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pubblicato il 5 gennaio 2012

Dakar 2012: Fiambalà e le sue dune bianche

Castera: "Le dune bianche sono entrate nella storia"

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Della Dakar 2012 sentiamo sempre e solo parlare dei piloti, delle gare e qualche volta di storie inverosimili ma che invece sono verissime. Piloti che arrivano in notturna (pensiamo ai privati, che non danno certo il gas come gli ufficiali), mousse squagliate sostituite con camere d’aria d’emergenza per poi bucare nuovamente… e ancora, sempre i privati, costretti a ritmi elevati, visto che arrivano tardi, sistemano la moto, dormono in tenda quattro o cinque ore al massimo e poi sveglia prima dell’alba con una stanchezza ed un sonno che non ti fa ricordare nemmeno di togliere la sabbia negli stivali prima di indossarli!

Oltre a questa dura realtà però, ci sono dei paesaggi nel Sudamerica che non rendono né in foto e né in video. Posti che solo i nostri occhi, dal vivo, possono farci capire quanto possano essere belli ed unici, tanto da lasciarci a bocca aperta, permettendo che il vento ci porti alla bocca il sapore del deserto, o alle nostre narici l’odore della vegetazione e dei fiumi che attraversano, tagliandole in due parti, queste splendide terre… Sensazioni ed emozioni impossibili da dimenticare. Uno di questi posti straordinariamente incomparabili, sono le dune bianche che si trovano a Fiambalà in Argentina (Catamarca), su un Altopiano sito a 1.505 metri sul livello del mare. Chiamatela sabbia, pulviscolo, zucchero o se preferite polvere di Luna, il significato non cambia. Chilometri di dune bianche e soffici come la farina, dove i piloti stanno "galleggiando" con le loro moto, spingendo, sudando e faticando come degli animali da soma, proprio mentre leggete questo, mentre scorrete con gli occhi queste parole, seduti su una sedia comodi e beati.

A parlarne è proprio David Castera, Direttore sportivo della Dakar.
"Fiambalà è da sempre uno dei posti più temuti per i piloti da quando la Dakar si è spostata nel Sudamerica, e le sue dune bianche sono entrate a farne parte della storia. Mi aspetto un vero e proprio show dai partecipanti, per mettere la loro ‘firma’ in un posto così leggendario per una gara, proprio come per i ciclisti che vanno a caccia di una vittoria a L’Alpe d’Huez, o sul Mont Ventoux. Conosco diversi piloti che hanno come target principale questo stage, e che cercheranno di rubare la scena ad altri. Ma questa tappa può non essere decisiva, sin da quando abbiamo disegnato il percorso di gara abbiamo pensato di inserire le parti più competitive, ‘spolverandole’ per i vari stage. A qualsiasi ritmo, il tempo offrirà condizioni sicuramente caldissime. Oggi, le dune più difficili sono però riservate alle auto: non vedo l’ora di sapere chi vincerà la tappa di Fiambalà".

In attesa delle immagini e delle foto dello Stage 5 (e ovviamente dei risultati di gara), vi proponiamo una selezione di foto dell’anno passato, e qualche scatto proprio delle dune bianche del deserto del Fiambalà. Ma per aumentare la miscela di emozioni mentre guardate le splendide fotografie, è consigliabile ascoltare come "colonna sonora" una musica che possa magari farvi sognare di esser lì, come "Blues Latino" di Carlos Santana.

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Autore: Fabio Caliendo

Tag: Sport , enduro , curiosità , varie , gare , fuoristrada , editoriale , rally , dakar 2012


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