Attualità e Mercato

pubblicato il 17 febbraio 2012

Vendita Ducati: il "no comment" di Volkswagen

La filiale italiana del Gruppo Tedesco non commenta, ma non smentisce. E Mercedes che fa?

Vendita Ducati: il "no comment" di Volkswagen

Settimana decisamente movimentata quella in corso per la Ducati, che sta occupando le pagine di tutti i magazine specializzati online e non, con il lancio della 1199 Panigale ad Abu Dhabi, e quelle dei giornali finanziari con la, ancora ipotetica, notizia della messa in vendita dell’azienda da parte di Investindustrial.
Proprio nel giorno in cui eravamo ai manubri del nuovo flagship model di Borgo Panigale, infatti, Financial Times e Sole 24Ore lanciavano lo strillo della possibile decisione della Famiglia Bonomi di vendere Ducati.

PERCHE’ PROPRIO ORA?
Certo è che, in effetti, viene da domandarsi il perché proprio in questo momento Investindustrial possa aver deciso di immettere sul mercato la Ducati. In primis va ricordato che fa parte del core business di un fondo di investimento, l’acquisire società per poi rivenderle a rivalutazione raggiunta, e poi è bene ricordare che già nello scorso mese di Agosto 2011 erano circolate voci (abbastanza fondate) sulla fatto che Bonomi stesse pensando a quale fosse la migliore opzione per cedere il proprio pacchetto, se con quotazione in borsa o tramite vendita privata.
Tra gli altri motivi che potrebbero aver spinto Investindustrial ad avviare la cessione di Ducati, c’è la chiusura positiva dell’anno economico, visto che il 2011 per la Casa bolognese è stato il miglior anno di sempre, e questo è sicuramente un indicatore positivo quando bisogna mettere qualcosa sul mercato.
Se poi aggiungiamo anche il fattore trainante della gamma prodotto, che con l’arrivo della Panigale è al 100% rinnovata rispetto a quella che Bonomi trovò nel 2006, si sarebbe portati a pensare che il Fondo Investindustrial consideri concluso il suo piano di revisione dell’azienda. E quale momento migliore per vendere una azienda se non quello in cui i conti sono al meglio (e nessuno garantisce che lo siano anche nel 2012… N.d.R.), e tutta l’attenzione del mondo automotive è concentrata sul nuovo flagship model, vera e propria bandiera tecnologica dell’Italia?

VOLKSWAGEN: "NO COMMENT"
E veniamo ai temi caldi sul tappeto: tutti si chiedono chi sarà il "partner industriale di classe mondiale" al quale Andrea Bonomi ha fatto riferimento nella sua dichiarazione al Financial Times?
I soliti fantasiosi sono corsi a ipotizzare un interesse da parte del BMW Group, che ha causato anche una secca smentita da parte di Monaco (e come poteva essere altrimenti?). Le menti più fervide, poi, hanno ripreso una vecchia frase lanciata dai vertici indiani di Mahindra, su un ipotetico interesse in Ducati. Chiunque può alzarsi la mattina e fare proclami su cosa gli piacerebbe fare, però ci sembra che alla Mahindra per ora siano riusciti solo a comprare qualche 125 dalla Engines Engineering per correre in 125 GP e a proseguire con l’attività in Moto3 nel 2012.

I riflettori, quindi, si sono spostati su Volkswagen, identificata come acquirente ideale dopo il divorzio dalla Suzuki avvenuto alcuni mesi addietro. Ora, considerato però che in tanti hanno sparato la notizia, ma nessuno ha cercato di confermarla, abbiamo provato a sentire l’opinione dei vertici del Volkswagen Group Italia, braccio nostrano del colosso tedesco. Da Verona è arrivato solo un secco "no comment", che a conti fatti, però, non smentisce la notizia.
Ci siamo chiesti allora quali potrebbero essere gli interessi del Volkswagen Group in un’azienda come la Ducati. L’ipotesi più semplicistica è quella di voler mettere un piede nel settore moto, dove la conterranea BMW spicca sulle cugine tedesche, prima che lo faccia Mercedes. Ma un’altra interpretazione, un po’ romanzesca ma altrettanto plausibile, ci viene in mente rileggendo un articolo del nostro Nicola Desiderio che già nell’ottobre 2009 riportava l’interesse di Piech verso Ducati, recentemente ripreso dalla collega Irene Saderini su Motori24 de Il Sole 24Ore.
Analizzando a fondo la psicologia di Piech e tutte le vicende passate legate ad acquisizioni di marchi e di partnership avviate, secondo Desiderio "Ducati sarebbe l’ultimo sogno di Piëch: impegnarsi in un business sconosciuto nel quale il culto del prodotto è spinto ai limiti ed è condiviso con il cliente finale." Come dare torto a tanta lungimiranza?

MERCEDES RESTA IN LIZZA?
Tornando con i piedi per terra, noi restiamo dell’opinione che il principale attore interessato a recitare in questo film da protagonista sia la Mercedes, casa che da ormai quasi due anni procede con l’attività di marketing congiunto tra i brand Ducati e AMG.
Continuiamo a pensare che possa essere la Mercedes l’investitore anche per un motivo indubbiamente semplice da poter essere definito qualunquista, ma comunque veritiero. Ma se due aziende con dei brand così forti vanno avanti per due anni a sbandierare ai quattro venti l’assoluta condivisione dei valori di prestazioni, sportività, fascino, stile e design (se volete rileggere le dichiarazioni ufficiali le trovate qui), qualcosa vorrà pur dire, o no? Un conto è organizzare un evento congiunto tra due Case, stringersi la mano per un weekend, e un conto è andare avanti per due anni con attività in comune e che sfociano anche in modelli speciali col marchio partner sulla carrozzeria.
Insomma, come ci rimarrebbero i ducatisti se dopo tale martellamento mediatico, la Ducati si presentasse con addosso il berretto della "Macchina del Popolo"? Certo, se il partner fosse Porsche allora sì che si ristabilirebbero i valori del marchio…

Un dato è certo: qualcosa si sta muovendo, e lo sta facendo proprio in questi giorni e a noi piace pensare che sia proprio questo il motivo che ha costretto Claudio Domenicali a togliersi la tuta in tutta fretta mentre stavamo girando insieme in pista ad Abu Dhabi, per tornare di corsa in Italia. Se ci penso bene poi, e mi permetto di scherzarci su visto che questa è pura fantasia, conoscendo Domenicali da molto tempo, mi stanno tornando in mente discorsi fatti anni addietro proprio nel suo ufficio in merito a vetture con la Cavallina sul cofano che chiarivano inequivocabilmente l'opinione di Domenicali sul tema... E se fosse vero che Piech vuole la Ducati per portarla sotto le insegne del marchio di famiglia?
Mettiamo da parte queste illazioni; certo è però, che Bonomi poteva almeno aspettare che Domenicali si godesse lo Yas Marina Circuit e la Panigale, prima di parlare col Financial Times!

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Attualità e Mercato , bicilindriche , 1000 , motogp , pista , superbike , curiosità , varie , mercato , anticipazioni , concept , personaggi famosi , lavoro


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