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pubblicato il 14 marzo 2012

BMW R1200R - PROVA

La maxi nuda più venduta in Italia è un raro esempio di poliedricità totale

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Le classifiche del mercato moto non mentono mai, se una moto è in vetta alla classifica delle vendite possiamo star certi che un motivo c’è. E se la moto in questione è la BMW R1200R, di buoni motivi grazie ai quali la boxer bavarese ha conquistato la leadership del mercato ce ne sono molteplici.
La maxi naked BMW incorpora in sé una quantità di caratteristiche interessanti: linea piacevolmente matura, prestazioni elevate, dotazione di prim’ordine e qualità globale che la rendono una perfetta allrounder per l’utilizzo a 360°.
La R 1200 R che conosciamo oggi, costituisce la prima sostanziosa evoluzione del modello che venne presentato nell’estate del 2006 durante i BMW Motorrad Days di Garmisch/Partenkirchen, una instant classic senza tempo che riesce sapientemente a coniugare forme moderne, levigate e piacevoli, a prestazioni di tutto rispetto, senza dimenticare un grado di sicurezza elevatissimo.

La versione attuale della maxi nuda bavarese, è stata immessa sul mercato all’inizio del 2011, beneficiandosi di tante migliorie soprattutto a livello tecnico, visto che la novità principale è costituita dall’arrivo dell’ultima versione del bicilindrico Boxer bialbero di casa BMW.
I modelli 2012 della R 1200 R sono offerti in tre colori: Smoke Grey metallizzato opaco, Lightgrey metallizzato e Redapple metallizzato ad un prezzo di 12.190 euro chiavi in mano, comprensivo del primo tagliando di manutenzione.
Per chi volesse, poi, un tocco ancora più classicheggiante, è prevista in listino la versione Classic che si distingue per la verniciatura in Nero zaffiro metallizzato con filettature bianche a contrasto, per il telaio in argento anziché nero e per l’adozione dei cerchi ruota a raggi anziché in lega leggera. Il modello Classic, costa 810 euro in più.

BOXER BIALBERO L’ULTIMO IMMORTALE
C’è un dato molto interessante nella nuova R 1200 R. Se le rumours che si sentono in giro in merito ad un possibile passaggio di BMW ai boxer raffreddati a liquido (anche se noi siamo dell’avviso che anche i prossimi motori saranno ad aria) fossero fondate, questa moto sarebbe tra le ultime a potersi fregiare di questa soluzione, con una sicura rivalutazione nel tempo. Del resto è sempre stato così: quando i grandi marchi hanno abbandonato una caratteristica amata dagli utenti per decine di anni, le ultime versioni dotate di essa finiscono per diventare oggetti di culto tra gli appassionati.

Detto ciò, il boxer bialbero da 1.170 cc della R 1200 R potrebbe diventare realmente l’ultimo bicilindrico raffreddato ad aria della casa bavarese, e quindi assumere un posto di rilievo nella storia motoristica universale.
L’edizione attuale ha beneficiato degli aggiornamenti tecnici introdotti alcuni anni addietro con la esoterica HP2 Sport, e poi estesi nel 2010 alla R 1200 GS. La maggior parte delle novità sono racchiuse nella parte termica, ma anche il basamento ha subìto delle modifiche per adattarsi ai nuovi standard.
Le testate hanno abbandonato la configurazione con singoli alberi a camme sottotesta e compatto sistema ad aste e bilancieri, adottando un più moderno sistema con distribuzione bialbero in testa azionata a catena. Per le valvole è stata scelta la disposizione radiale, che da un lato ha permesso anche di incrementare i diametri dei funghi, da 36 a 39 mm all’aspirazione e da 31 a 33 mm allo scarico, ma dall’altro ha complicato il progetto della catena cinematica.
Gli eccentrici degli alberi a camme hanno infatti forma inclinata per agire sulle punterie poste radialmente, e questa è una complicazione tecnologica abbastanza notevole. L’altra particolarità del motore boxer bialbero è poi dovuta al fatto che i cilindri hanno aspirazione posteriore e scarico anteriore; di conseguenza ciascun albero a camme aziona una valvola di aspirazione e una di scarico. Ciò significa che non è possibile fare aggiustamenti fini della fasatura, poiché aspirazione e scarico sono correlate meccanicamente.

I benefici che le nuove termiche hanno portato sono principalmente legate a una migliore erogazione della coppia, cresciuta a tutti i regimi, con il suo valore massimo passato da 115 a 119 Nm sempre a 6.000 giri/min. La potenza massima è passata da 109 CV a 7.500 giri a 110 CV a 7.750 giri/min, ma con la possibilità di spingersi con il limitatore fino a quota 8.500 giri/min (prima 8.000 giri).
Sono nuovi anche i corpi farfallati, passati da 47 a 50 mm ciascuno ed è stata rivista anche la cassa filtro e l’elemento a cartuccia.
Sulla R 1200 R ultimo modello, poi, ha fatto il debutto anche la valvola parzializzatrice sul terminale di scarico, in grado di consentire al boxer di raggiungere le emissioni Euro3, senza penalizzare il rombo agli alti regimi.

