Epoca e Classiche

pubblicato il 26 aprile 2012

La più brutta Ducati 916 di tutti i tempi

L'omologazione australiana causò questo scempio...

La più brutta Ducati 916 di tutti i tempi
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La Ducati 916 può essere ritenuta senza ombra di dubbio la massima espressione del design di Massimo Tamburini, e anche se qualcuno si trovasse in disaccordo con questa affermazione, non si potrebbe comunque negare che la 916 sia la moto di maggior successo che il progettista italiano abbia firmato.

Il design di questa iconica motocicletta ha fatto scuola per molti anni, diventando da subito un’instant classic che qualsiasi motociclista appassionato vorrebbe avere in garage.
Design e regole di omologazione dei diversi paesi del mondo, però, non sempre vanno d’accordo e, a quanto pare, la splendida bolognese così come Tamburini la pensò, non poteva essere venduta sul suolo Australiano.
La colpa andava ascritta proprio ad uno degli elementi più caratteristici dell’estetica della 916, l’accigliato doppio faro che troneggiava sul cupolino della Ducati che di lì a poco avrebbe dominato per anni il Campionato del Mondo Superbike.
Sì perché il codice della strada australiano prevedeva per le motociclette munite di due fanali, le medesime regole di omologazione destinate alle auto, e quindi ciascun faro doveva incorporare sia la luce anabbagliante che l’abbagliante e, come tutti sappiamo, sulla 916 queste due funzioni erano demandate ad un faro ciascuna.

A quanto pare, e le prove sono portate dal fotografo australiano Phil Aynsley, non fu possibile riprogettare i fanali della 916 in corso d’opera, e l’importatore locale fu costretto a modificare le moto una ad una, montando un faro singolo.
E’ così che le 916 e le 748 vendute in Australia venivano profanate come vedete nelle foto, con l’installazione di un faro rettangolare fornito dalla Hella con lampada H4, scelto, probabilmente, perché almeno richiamava il design delle precedenti 888 e Supersport.
A quanto pare, però, l’Italia non è l’unico paese dove vale la regola del "fatta la legge, trovato l’inganno", perché le moto venivano sì vendute con l’orripilante faro rettangolare e un cupolino modificato, ma l’importatore consegnava ai clienti anche i pezzi originali, che la clientela poteva rimontare a proprio rischio e pericolo.

Ringraziamo Phil Aynsley per la testimonianza, con la speranza che nessuno degli acquirenti dell’epoca abbia voluto mantenere l’originalità di quella che probabilmente è stata la 916 più brutta di tutti i tempi.

Foto: copyright Phil Aynsley

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Epoca e Classiche , bicilindriche , 1000 , superbike , curiosità , mercato , tecnica , vintage


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