Attualità e Mercato

pubblicato il 14 marzo 2012

OBD: per un futuro sempre più sicuro

L'European Parlament al lavoro sull'introduzione di nuovi sistemi di sicurezza

OBD: per un futuro sempre più sicuro

Poco più di una settimana fa abbiamo analizzato la situazione dell'ABS che potrebbe diventare obbligatorio (per saperne di più clicca qui), con l'IMCO (Internal Market and Consumer Protection), che ha presentato all'European Commission (Parlamento Europeo) il proprio progetto per la sicurezza. Quest'oggi andiamo ad analizzare l'OBD (On-board diagnostic system), ovvero un sistema di diagnostica che dovrebbe avvisare il pilota su eventuali anomalie del mezzo. Tutto naturalmente, in funzione della sicurezza, e che interesserà soprattutto i 50cc.

A prender parte a questo progetto, quattro tra associazioni e le industrie interessate: l'ACEM (Association of the European motorcycle Industry), la FEMA (Federation of European Motorcyclists Associations), le Case motociclistiche e l'AECC (Association for Emissions Control by Catalyst), un gruppo che ha analizzato ogni aspetto, sia positivo, che negativo di questa tecnologia.

OBD DAL 2016
Come per l'ABS, l'OBD potrebbe diventare obbligatorio su tutti i nuovi motocicli, i tricicli, i quad e le famose "macchinine" a quattro ruote. L'on-board diagnostic non farà che monitorare lo stato del motoveicolo sia per il motore che per altre parti come l'impianto elettrico (tutti i circuiti) e molto altro ancora, come è successo per le auto diversi anni fa. Questo sarà il primo stage, ecco perchè viene identificato come OBD I, ed interesserà i 50cc, visto che le moto attuali ne sono già dotate. Dal 2017 poi, l'OBD I farà sottoporre le attuali centraline ad un aggiornamento (secondo il desiderio dell'IMCO), non solo ai mezzi nuovi, ma anche a quelli già esistenti. Si vuole dunque "standardizzare", un qualcosa che già esiste (pensiamo alle BMW, che quando si fulmina una lampadina, si accende una spia che segnala l'anomalia N.d.R.)

OBD II, LA SECONDA FASE
Quattro anni dopo l'introduzione della prima fase, quindi nel 2020, si passerebbe all'OBD II, una "seconda fase", che andrebbe ad aggiungersi all'OBD I. Questo secondo stage, è il medesimo montato sulle autovetture odierne, e secondo l'IMCO dovrebbe monitorare anche le parti che si usurano. Qualcosa difficile da credere... In ogni caso, le nuove moto, i tricicli e le quattro ruote avranno questo sistema. Ancora non è certo se nel 2021 anche i veicoli già esistenti dovranno montarlo, ma è molto probabile che la legge sarà estesa anche ai mezzi pre-2020.

MA PERCHE'?
Lo scopo, sempre secondo la proposta, è quello di sapere lo stato del veicolo e tenere sotto controllo che tutto funzioni alla perfezione. Pensiamo alle luci, agli indicatori di direzione... Non dimentichiamo poi, le emissioni inquinanti. Cosa ha a che fare il sistema di diagnostica, penserete voi? L'OBD I controllerà che tutto funzioni alla perfezione, il raffreddamento corretto del motore, la sonda lambda... perchè del resto, se il propulsore funziona come deve, inquina meno, e poi l'impianto luci in modo da aumentare la sicurezza (una lampadina fulminata dovrebbe dunque essere segnalata da una spia come dicevamo sopra). L'OBD II, invece, dovrebbe controllare ad esempio l'efficenza del catalizzatore, visto che questo è soggetto ad usura, e tramite il MIL (Malfunction Indicator Lamp) andrebbe ad avvisare il pilota di un eventuale problema da sottoporre al controllo di un tecnico. Una cosa poco credibile, visto che nemmeno nel mondo dell'auto siamo arrivati a questo.

L'AECC ha poi condotto un esperimento, e su cinque veicoli dotati di OBD II, uno di questi aveva un problema segnalato dalla centralina. Effettuati i controlli, la moto non rispettava la EURO 3. Tutto questo poi, permetterà all'utente finale di ridurre i costi. Una piccola defezione del motore, se trascurata, sappiamo benissimo che può portare a danni maggiori. Secondo l'istituto di statistica London Economics poi, questo aumenterà l'introito dei produttori di pezzi aftermarket, che venderanno più parti, visto che il sistema avvertirà il proprietario del veicolo in maniera fulminea.

MA QUANTO CI COSTERA'?
Stavate già pensando a questo? Ve lo diciamo subito, almeno su quanto si è basato questo progetto (visto che quantificare i costi è quasi un'utopia). L'OBD I, per i 50ini (o l'aggiornamento per le moto) avrà un costo, al costruttore di moto, quantificabile in 18 euro circa, mentre l'OBD II sarà sui 74 euro a veicolo. La differenza principale, sta nel fatto che il secondo non include il sensore dell'ossigeno che misura lo stato del catalizzatore. Parliamo ovviamente, della cifra richiesta per le centraline inserite dalla fabbrica, perchè attualmente non è quantificabile la cifra che interesserebbe un'installazione in un secondo momento (la sostituzione, in questo caso); e naturalmente, i costi cambierebbero da modello a modello.

Allo stesso tempo, il LAT (Laboratory of Applied Thermodynamics - Aristotle University of Thessaloniki) ha sottolineato nel 2009, che "la tecnologia OBD non è applicabile in questo momento ai motocicli, ma che richiede degli investimenti molto alti quanto allo sviluppo". L'European Commission, ha però ribatutto che le supposizioni del LAT erano "troppo negative".

APPROFONDIAMO IL DISCORSO... EURO
Ma torniamo al discorso economico, cercando di approfondire i costi. Qualche 50ino ha sicuramente lo "spazio fisico" per installare tutto il sistema, mentre altri richiedono una riprogettazione. L'European Commission, nel 2003 ha ricevuto dei dati da una azienda inglese che ha quantificato un costo di 7 Sterline, circa 11 euro, per la OBD I e tra le 25 e le 100 Sterline (da 18 ai 74 euro) per la OBD II. Vi terremo informati su eventuali sviluppi.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , curiosità , varie , tecnologia , sicurezza , abs


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