CICLISTICA NOTA
La ciclistica della BMW R 1200 R rimane pressoché invariata e si concretizza in un telaio a traliccio in acciaio composto in due sezioni distinte, con il motore al centro in funzione stressata. Ritroviamo le sospensioni Telelever e Paralever, ma all’anteriore la forcella ha subìto un importante upgrade.
Fermo restando il braccio orizzontale oscillante e l’ammortizzatore posto verticalmente, gli steli della forcella sono cresciuti nel diametro da 35 a 41 mm e ciò ha portato in dota una maggior stabilità per l’avantreno. I piedini forcella sono ora separati dai gambali e non in un’unica fusione con essi e la piastrina anti svergolo centrale è stata rimpiazzata da una base di sterzo vera e propria che abbraccia gli steli conferendo maggior rigidezza.

Tutto il resto è rimasto uguale, se si eccettuano i cerchi ruota che ora hanno assunto lo stesso disegno di quelli della famiglia K a quattro cilindri. Quindi ritroviamo una coppia di dischi freno da 320 mm con pinze a quattro pistoni (ma l’ABS è optional) e sospensioni regolabili manualmente (elettronicamente se scegliete la versione con ESA).
Il resto dell’equipaggiamento è stato aggiornato grazie a un nuovo cruscotto con due grandi strumenti analogici e un completo pannello LCD al centro per le informazioni accessorie e il computer di bordo.

IN SELLA: TUTTOFARE DI CLASSE
Se state pensando a una moto in grado di andare ovunque, docile e facile per andarci in ufficio tutti i giorni, comoda e prestazionale per fare un viaggio anche impegnativo, dinamica e agile quanto basta per divertirsi nelle gite fuoriporta, ma che faccia tutto ciò con un tocco di classe, allora la R 1200 R è la vostra cavalcatura.
L’ergonomia in sella è tra le migliori in assoluto, una naked con una postura quasi da tourer, con il busto impercettibilmente inclinato in avanti e le gambe comodamente angolate come su una maxi enduro. Per proteggersi dal vento sono disponibili vari modelli di parabrezza, in modo da soddisfare le esigenze di ogni motociclista.
Il passeggero ha a disposizione un’ottima porzione di sella, dalla buona aderenza, con maniglie comode e robuste. Anche con le valigie montate il passeggero gode comunque di tanto spazio a disposizione.

In movimento la R 1200 R conferma le doti della precedente versione: facile e sicura in ogni situazione, si fa apprezzare per la sua poliedricità. L’assetto è tendenzialmente neutro e il setting delle sospensioni abbastanza morbido ma in grado di offrire sostegno dove necessario.
In città la R è comoda al punto da essere usata quotidianamente per gli spostamenti di lavoro e l’ampia escursione delle sospensioni (120/140 mm) consente di incassare al meglio i colpi di buche e tombini.
Fuori dalle mura urbane la moto si lascia condurre con piacere sui tracciati di montagna, dove la stabilità non viene mai meno e dove emergono insospettabili doti di agilità, specie nei tornantini. Le capacità di piega sono comunque elevate, e solo quando si va davvero forte si inizia a toccare terra con le pedane, e ciò avvisa che è forse giunto il momento di non esagerare, visto che poi saranno le testare a sfregare l’asfalto.
Le caratteristiche della R 1200 R la rendono anche un’ottima passista in autostrada, laddove è possibile tenere medie elevate in tranquillità e percorrendo anche lunghi tratti prima che sia necessaria una sosta ristoratrice.

Il nuovo boxer è sicuramente il pezzo forte di questa motocicletta. Sebbene la potenza a disposizione sia pressoché invariata rispetto a prima, le differenze sono notevoli. Fin dai bassi regimi si avverte una maggior disponibilità di coppia, e il motore è decisamente più fluido ed elastico rispetto a prima. Nei tornanti stretti, specie a pieno carico, con il motore precedente si era obbligatoriamente costretti a inserire la seconda marcia, mentre ora c’è coppia a sufficienza per uscire allegramente dalle curve anche in terza senza che il bicilindrico soffra o strappi. A metà regime, poi, si è spianata quella singolare ruvidità di erogazione che aveva il boxer ad aste e bilancieri, ora del tutto scomparsa, e il motore ora sale più allegramente fino al limitatore, mostrando che potrebbe fare anche molto di più di quanto gli viene imposto in omologazione.

Insomma, la R 1200 R si conferma una moto perfetta per tutti gli usi, ben confezionata, con la possibilità di montarci tantissimi optional e destinata a mantenere sicuramente un buon valore nel tempo. Quindi un acquisto doppiamente intelligente in periodi come questi nei quali bisogna tenere una mano sul cuore e l’altra sul portafogli!

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco: Shark
Giubbino: Alpinestars
Stivali: TCX

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Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , strada , bicilindriche , 1000 , naked , curiosità , test , turismo , viaggi , prove


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