Attualità e Mercato

pubblicato il 16 febbraio 2012

Benzina: il guaio delle aree di confine

I Paesi confinanti con noi hanno un vantaggio competitivo del prezzo: gestori a rischio

Benzina: il guaio delle aree di confine

Con la benzina che promette seriamente di sfondare quota 1,9 euro il litro, gli italiani cercano soluzioni per non vedersi prosciugare il portafogli: una di queste è fare il pieno all’estero. Infatti, tutti i Paesi confinanti (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia) godono di un vantaggio competitivo del prezzo (da un minimo di 0,15 ad un massimo 0,43 euro/litro). Il motivo?Molto semplice: la fiscalità attenuata rispetto a quella vigente da noi su questi prodotti.

Ed ecco spiegato il fenomeno del "pendolarismo del pieno", con conseguenze anche su altri prodotti: già che sono all’estero, gli italiani cercano di risparmiare pure su beni di diverso tipo. Questo comporta un pesante impoverimento del tessuto economico locale e la immediata rovina di quegli operatori commerciali che sono più direttamente esposti: migliaia di impianti di distribuzione carburanti, di rete ordinaria e autostradale posti in prossimità delle frontiere.

La denuncia arriva dalla Figisc, il sindacato dei gestori, la quale fa notare anche un rilevantissimo danno per l’Erario statale nazionale: circa 0,5 miliardi di litri (attorno al 2% dei consumi effettuati sulla rete distributiva nazionale), con un impatto sul meccanismo degli introiti fiscali. Parliamo di imposte sul prezzo di questo bene di un euro/litro per la benzina e 0,9 euro/litro per il gasolio. Così, il rischio di perdite di gettito che assommano nelle diverse realtà arriva a 490/500 milioni di euro, pari adoltre il 9% (500 milioni contro 5,4 miliardi di euro) delle aspettative di sovragettito derivante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , bicilindriche , 1000 , 600 , curiosità , mercato , carburanti , editoriale , lavoro


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