Test

pubblicato il 14 maggio 2012

Pirelli Scorpion Trail - TEST

Un contest "Tester Vs. Smanettoni" per provare le gomme travel enduro del costruttore italiano

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Il segmento delle grandi enduro da viaggio è sicuramente quello dove si è registrato il maggior fermento negli ultimi anni. In questa classe, infatti, si è assistito ad una crescita notevole nel numero di modelli che tutte le case hanno introdotto nella propria line-up.
Le "travel enduro" di oggi, poi, si sono evolute molto rispetto alle "Dakar replica" degli anni novanta: alcune hanno abbracciato criteri più stradali, diventando delle moto da turismo vere e proprie, mentre altre si sono specializzate in chiave enduristica cercando di mantenere, grazie alla ruota anteriore da 21 pollici, uno stretto contatto con il fuoristrada.
Come è possibile allora conciliare esigenze differenti realizzando un pneumatico che possa adattarsi a tutte le moto, senza dover ricorrere a compromessi?
La risposta che dà la Pirelli, da sempre impegnata ad altissimo livello nelle competizioni fuoristrada oltre che su pista, si chiama Scorpion Trail, una gomma dedicata alla strada, ma con una spiccata indole fuoristradistica.

SPORT ADVENTURING
La Pirelli ha definito lo Scorpion Trail una copertura "Sport Adventuring", una gomma in grado di essere utilizzata quotidianamente in città, pronta per partire per lunghi viaggi in tutto comfort, e che offra sia prestazioni elevate su asfalto che sufficienti capacità di trazione nella guida su sterrati.
Per conciliare esigenze lontane tra loro, in Pirelli hanno messo in sinergia un attenta progettazione e simulazione computerizzata, con una fase di sviluppo strumentale del prodotto, fatta di test severissimi.
La gamma di misure dello Scorpion Trail è ampissima, e spazia dal 17 al 21 pollici per l’anteriore con sezioni dalla 90/90 alla 120/70 mm e da 17 o 18 pollici al posteriore, con misure dalla 120/90 alla 190/55 mm.

TECNOLOGIA
Il progetto dello Scorpion Trail è stato condotto per soddisfare tante esigenze che dovevano convivere in una sola copertura. Andando su moto di elevate prestazioni, era necessario assicurare stabilità alle alte velocità ed è stata ottenuta grazie alla struttura del pneumatico con cintura radiale a zero gradi che garantisce un’area di contatto ottimizzata ai diversi angoli di piega, al disegno del battistrada con intagli piccoli nell’area della spalla e alla mescola di ultima generazione.
Un’altra caratteristica fondamentale della gomma sarebbe dovuta essere la maneggevolezza, visto che spesso chi la adotterà lo farà su moto pesanti e cariche per lunghi viaggi. Per progettare un pneumatico molto maneggevole, Pirelli ha lavorato sulla carcassa a deformazione ottimizzata e sul disegno del battistrada dotato di tasselli rigidi.

Per quanto riguarda il grip, che doveva essere elevato sia su asfalto che in fuoristrada, la Pirelli ha disegnato un battistrada decisamente innovativo che unisce sia le esigenze di una gomma stradale che di una offroad. In pratica il pattern della scolpitura è un susseguirsi di fasce con scanalature trasversali e tasselli molto ampi per garantire stabilità e grip su asfalto, intervallate da segmenti con tasselli più piccoli con intagli a V tipici di una copertura offroad. L’elemento base della scolpitura, quindi, si ripete solo quattro volte lungo la circonferenza del pneumatico, mentre normalmente in una gomma ciò accade circa 30 volte. Così facendo quando la gomma va fuoristrada ha comunque spigoli e tasselli adatti a dare trazione, mentre quando va su strada ha ampie sezioni rigide che danno grip e stabilità.
Non dimentichiamo, poi, che dovendo questa gomma equipaggiare moto di estrazione molto diversa, è stato necessario sviluppare alcune misure con accorgimenti particolari: è così infatti che le due posteriori più grandi (180/55 e 190/55, sviluppate per Honda Crossrunner e Ducati Multistrada) sono a doppia mescola, per soddisfare le esigenze delle moto più stradali.

SPERIMENTAZIONE MOTO
Una corretta progettazione è sì importante per la definizione di un nuovo pneumatico, ma servirebbe a poco se non fosse supportata da un’adeguata fase di test. Lo sviluppo di questa gomma è durato circa tre anni, e ha impiegato il dipartimento Sperimentazione Moto dislocato in Sicilia in migliaia di prove. Alessandro Abate da anni in forza alla Pirelli ci spiega che sono quattro i circuiti dove il marchio italiano porta avanti i test. Sulla pista di Pergusa vengono effettuati i test di stabilità in velocità e maneggevolezza, a Vizzola Ticino si eseguono prove di comfort e aderenza sul bagnato, sull’anello di Nardò vengono messi alla prova i pneumatici ad altissime velocità e sul tortuoso tracciato di Racalmuto si eseguono le prove di maneggevolezza a velocità più basse.

