Test

pubblicato il 6 febbraio 2012

Yamaha Xenter 125 - TEST

Facile, maneggevole, con ruote alte e pedana piatta. Costa 2.890 euro

Yamaha Xenter 125 - TEST
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Yamaha ha aspettato un po’ a rispondere alla concorrenza che per anni ha totalizzato vendite da record in un segmento tanto amato dal pubblico Italiano. Ma finalmente oggi lo fa, e in grande stile.
La risposta si chiama Xenter che, nella motorizzazione 125 cc, è l’entry-level immaginato per un pubblico di neofiti con una particolare attenzione a quello femminile.

Il look è lo stesso del fratello maggiore, lo Yamaha Xenter 150 cc. presentato pochi mesi fa. Sullo scudo il doppio faro lo identifica immediatamente come "Yamaha" e, mentre le linee morbide davanti sembrano strizzare l’occhio ad un pubblico più tranquillo, dietro il fanalino a LED e il monoammortizzatore, gli regalano un aspetto sportiveggiante simile a una vera e propria moto.
La sella è larga e comoda sia per il pilota che per il passeggero, risicato invece il vano sottosella (sacrificato alla scelta del mono ammortizzatore posteriore) che contiene poco più di una catena antifurto. La capacità di carico è comunque garantita da un bauletto in tinta con la carrozzeria con una capienza di 39 litri (di serie come anche il parabrezza) pensato e prodotto da Yamaha appositamente per questo modello.

Intelligente l’idea di un piccolo vano portaoggetti sul manubrio, chiuso con uno sportellino, per tutto quello che serve avere a portata di mano. E se si parla di spazi una menzione d’onore la merita la pedana piatta. Ampia e spaziosa come nessun’altra consente di trasportare addirittura una confezione da sei bottiglie d’acqua o un bagaglio di piccole dimensioni.
Elegante e curato con attenzione in ogni dettaglio, dalle plastiche alla strumentazione affidata a un display LCD, guardandolo nulla lascia trasparire che questo sia uno scooter entry-level.

CICLISTICA E MOTORE
Gli obiettivi che in Yamaha si erano prefissati di raggiungere sono: facilità di guida, comfort, stabilità e performances, tutto di qualità premium. Per prima cosa è stato quindi creato un motore ad hoc, parco nei consumi e nelle emissioni (non dichiarati). Il risultato è un nuovo monocilindrico da 125 cc a 4 valvole raffreddato a liquido con pistoni forgiati in alluminio, riporto ceramico sui cilindri e contralbero di bilanciamento per ridurre le vibrazioni.

Anche il telaio è nuovo, a doppio trave, soluzione che consente di avere la pedana più ampia della categoria e che, insieme al mono ammortizzatore posteriore, rende lo scooter più stabile. Ed è proprio il mono posteriore la novità che più salta all’occhio. Soluzione adottata prima, nel mondo scooter solo per il TMAX 530, garantisce aderenza, stabilità e comfort anche sui fondi sconnessi tipici delle nostre città. L’ammortizzatore poi, con molla a passo variabile, è posizionata all’interno del telaio vicino al baricentro per centralizzare le masse e aumentare la maneggevolezza.

La scelta dell’impianto frenante si adegua al target per cui lo scooter è pensato. Neofiti per lo più che, da un’indagine è risultato trovino più pratico accelerare con la mano destra e frenare con la sinistra. Per questo Yamaha sceglie un sistema di ripartizione della frenata USB, agendo sulla leva destra quindi si attiva soltanto il disco anteriore da 267 mm, agendo invece su quella sinistra si ripartisce la frenata tra il disco anteriore e il tamburo posteriore.

COME VA
Lo abbiamo provato a Barcellona, nel traffico, sotto la pioggia. Insomma abbiamo avuto modo di verificare le sue prestazioni nelle peggiori condizioni e l’Xenter ci ha positivamente colpiti.
La posizione in sella è comoda, ampia la pedana dove i piedi trovano molto spazio e quest’ultimo è notevole anche per le gambe. Lo abbiamo utilizzato anche con la copertina paragambe dedicata (110 euro), molto pratica e funzionale, che non svolazza e non limita la mobilità.

Da subito abbiamo avuto modo di apprezzarne agilità e maneggevolezza in mezzo al traffico della caotica Barcellona. Leggero, facile e "rassicurante" anche per chi si avvicina senza troppa esperienza al mondo delle due ruote. Stabile con le sue ruote da 16 pollici anche sul pavé, e preciso sempre grazie alla scelta dell’ammortizzatore posteriore monobraccio che regala massimo comfort e ottima aderenza, a dispetto delle condizioni del fondo stradale.

Il motore è silenzioso, non vibra e lo spunto da fermo è ottimo e garantisce partenze brillanti ai semafori. Perfetto l’impianto frenante, molto modulabile, e il sistema UBS che anche sull’asfalto bagnato, utilizzando solo la leva sinistra, non ha mai bloccato le ruote.
Confortevole il parabrezza di serie, con paramani integrato. Ottima la scelta dell’altezza, che fermandosi una decina di centimetri sotto gli occhi, permette di avere sempre una visibilità ottima e un’ adeguata protezione dall’aria.

Il peso contenuto, insieme alla forma della sella e all’ampio angolo di sterzata, rendono le manovre da fermi molto agevoli. E poi si parcheggia in un attimo, gli ingombri sono ridotti e il cavalletto easy function è facile da azionare, senza bisogno di appendersi allo scooter per alzarlo.

Un solo neo, la scelta delle colorazioni belle ma banali azzurro, bianco e nero (Sky Blue, Avalanche White e Midnight Black), visto che è immaginato per un pubblico femminile sarebbe stato carino avere in gamma qualche colore più vivace. Insomma la lunga attesa ha portato a un prodotto davvero di pregio, un entry level solo per le caratteristiche di facilità e maneggevolezza ma non certamente per la qualità percepita.

Altro punto di forza, il prezzo 2.890 euro f.c., per un prodotto che darà sicuramente del filo da torcere alla concorrenza.

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Autore: Monica Martini

Tag: Test , monocilindriche , strada , scooter , test


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