Attualità e Mercato

pubblicato il 26 gennaio 2012

Il Governo chiede lo stop agli scioperi

Continua l'allarme benzina e cibo

Il Governo chiede lo stop agli scioperi

Il nostro Paese continua ad attraversare un momento di difficoltà. Il blocco dei TIR sta infatti causando la carenza dei beni di prima necessità, del cibo e della benzina. Il Governo ha annunciato una linea dura, e si è preoccupato di assicurare l’Europa che saranno avviate tutte le misure necessarie per rientrare in una situazione di normalità ed assicurare ai cittadini il regolare approvvigionamento di scorte alimentari e quant’altro.

In Italia, circa l’80% del trasporto merci avviene su ruota, e con il blocco dei TIR si sono naturalmente fermati tutti i processi produttivi. Guardando il settore auto per esempio, tutti gli stabilimenti della FIAT sono rimasti fermi, un danno quantificabile in oltre 4.000 auto non prodotte per la giornata di ieri. I supermercati ed i mercati ortofrutticoli non ricevono dunque gli approvvigionamenti, e la situazione è la medesima per i benzinai, con le autocisterne che non riforniscono.

Insomma dalla Sicilia alla Campania, ma anche in Piemonte, diversi ipermercati iniziano a svuotarsi, è sempre più comune vedere file ai distributori (se vi è benzina) e naturalmente c’è un malcontento generale. Certo scioperare è un diritto, ma il Premier Monti è così intervenuto: "Il rispetto della legalità è qualcosa che si deve esigere pur garantendo il diritto di sciopero. Vogliamo riformare l'Italia nella comprensione delle categorie ma facendo rispettare le leggi".

Intanto la Codacons punta il dito su Faib e Fegica. L’associazione dei consumatori non critica lo sciopero in sé, quando la modalità. Secondo la Codacons, Faib e Fegica, così facendo, installano la paura nei consumatori, che ovviamente corrono all’assalto delle pompe di benzina. Pare inoltre che alcuni gestori abbiano aumentato in sole 24 ore, il prezzo dei carburanti di 10 centesimi/litro, senza dimenticare che la legge prevede che gli scioperi non durino oltre le 72 ore. Quest’ultima cosa, sulla durata, desidera essere un remainder sulla conferma dei 10 giorni di sciopero.

A Napoli sono stati riforniti 70 distributori, con le autobotti scortate dalla Polizia. A Roma i taxi pare si stiano rifornendo nei depositi dell’Atac, messi a disposizione dal Campidoglio in certe fasce orarie. Il problema carburanti interessa poi anche le navi, con i collegamenti Napoli-Ischia-Procida fermi per mancanza di carburante. Rispetto alla settimana scorsa poi, chi compra frutta e verdura troverà un aumento quantificabile in un 20% circa. Ma non solo, questo momento, secondo la stima di Federconsumatori e Abusdef sono costati a famiglia una media di 21 euro, cifre che passerebbero, se continuasse il blocco totale, a 144 euro per la seconda settimana, fino a superare i 280 euro nella terza.
Per ora, almeno nelle autostrade A21 ed A30, pare che la viabilità sia regolare. Si registrano comunque dei blocchi nelle aree vicine all’A1 sul tratto della Roma-Napoli, ad eccezione di Anagni.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , mercato , carburanti


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