Nel caso specifico dello Scorpion Trail, a tutto ciò si aggiungono dei percorsi standardizzati che abbracciano tutta la Sicilia su cui provare la gomma in condizioni identiche a quelle dell’utilizzatore finale. Per lo Scorpion Trail, poi, la Pirelli ha varato anche dei test molto probanti sul campo: ha infatti realizzato negli scorsi anni dei veri e propri raid che hanno toccato da Capo Nord a Dakar, dall’Inghilterra alla Turchia dalla Tunisia a Nardò (dove è presente anche un tracciato fuoristrada) per mettere alla prova questa copertura nelle condizioni più gravose e disparate.

LA PROVA: "TESTER VS. SMANETTONI"
Il marketing di Pirelli, sempre molto attento alle esigenze degli utenti finali ha pensato di coinvolgere alcuni rappresentanti del mondo dei forum tematici e dei club motociclistici, invitandoli ad un press test in compagnia di giornalisti specializzati. Giusto per dare un po’ di pepe alla prova, poi, in Pirelli hanno organizzato una sfida "Tester vs. Smanettoni" , articolata su quattro prove, tutte volte ad apprezzare in modo diverso una caratteristica peculiare dei pneumatici.

E’ così che la consueta competizione che regna tra giornalisti di testate concorrenti, si è tramutata in agonistico spirito di squadra, votato alla difesa della categoria professionale dagli attacchi di due forumisti incalliti, un blogger e il presidente di un noto moto club catanese.
La contesa, conclusasi con un secco 3 a 1 a favore dei giornalisti, prevedeva quattro prove: maneggevolezza, stabilità, grip e precisione. La prima caratteristica è stata sviscerata attraverso una spietata gara a staffetta in un parcheggio, con dei carrelli del supermercato come veicoli e i partecipanti come carico.
Per evidenziare la stabilità di un pneumatico, invece, la Pirelli ci ha portato in un parco avventura a fare un percorso sospeso a 10 metri di altezza da un albero all’altro, compreso il famoso e temuto ponte tibetano. Poi è stata la volta del grip, rappresentato da una parete da rocciatori, da percorrersi in orizzontale secondo un percorso prestabilito. L’ultima prova quindi, quella volta a definire la "precisione", prevedeva un dardo fissato a una moto con il quale bucare un palloncino pieno d’acqua.
Al di là del risultato finale che ha un valore puramente ironico, un plauso a Pirelli per aver messo insieme "produttore e consumatore", consentendo anche a noi giornalisti di avere un’occasione in più di confrontarci con chi legge i nostri articoli.

IL TEST: ‘A MUNTAGNA
I Siciliani lo chiamano ’A Muntagna, e ovviamente stiamo parlando dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, scelto dalla Pirelli come teatro per il test degli Scorpion Trail. Le strade che si snodano attorno al vulcano sono davvero affascinanti per chi vuole ammirare il paesaggio, ma sono doppiamente belle per chi vuole guidare una moto. Ed è proprio sulle salite dove un tempo venivano disputate varie gare di velocità che Alessandro Abate ci ha fatto da guida, o meglio da lepre, viste le prestazioni ottenibili con gli Scorpion Trail.

Su asfalto con le coperture meneghine si va alla grande, con un grip degno di una gomma supersportiva, ma con il plus di un feedback cristallino che dà una perfetta indicazione di ciò che sta avvenendo al suolo. Su tutte le moto provate, dalla stradalissima Ducati Multistrada 1200S, alla fuoristradistica BMW F 800 GS gli Scorpion Trail si adattano alla perfezione, permettendo curve da pedane a terra in tutta tranquillità.
La costruzione e il disegno del battistrada, poi, rendono queste gomme molto confortevoli, specie quando si raggiungono i paesini pedemontani dove le strade sono molto accidentate. Anche in autostrada, visto che abbiano potuto fare anche una trentina di chilometri ad alta velocità, lo Scorpion Trail conferma la sua vocazione turistica con un comfort elevato e bassissimo rumore di rotolamento.

Considerato poi che questa gomma mantiene comunque un contatto con il fuoristrada, abbiamo potuto provarla anche per un paio di chilometri su uno sterrato misto con pietre dure e sabbia vulcanica molto insidiosa. Anche in fuoristrada lo Scorpion Trail riesce ad offrire grip a sufficienza per raggiungere luoghi incontaminati e cavarsi d’impaccio anche su ciclistiche poco inclini al’enduro come quella della Honda Crossrunner.
A conti fatti lo Scorpion Trail si rivela una copertura facile, che chiunque è in grado di comprendere e portare al limite. E’ molto comunicativa e sicura, caratteristiche importanti, specie quando si deve fare molta strada.

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco: Nolan N104
Giacca, guanti, stivali: Alpinestars

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Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , monocilindriche , strada , bicilindriche , 1000 , enduro , quadricilindriche , 600 , curiosità , gomme , tecnica , turismo , viaggi


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