Attualità e Mercato

pubblicato il 9 gennaio 2012

Ricorri contro una multa? Altra stangata

Davanti al Giudice di pace, un eventuale avvocato lo paga il motociclista

Ricorri contro una multa? Altra stangata

Non c’è pace per il motociclista che intende opporsi contro una multa ingiusta. Già nel 2009 è arrivata la tassa sul ricorso al Giudice di pace: 40 euro circa. Significa che per multe di una cinquantina di euro, si deve sborsare quasi l’equivalente allo Stato: un bel modo per disincentivare i ricorsi. Ma ora tutto peggiora: se si ricorre al Giudice di pace con un avvocato, la parcella resta a carico del cittadino. In caso di vittoria o sconfitta: nessuna differenza. Lo vuole l'articolo 13 del Decreto legge 22 dicembre 2011, numero 212. Che modifica l'articolo 91 del Codice di procedura civile.

Per la precisione, competenze e onorari liquidati dal Giudice di pace possono arrivare a un massimo equivalente al valore della domanda. Diciamo, grosso modo, che per multe di 50 euro, la parcella sborsata dalla controparte (per esempio, un Comune) sarà di quell’importo. Un nonnulla, visto che si ha a che fare con un professionista, non un ente di beneficenza. Di sicuro, il diritto alla difesa del guidatore, già messo a dura prova dalla tassa sul ricorso, subisce una seconda tremenda spallata.

Ma perché questa norma? Il Decreto, ovviamente, nulla dice in merito. Forse, l’obiettivo è far diminuire le cause, o renderle più semplici, senza gli avvocati. Non vogliamo neppure lontanamente pensare che Governo e Parlamento (il Decreto dell’Esecutivo è divenuto Legge grazie alla conversione di Camera e Senato) abbiano inteso fare un regalo ai Comuni: meno avvocati, meno ricorsi, più multe valide. Forse, si cerca solo di semplificare e razionalizzare la giusitizia, nell’ottica di un servizio migliore al cittadino…

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , codice della strada , editoriale , autovelox , multe


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