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pubblicato il 10 aprile 2012

MotoGP: la Ducati va o non va?

Hayden la promuove, Rossi la boccia. Chi ha ragione?

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Al termine della prima gara della MotoGP 2012, vinta con talento e determinazione da Jorge Lorenzo, viene da domandarsi quanti debbano essere gli ingredienti giusti per vincere in MotoGP.
Talento? Telaio? Motore? Gomme? Determinazione? Voglia di vincere? Tanti, troppi sono i fattori che influenzano una gara e il suo esito, che diventa sempre più difficile stilare un verdetto univoco su quanto accaduto a Losail, soprattutto se si guarda dentro al box Ducati, dove da un lato Hayden sorride, e dall’altro si vede un Rossi irriconoscibile
Cosa sta succedendo in Casa Ducati? Cosa ha causato una disparità di prestazioni così evidente che ha concesso a Nicky di stare a ridosso dei primi, e ha relegato Rossi a ultima MotoGP al traguardo (trascurando un Ben Spies acciaccatissimo)?

LA DUCATI VA O NON VA?
Il busillis della questione è tutto qui: la Ducati GP12 con telaio perimetrale in lega leggera, tanto voluta da Rossi, e costruita da Ducati per accontentare il pesarese, funziona o no?
Stando alle risposte di Hayden sembrerebbe di sì. "Kentucky kid" ha promosso la moto e si è mostrato consistente per tutto il weekend di gara al punto da arrivare a dichiarare che " la GP12 è un bel passo in avanti rispetto all’anno scorso".
Di diverso avviso sembrerebbe Rossi che si è lasciato andare a un’intervista abbastanza sopra le righe, durante la quale ha più o meno velatamente attaccato la moto e la squadra, e dato spazio a un po’ di polemiche varie rivolte agli altri piloti in gara.
Ma allora, la verità dove sta? Ha ragione Nicky a dire che la moto è migliorata ed ha un buon potenziale, o ha ragione Rossi che sostiene che: "Non riesco a guidare questa moto?".

LA PAROLA AL CRONOMETRO
Nelle corse, si sa, è il cronometro a dare ragione, e se guardiamo la fredda matematica dei tempi, il verdetto si sbilancia a favore dello statunitense, che a Losail è sempre stato davanti a Rossi. Facendo un’analisi critica dei tempi, si vede che la gara della MotoGP 2012 è stata un po’ più lenta di quella dello scorso anno. Stoner nel 2011 passò sotto la bandiera a scacchi in 42 minuti e 38 secondi , mentre domenica scorsa Lorenzo ha percorso gli stessi chilometri in 42 primi e 44 secondi. Rivedendo gara e tempi dei due piloti, però, si può sostenere che Stoner se non avesse avuto un calo fisico, che gli ha fatto perdere circa 5 secondi, la gara si sarebbe conclusa esattamente sugli stessi tempi dello scorso anno. Jorge Lorenzo, infatti, ha percorso i 22 giri di Losail con un tempo di appena 2,2 secondi più lento del 2011.
Assodato quindi che la gara si è corsa sullo stesso passo di quella scorsa, andiamo ad analizzare i tempi dei piloti Ducati.

Nicky Hayden ha concluso la gara in sesta posizione, mentre lo scorso anno chiuse nono. Il suo tempo complessivo è di sei secondi circa più alto rispetto al 2011, che fanno un tempo medio sul giro più lento di 2,7 decimi di secondo.
Il cronologico di Rossi, invece, riporta un tempo di gara più alto di ben 22 secondi rispetto al 2011 e, anche togliendo i cinque secondi persi durante il contatto con Barbera (confermati dal cronologico), il pesarese avrebbe girato 17 secondi più lento dello scorso anno, quando aveva una moto non progettata per lui.
Insomma, qui i conti non tornano…

LE SCUSE E LE POLEMICHE
Nell’intervista che Rossi ha rilasciato ai microfoni di Italia1 (che non vi riportiamo, ma potete trovare facilmente su Youtube) il nove volte Campione del Mondo ha iniziato a mettere le mani avanti e a cercare giustificazioni per questo risultato così scarso.
In merito ai tempi ha denunciato una sua difficoltà ad andare forte quando la moto ha gomme nuove: "ho avuto moltissimi problemi all’inizio della gara, perché quando mettiamo la gomma nuova e abbiamo un buon grip dietro, la gomma mi comincia a spingere davanti di brutto e sono in grosse difficoltà in frenata. Poi quando la gomma dietro inizia un po’ a scivolare riesco a guidare meglio la moto e addirittura ho fatto il mio giro veloce all’ultimo giro".
Beh, guardando i tempi di Rossi si nota che in realtà nei primi giri non è andato poi così piano, e che il suo giro veloce è stato il nono e non l’ultimo. Se proprio vogliamo essere pignoli, poi, dobbiamo sì dar ragione a Rossi, che nei primi due intermedi T1 e T2 ha staccato i migliori parziali al 22esimo giro, ma è altrettanto vero che i due migliori intertempi nel T3 e T4, Rossi li ha fatti segnare al primo giro!
Ma allora, è vero che la moto con gomme nuove non va, o è vero che Rossi non corre più con quell’estasi agonistica che aveva un tempo?

