Epoca e Classiche

pubblicato il 14 aprile 2012

Ducati Sport 125 - La motocicletta dall'oro in bocca

Presentata nel 1957, potremmo definirla la prima Race Replica della storia...

Ducati Sport 125 - La motocicletta dall'oro in bocca
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La Ducati Sport 125, fu uno dei migliori prodotti dell’ingegner Taglioni. Derivava dalla celeberrima Marianna da competizione e contribuì a risollevare le sorti della Casa di Borgo Panigale. Rimase sul mercato per poco più di un lustro e mezzo, con un costante successo di vendite.

LA STORIA
La Ducati, storicamente una delle più famose Case motociclistiche italiane, alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, stava passando un non facile momento per via della spietata concorrenza di altri importanti Marchi italiani. Due piccoli esempi pratici: il Moto Guzzi "Guzzino" 65 cc è stata decisamente preferita alla Ducati 65 cc del 1950, come anche il Motom 48 cc, preferito al ciclomotore Ducati MI del 1954.
La Casa bolognese rischiava quindi il fallimento e la possibile conseguente chiusura.
L’uomo della svolta fu l’ingegner Fabio Taglioni che, nel 1954, entrò in Ducati, dopo aver progettato motoveicoli già alla Ceccato ed alla Mondial. Nacque quindi, repentinamente, la prima Ducati di Taglioni, la Gran Sport monoalbero a coppie coniche di 98 cc detta Marianna e, con essa, il pericolo fu finalmente e definitivamente scampato. Tale ottima motocicletta permise alla Casa di Borgo Panigale di fare il suo ingresso nelle competizioni su pista e non, in particolar modo nel Motogiro d’Italia, all’epoca la principale delle maratone su due ruote. Lungimirante fu l’intuizione di Taglioni, concretizzatasi nel portare a 125 cc la Marianna e nel farla diventare stradale.

La Sport 125 fu allora presentata al pubblico nel 1957 e fu l’unica moto di serie 125 cc italiana a discendere direttamente da una moto da corsa a tutti gli effetti, visto che le sue dirette concorrenti di pari cilindrata, discendevano, invece, da versioni turistiche ad aste e bilancieri.
Dalla 125 Sport derivò, oltre ad una 125 versione turismo chiamata "Aurea" e prodotta nel 1961, anche, nel 1958, un’interessante versione corsaiola, di pari cilindrata ma con 4,5 CV in più della Sport, chiamata Formula Tre: essa presentava poche differenze rispetto alla versione di serie, ma era decisamente molto più aggressiva ed ancor più sportiva. La Ducati, così, primeggiò totalmente rispetto alle 125 sue concorrenti.

LA TECNICA
Il telaio della Sport 125 era monoculla aperta, tecnicamente molto semplice, tanto che parte integrante della struttura di esso era proprio il blocco motore. L’orientamento del suo carburatore Dell’Orto 4B20BS a presa d’aria a cornetto tipo 3100, come sulla Gran Sport, favoriva la turbolenza nella camera di scoppio.
Il motore era a quattro tempi, monocilindrico inclinato in avanti di dieci gradi, mentre la distribuzione ad abero a camme in testa, comandato da albero verticale e coppie coniche. L’accensione era a volano alternatore-batteria-ruttore. Il cambio, in blocco a quattro rapporti, era comandato a pedale, sito sulla destra del propulsore. La sospensione anteriore era una forcella teleidraulica, la posteriore il classico forcellone oscillante con ammortizzatori teleidraulici a doppio effetto. I freni erano entrambi a tamburo centrale: l’anteriore da 158 mm, mentre il posteriore da 126 mm.
Il suo fanale, color oro, come gli altri particolari della moto che la rendevano speciale, possedeva un’ampia cornice cromata ed ospitava in sé il tachimetro contachilometri, due spie luminose, la chiave di contatto ed il devio luci. Il tappo del suo generoso serbatoio dalle forme morbide era cromato e ad apertura rapida. Le leve della frizione e del freno anteriore erano entrambe dritte e non di facile utilizzo, anche se, nel punto in cui si appoggiano le dita, avevano uno maggior spessore.
Il cavo della frizione finiva all’interno del blocco propulsore: ciò rendeva sicuramente poco agevole la sua sostituzione, perché era necessario lo smontaggio del bilanciere del cambio e del coperchio del carter. La frizione stessa poteva però essere registrata dal coperchio posto vicino al pedale del freno. La leva dell’avviamento era automaticamente pieghevole quando tornava in posizione di riposo, dopo averla calciata.

IL COMPORTAMENTO
I consumi della piccola ma deliziosa Sport 125 erano modesti per esser a tutti gli effetti una due ruote sportiva e poche erano le differenze con le dirette rivali; la sua manutenzione non era assolutamente complicata.
Viste le esigue dimensioni della motocicletta, una dote importante per la sua maneggevolezza era il peso di soli 100 kg a vuoto.
Fu costruita in circa 20.000 esemplari fino al 1965. I posteri di questo fortunato modello, saranno portati, sempre con la stessa architettura del motore monoalbero, fino alla cilindrata di 450 cc, passando per quelle di 250 e 350 cc, che noi tutti conosciamo con il nome di Ducati Scrambler: tale leggendario modello, a differenza della Sport 125, fu molto richiesto dai mercati stranieri.

Il bilancio totale riguardante la piccola Sport, fu comunque decisamente positivo: ciò fu anche riportato nero su bianco sulle riviste dell’epoca, dove si leggeva: "L’architettura del motore… col carburatore inclinato e… con la sua forte somiglianza a quella delle celebri monoalbero da competizione della Casa bolognese, entusiasma certamente ogni appassionato. La linea della macchina è complessivamente slanciata, ma sarebbe preferibile avere un serbatoio più affusolato… Da una moto di questo tipo non si può certo pretendere una posizione di guida riposante… Nella parte anteriore del serbatoio le svasature terminano proprio dove sarebbe necessario continuassero… In accelerazione il cambio lavora bene anche senza l’accompagnamento della frizione; la corsa del selettore, è breve e dolce, l’innesto delle marce avviene sempre con la massima sicurezza… La velocità massima dichiarata dalla Casa è di 112 km/h… L’azione combinata dei due freni è sicura, progressiva ed efficace… Stabilità e maneggevolezza: sotto questi aspetti le Ducati rivelano la loro origine corsaiola… Un monoalbero ‘deve’ griare allegramente ed il Ducati 125 non si fa certo pregare per farlo … Nessuna difficoltà per l’avviamento … e poco il ‘cicchetto’ richiesto per le partenze da freddo".

La Ducati Sport 125 sfrecciava, illuminando l’asfalto con l’alternanza dei colori dell’oro e del cielo che impreziosivano la sua livrea rendendola inconfondibile, inimitabile ed unica nel suo genere.

Autore: Pier Paolo Fraddosio

Tag: Epoca e Classiche , monocilindriche , epoca , vintage


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