Attualità e Mercato

pubblicato il 15 gennaio 2012

Motorino: storie di ladri minorenni e ricettazione

Il padrone riconosce il motorino rubato: per il ladro minorenne, scatta il reato di ricettazione

Motorino: storie di ladri minorenni e ricettazione

È una vicenda triste quella di cui s’è occupato il Tribunale per i minorenni dell'Aquila con sentenza 60362 del 27 luglio 2011. Il protagonista è un minorenne, che ruba un motorino e la fa franca per qualche tempo. A distanza di mesi, il padre del proprietario del mezzo (a sua volta minore) riconosce il ciclomotore in un cortile, e avverte i Carabinieri, che pongono delle domande al finto possessore del mezzo: risposte evasive e primi dubbi. Dopodiché, si scopre che c’è una forzatura del blocchetto di accensione e del bloccasterzo, la rottura del bauletto, la polizza Rca rubata.

Alla fine, scatta il processo e il ragazzo viene condannato per ricettazione (articolo 648 del Codice penale): un reato commesso da chiunque acquista un bene proveniente da un delitto compiendo l'azione mentre ne è pienamente consapevole: otto mesi di reclusione e 200 euro di multa.

Anche perché il ladro è recidivo: "Questo Collegio, alla luce dei criteri indicati dall'art. 133 c.p., ritiene di non poter concedere né il beneficio del perdono giudiziale, né la sospensione condizionale della pena: l'imputato infatti, pur essendo formalmente incensurato, vanta numerosissimi procedimenti penali pendenti anche per reati contro il patrimonio, molti dei quali relativi a fatti commessi da non imputabile". Inoltre il ragazzo presenta tratti di personalità poco rassicuranti: risulta inserito in un nucleo familiare fortemente a rischio e non ha avviato un benché minimo processo di ripensamento delle proprie condotte, tanto da essersi addirittura reso irreperibile ai servizi territoriali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , editoriale


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