Interviste

pubblicato il 29 marzo 2012

Michelin: l'innovazione passa dal CIV

Abbiamo intervistato Nicolas Goubert, direttore tecnico del reparto competizioni

Michelin: l'innovazione passa dal CIV

La scorsa settimana si è tenuta al Mugello la gara inaugurale del CIV 2012, il Campionato più importante nel nostro paese, quando si parla di corse su asfalto. L’occasione è stata propizia per incontrare ed intervistare Nicolas Goubert, direttore tecnico del reparto competizioni della Michelin.
Come sappiamo, la Casa del Bibendum sta attuando una strategia legata al mondo delle coperture supersportive che passa attraverso il Campionato del Mondo Endurance e i Campionati Nazionali. In parole povere, come sappiamo, la Michelin investe in quelle gare in cui non vige il regime di monogomma. La partecipazione a questi Campionati viene intesa da Michelin come il veicolo migliore per travasare sui prodotti di serie una tecnologia che da essi non è distante anni luce. I risultati si vedono, ovviamente, e possono essere sintetizzati in prodotti come il Power Cup, che abbiamo testato nei giorni scorsi.

Abbiamo incontrato Nicolas Goubert, Direttore tecnico del Reparto Competizioni Michelin, al Mugello per scoprire quali sono state le motivazioni che hanno portato la Casa francese ad investire nel CIV...
"Ci sono quattro buone ragioni che qualificano la nostra presenza nelle competizioni: primo, la ricerca delle prestazioni. Il lavoro dei nostri tecnici è orientato al miglioramento delle performance sul giro e alla durata sulla distanza. Secondo: la passione. Nelle corse non si può essere protagonisti se non si è animati dalla voglia di essere parte attiva dello spettacolo. Terzo: l'innovazione. Le gare per noi sono il migliore banco di prova per sviluppare i nostri prodotti e cerchiamo sempre una ricaduta della ricerca nel prodotto. Quarto: il business. Siccome nelle competizioni le nostre coperture sono apprezzate, non nascondiamo il fatto che rappresentano anche un buona opportunità per sviluppare anche l'espetto commerciale".

Queste motivazioni spiegano perché non siete attratti ai campionati con la monofornitura di gomme?
"Siamo fedeli ai nostri valori, la Michelin s'iscrive a Campionati multi-marca, per mantenere vivo il confronto in pista e stimolare la nostra capacità d'innovazione. Dove non c'è ricerca e sviluppo non andiamo".

L'anno scorso il contratto della Bridgestone con la Dorna per la MotoGP era in scadenza: avete provato a riaprire le trattative?
"No, sapevamo che la filosofia del promotore era proseguire con un unico fornitore e c'erano in essere già degli accordi che non avrebbero portato ad un'apertura del mercato. Non nascondo, invece, che c'era stato un abboccamento con la SBK...".

Quali sono gli obiettivi del 2012?
"Nell'Endurance puntiamo al titolo nella categoria EWC. Nel SBK francese, dopo i titoli 2010 e 2011, siamo fiduciosi di poter vincere tanto in Superbike che in Super Sport. Nel CIV, invece, siamo ancora in una fase d'apprendimento: conquistare dei podi in Superbike e in 600 Super Sport sarebbe una bella ricompensa ai nostri sforzi. Nel CEV, invece, vorremmo ripetere il titolo Superbike conquistato nel 2011. Per finire, l’IDM costituirà il nostro nuovo impegno per la stagione 2012 e questo ci permetterà d'accumulare un'esperienza preziosa sui circuiti della serie tedesca. È per questa varietà di Campionati che continuiamo a evolvere la nostra gamma di pneumatici. La pluralità dei Campionati è un impegno per accelerare l’innovazione e rispondere meglio alle attese dei motociclisti. Non dimentichiamoci che la Michelin persegue la cultura della vittoria e delle prestazioni: 360 vittorie in MotoGP, 269 vittorie in WSBK. Puntare alle prestazioni in corsa è sempre il nostro obiettivo!".

