Attualità e Mercato

pubblicato il 27 marzo 2012

Moto sul tombino anomalo: zero indennizzo

Se il chiusino ha un'anomalia, il rimborso non è facile

Moto sul tombino anomalo: zero indennizzo

La vicenda riguarda uno scooterista che, caduto dal veicolo a causa di un tombino anomalo in città, ha chiesto al Comune il rimborso dei danni: al mezzo e alla persona. Ma la Cassazione, con sentenza 4231 depositata il 16 marzo 2012 s’è opposta fermamente: per i sinistri dovuti a un chiusino anomalo, va dimostrato che l'unica causa dell'incidente è proprio il tombino.

Va provato il danno derivante da insidia o trabocchetto stradale. Serve dare risposte affermative a una serie di domande, come: il tombino era occulto? C’era l'elemento oggettivo della non visibilità? Sussisteva l'elemento soggettivo della imprevedibilità? Il tombino era invisibile e inevitabile? Il dislivello era prevedibile? Nel caso in questione, le risposte, secondo gli Ermellini, erano negative. Quindi, niente rimborso né al ragazzo né ai genitori del giovane, che hanno insistito per ottenere giustizia, fino in Cassazione.

In mancanza di documenti che convincano il Giudice, di un verbale dei Vigili o almeno di testimonianze di terzi (in questi casi, la parola dei parenti ha uno scarso valore), la pubblica amministrazione non è responsabile.

La notizia farà felice i Comuni, che hanno decine di tombini fuori posto, pericolosissimi. Ma probabilmente hanno poco da esultare: spesso, la stessa Cassazione ha dato ragione ai motociclisti, alle prese con vere insidie stradali. Trabocchetti che causano lesioni serie. Anche perché - come scritto in precedenti sentenze - l’assenza di segnalazioni atte ad avvertire della presenza di pericoli ingenera nel motociclista il legittimo affidamento in ordine alla stabilità e regolarità della superficie su cui si trova a transitare.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , sicurezza , incidenti


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