ROSSI GUARDA ITALIA1?
E andiamo avanti con l’intervista che ormai ha già fatto il giro del mondo… Rossi, che è un ragazzo sveglio, anticipa la domanda che gli avrebbe di lì a poco rivolto Marco Lucchinelli (quasi avesse già visto la TV prima di incontrare i microfoni) sul fatto che da un Campione come lui ci si aspetta che riesca a fare la differenza sugli altri, e si schernisce: "Non riesco a guidare bene questa moto, non riesco neanche a fare la differenza - poi si corregge - quel poco di differenza, rispetto a Nicky, però io di solito sono andato sempre un pochino più forte".
Un pochino più forte?... Suvvia, signor Rossi, siamo seri.

BRAVO NICKY MA…
L’intervista a Rossi va avanti e Valentino torna per la seconda volta sui risultati di Hayden, sottolineando ancora che seppur Nicky abbia avuto un weekend perfetto, che sia stato bravo a trovare subito l’assetto giusto, il risultato è da sesto posto a oltre venti secondi dal vincitore. E dicendo questo, Rossi tira una seconda bordata alla Ducati, sì perché la prima l’aveva pronunciata pochi secondi prima quando ha sostenuto che: "Quest’anno sta andando anche peggio dello scorso anno".

NON E’ PROPRIO VERO
Poi è la volta di Cereghini che tenta di gettare maldestramente un salvagente a Rossi, dicendo che: "I tuoi detrattori ti dicono ‘Ma come? E’ la Ducati che volevi tu, l’hai fatta tu, hanno seguito la tua strada, com’è che ancora vagate…" e Valentino subito prende le distanze: "Beh, questo non è proprio vero! Io ho dato delle indicazioni per come secondo me sono i problemi di questa moto, e cercare di capire quali sono le aree dove dobbiamo fare meglio, solo che non siamo riusciti a risolverle e io purtroppo non ce la faccio a risolverle da solo, nel senso che non sono un ingegnere e riesco a sapere cosa devo modificare in una moto per risolvere un problema. Più o meno siamo con gli stessi problemi dell’anno scorso; c’è il vantaggio che con questa moto con il telaio si può spingere un po’ di più senza cadere tutte le volte, e già questa per me che ci sono sopra è una cosa positiva".
Beh, anche qui ci sarebbe da discutere, perché tutti sanno che la filosofia di Ducati nella MotoGP prevedeva di andare avanti nello sviluppo della tecnologia esclusiva della fibra di carbonio e del motore portante, e che senza l’arrivo di Rossi nessuno avrebbe pensato di fare una moto con il telaio perimetrale in alluminio…
In merito all’essere ingegnere o meno, meglio stendere un velo pietoso al solo pensiero delle magie che faceva un semplice meccanico come Jeremy Burgess, in grado di inventare l’assetto vincente alla domenica mattina… Che si sia esaurito anche il tocco magico dell’australiano?

SPERANZE? ESAURITE
Il resto dell’intervista procede con attacchi ormai poco velati contro la Ducati: "Le speranze le abbiamo esaurite tutte l’anno scorso, più che speranze ci vogliono risultati e una moto che si riesca a guidare meglio, però non voglio sbilanciarmi come fatto l’anno scorso pensando e sperando che con il secondo step di telaio si possa fare meglio", e di nuovo contro Barbera che: "viene qua per cercare di stare davanti a me, quindi se fa nono e io decimo è già contento".
Insomma, tanti attacchi con una sola ammenda, l’ammissione di non essere un ingegnere.

FUTURO DIFFICILE
A queste accuse la Ducati non risponde, anzi, fa squadra e difende il suo pilota, come è giusto che sia quando un team è unito nella volontà di risolvere i problemi. Certo è che, con delle parole così pesanti sarà forse arrivato il momento di fare i conti, perché se è vero che la moto è migliorata, è altrettanto vero che il pilota non ha ancora mostrato il talento che il suo palmares suggerisce.
La domanda principale, è e resta una sola: dove è finito quel famosissimo mezzo secondo nel taschino che Rossi ha sempre avuto rispetto a tutti gli altri in gara? Stando ai risultati siglati fin’ora, ci sembra che Rossi non abbia ancora mai provato a tirarlo fuori, visto che da quando guida una Ducati non c’è mai stato quel colpo di reni che tanti aspettavano.
Probabilmente Rossi aspetta di potersi fidare al 100% della moto per tirar fuori il suo talento. E se invece non esistesse più una moto di cui Rossi possa fidarsi ad occhi chiusi?

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Sport , 1000 , motogp , pista , curiosità , gare , autodromi , piloti , personaggi famosi , editoriale


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