E' questo il motivo che vi spinge a moltiplicare gli impegni nelle competizioni?
"La pluralità dei Campionati ci consente di far progredire più rapidamente i nostri pneumatici su una grande varietà di terreni di gara e poter così trasferire le più recenti scoperte ed innovazioni anche alla produzione di serie. Ogni categoria è un laboratorio, visto che ciascuna opera in condizioni molto diverse. La pluralità delle discipline consente ai tecnici di lavorare su passerelle tecnologiche sempre più concrete.

C'è una gara che mette alla frusta un po' tutte le caratteristiche che ha citato?
"Beh, posso fare un esempio molto efficace: la Dakar è una gara molto speciale che racchiude tutte le difficoltà possibili di un rally marathon. Alta velocità media, sollecitazioni pazzesche su fondi molto sconnessi e sbalzi di temperature incredibili: ebbene le gomme devono adattarsi a tutte queste caratteristiche senza compromettere le prestazioni. La riteniamo una sfida molto affascinante che ogni volta ci insegna sempre qualcosa di importante".

Il trasferimento di tecnologia al prodotto di serie, quindi, non è una semplice dichiarazione d'intenti?
"Proporre gomme con nuove soluzioni tecnologiche per moto che siano state sviluppate, collaudate e deliberate nelle condizioni d'utilizzo più esigenti rappresenta un impegno costante per il Gruppo Michelin. La prova concreta di quest'approccio è il lancio di nuove gamme di pneumatici destinati al segmento super-sportivo e dedicate all'uso in pista: parlo di Michelin Power Cup e Power Slick. I nostri tecnici hanno lavorato due anni per mettere a punto questi due nuovi prodotti che accelerano l’innovazione.

Quali sono gli obiettivi 2012 di Michelin in Italia?
"Abbiamo ottenuto eccellenti risultati nel 2011, con 4 pole position e 2 vittorie. Vogliamo proseguire lungo il solco che è stato tracciato, consapevoli che il risultato sportivo dipende da un grande numero di fattori, quindi bisognerà valutare le forze in campo per sapere quali sono le nostre opportunità di successo. Insomma c'è molta incertezza che crea grande interesse".

Il CIV è il solo Campionato che utilizza gomme da 16 e 16,5 pollici. Quali sono le sue particolarità e quali sono le novità?
"Conserviamo queste dimensioni che ci hanno permesso di distinguerci negli scorsi anni ed i nostri team partner sono, ormai, abituati ad utilizzarle. Potremmo anche passare alle 17 pollici. Abbiamo fatto progredire le mescole affinché i piloti si sentano più a loro agio sull'anteriore e abbiano più aderenza al posteriore. I nostri pneumatici sono in costante evoluzione. Nell'arco del Campionato saremo in grado di proporre pneumatici specifici per ogni circuito...".


Nella MotoGP eravate in grado di produrre delle gomme durante l'evento. Quei sistemi costruttivi così evoluti non li utilizzate più?
"Ma chi l'ha detto? E se dicessi che ne usufruiscono anche le gomme del CIV? Vedrete quale sarà la nostra capacità di sviluppo nel corso della stagione...".

Un'ultima considerazione personale: per anni ha lavorato al fianco di Valentino Rossi. Le doti di collaudo e sviluppo del Dottore vengono messe in dubbio da quando è in Ducati. Cosa ne pensa?
"Non conosco lo stato delle cose attuali. Posso solo dire che Valentino è il pilota che alla Michelin ha dato sempre informazioni precise e puntuali. Ha una sensibilità che non ho trovato in nessun altro pilota e le sue indicazioni sono sempre state suffragate dai risultati. È un grande campione che ci dava il limite delle nostre soluzioni più innovative...".

Guardando al futuro quale potrebbe essere la sfida nuova?
"Produrre gomme da competizioni che non siano slick, con prestazioni vicinissime a quelle lisce, ma più vicine a quelle intagliate dei prodotti di serie. Abbiamo la tecnologia per proporle...".

Autore: Franco Nugnes

Tag: Interviste , bicilindriche , 1000 , 600 , pista , mercato , gomme , tecnica , personaggi , gare , tecnologia , interviste , autodromi , lavoro , civ


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