di spettatori. Passando a Sky, che ha poco più di 5 milioni di abbonati dichiarati al 31/12/2011 (che secondo stime dell’azienda costituiscono una audience di circa 15 milioni di persone), e supponendo per assurdo che tutti e 5 milioni abbiano il pacchetto sport, si fa presto un calcolo spannometrico che porterebbe gli ascolti della MotoGP nel caso migliore possibile a soli 3 milioni di persone (e sappiamo già che non sarà così).

E passiamo ai Campionati: il World Superbike Championship guadagnerà sicuramente tantissimo in termini di visibilità e notorietà del Brand, soprattutto perché rimarrà l’unica competizione mondiale visibile in chiaro e ciò porterà sicuri benefici alle squadre impegnate nel campionato, che potranno cercare sponsor con più facilità.
Se la Superbike riderà, probabilmente la MotoGP non vivrà anni sereni, perché se alla fuga delle Case ufficiali già in atto, e quella dei piloti che potrebbe avviarsi presto (le dichiarazioni di Rossi dei giorni scorsi potrebbero esserne il segnale), si aggiungerà anche una minore esposizione mediatica, anche gli sponsor milionari potrebbero decidere di migrare verso piattaforme di più ampio respiro.

In tutto questo un solo grosso punto interrogativo gira per le stanze della redazione: quanto le prestazioni di Valentino Rossi influiscono sugli ascolti della MotoGP e quanto li hanno condizionati in passato?
Temiamo che la risposta sia in gran parte concentrata proprio in questo balletto delle frequenze TV…

Autore: Lorenzo Gargiulo

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