Attualità e Mercato

pubblicato il 31 marzo 2012

Autovelox, doppia mazzata

Non serve la contestazione immediata né dimostrare la taratura

Autovelox, doppia mazzata

La Cassazione, con sentenza del 13 gennaio 2012, resa nota proprio di recente (il 15 marzo), infligge un duro colpo a chi guida. Sì, l’eccesso di velocità è un’infrazione pericolosa; ma ci sono mille aspetti delicati degli autovelox che lasciano perplessi.

Anzitutto, secondo gli Ermellini, l’autovelox, consentendo la rilevazione dell’illecito solo in un tempo successivo, esenta dall’obbligo della contestazione immediata: il motociclista può non essere fermato. La multa, la famigerata busta verde, arriverà a casa del proprietario del mezzo. Infatti, l’attestazione del loro impiego, contenuta nel verbale di accertamento, costituisce valida ragione giustificatrice del mancato fermo immediato del trasgressore.

Ma allora, quando l’infrazione per eccesso di velocità deve essere immediatamente contestata? Se la violazione è stata accertata mediante strumenti che consentono la misurazione della velocità del veicolo a una congrua distanza prima che questo transiti dinanzi al posto di accertamento. Cioè quando? Chissà...

Ma l’altra legnata è che il Comune non deve provare la taratura dell’autovelox. Se il dispositivo funzionava mesi fa, al momento dell’omologazione e dell’installazione, come per miracolo funziona perfettamente anche adesso. Un bel vantaggio per i Comuni e per le loro casse disastrate...

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , sicurezza , codice della strada , autovelox


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