Interviste

pubblicato il 9 dicembre 2011

Motor Show di Bologna 2011 e Cairoli

"Il Supercross può ancora aspettare". Tony risponde alle domande dei fan

Motor Show di Bologna 2011 e Cairoli

Domani e dopodomani (10 e 11 dicembre), Tony Cairoli e Andrea Dovizioso parteciperanno al 27° Garnier Fructis Memorial Bettega. “Il Tonino nazionale”, nonché cinque volte campione del mondo di Motocross era già in giro per i padiglioni del Motor Show di Bologna nella giornata di ieri. Nel corso della sua visita il siciliano è salito anche sul palco della Gazzetta dello Sport, dove ha risposto alle numerosissime domande che gli sono state portate dagli appassionati. Ecco una selezione di quelle più interessanti:

Dopo tre Mondiali consecutivi, quali sono le aspettative per il prossimo anno?
"E' sempre più difficile confermarsi anno dopo anno, perché devi trovare le giuste motivazioni. Sono contento perché alla fine mi sono confermato campione e sono stato l'unico italiano a diventare campione del mondo nel motorsport".

L'anno prossimo continuerai con la 350 o passerai sulla 450?
"Per me sarebbe importante continuare a sviluppare la moto che ho portato al debutto e al successo, quindi penso e spero di continuare ancora con la 350".

Chi vedi come avversario più temibile per il 2012?
"Da italiano mi piacerebbe se ci potesse essere un derby tricolore con David Philippaerts. Lui negli ultimi anni ha avuto tanta sfortuna, quindi sarebbe bello potersi contendere il titolo con lui. Però non bisogna sottovalutare nessuno tra Pourcel, Frossard, Desalle, Bobryshev e Nagl".

Quando ti vedremo a sfidare Ryan Dungey nel Supercross?
"Sicuramente il cross americano è di altissimo livello e mi piacerebbe avere un confronto. Per ora l'ho fatto solo al Motocross delle Nazioni, dove con l'Italia siamo sempre stati molto sfortunati negli ultimi tre anni. Il Supercross però è una disciplina molto diversa e per il momento non ho piani a breve termine in quel senso".

In tutti gli altri sport motoristici il modo migliore per allenarsi è girare: è così anche nel Motocross?
"Noi, a differenza della MotoGP ad esempio, facciamo tantissimi test. Io sono in moto dalle quattro alle cinque volte alla settimana. Ovviamente facciamo anche un altro tipo di preparazione, ma nel nostro caso non è importante come in altri sport".

Quando hai capito che la tua passione poteva diventare un lavoro?
"Quando ho corso la mia prima gara nel Campionato Italiano Minicross. Correvo con una moto vecchia, di tre anni prima rispetto a quelle dei miei avversari, e ho pure forato la gomma davanti a metà gara, ma sono comunque riuscito a piazzarmi secondo".

Secondo te quali sono la gara più bella e quella più brutta della tua carriera?
"La gara più bella credo che sia quella in cui ho conquistato la mia prima vittoria nel Mondiale, nel 2004. Era il mio primo anno nella serie iridata e non avevo vinto nessuna delle due manche, ma grazie a due buoni piazzamenti ho centrato la vittoria nel Gran Premio. La più brutta è stata la penultima del Mondiale di quest'anno, perché in quell'occasione è venuta a mancare mia mamma".

Quanto incide la moto sul risultato?
"Nel cross fortunatamente incide ancora poco rispetto alla pista. Anche se compri una moto dal concessionario, puoi andare tranquillamente a fare una gara nel Mondiale. Magari in questo modo non si può vincere, ma se uno è veloce può anche piazzarsi tra i primi cinque o sei".

Hai già avuto modo di provare una MotoGP, che esperienza è stata?
"Ho avuto la fortuna di provare la moto di Valentino a Valencia nel 2007, la Yamaha M1. E' stato un qualcosa di veramente indescrivibile come potenza e sensazioni di guida. Non ho mai avuto modo di partecipare ad una gara, ma devo dire che guidare sull'asfalto non mi da lo stesso piacere che mi da il cross".

Qual è stata la tua caduta più brutta?
"Fortunatamente una caduta brutta non l'ho mai fatta. Ho patito però un infortunio grave, quando mi sono rotto tutti i legamenti del ginocchio e anche il menisco. E' successo nel 2008, quando ero secondo nel Mondiale e stavo recuperando: ho messo il piede in una buca e il ginocchio si è girato. Devo dire che è stato molto doloroso".

Qual è la pista più difficile del Mondiale?
"Le piste più complicate da affrontare sono sicuramente quelle sulla sabbia, ma dalla mia ho avuto la fortuna di andare forte su questo tipo di fondo. Devo ammettere che non so bene da dove venga fuori questa mia dote, perché solitamente non è una caratteristica tipica di noi italiani. Le pista olandesi e quelle del Belgio sono le più difficili comunque".

In MotoGP anche chi vince poco sembra che goda di una maggiore popolarità rispetto a voi...
"Ovviamente il cross non è paragonabile alla MotoGP a livello di visibilità ed introiti. E' chiaro quindi che il rapporto tra il rischio e la ricompensa è peggiore nel nostro caso. Purtroppo in Italia è così e spero che piano piano si possa arrivare non al livello della MotoGP, ma almeno ad essere ricompensati per quello che si rischia".

Molti tuoi colleghi si dilettano anche con le quattro ruote, anche tu hai voglie di questo tipo?
"Si, tutto quello che ha un motore è interessante per me. Ho voglia anche io di correre in macchina. Grazie alla Red Bull ho avuto l'opportunità di farlo qui al Motor Show. Questo weekend parteciperò al Memorial Bettega con la WRC ufficiale di Sebastien Loeb e per me è una grande opportunità, ma so che non sarà per niente facile perché dovrò confrontarmi con tanti campioni e perché è la mia prima esperienza con una macchina così potente. L'obiettivo principale comunque è divertirsi".

Dacci un tuo ricordo di Marco Simoncelli...
"Marco era sicuramente una persona fantastica, solare, simpatica. Ogni tanto andavamo a fare un po' di cross insieme e, anche se non era molto portato, si impegnava molto. Gli ho dato anche qualche consiglio, perché la tecnica del cross è molto diversa da quella della pista. Purtroppo non ci sono parole per questa tragedia, possiamo solo sperare che lui sia là a guardarci e a proteggerci dall'alto".

Quindi eri stato alla famosa "Cava"?
"Ci sono stato la settimana scorsa con Valentino. Anche lui voleva imparare qualche tecnica da me. In particolare voleva capire come fare a rimanere più basso nei salti per guadagnare tempo: gliel'ho spiegato un paio di volte, ma devo dire che non ha recepito molto. Va detto però che è migliorato molto dall'ultima volta che lo avevo visto in azione due anni fa".

Ma un confronto cronometrico con Valentino lo hai mai fatto?
"In teoria si, quando avevo girato con la Yamaha M1 a Valencia. Però è anche vero che ho girato appena 20 minuti, quindi non mi ricordavo neanche i punti di staccata. Inoltre le MotoGP hanno il cambio a rovescio rispetto alle moto tradizionali, quindi non ero troppo convinto e viaggiavo ad una quindicina di secondi al giro da lui. Nel cross però lui ne prende altrettanti da me, quindi è meglio che ognuno rimanga al proprio posto...".

Quanto ti piacerebbe riuscire a fare un colpaccio al Motocross delle Nazioni?
"Tanto, perché quella è l'unica gara importante che mi manca a livello mondiale. Con l'Italia abbiamo sempre fatto delle buone cose nelle qualificazioni, ad esempio anche quest'anno eravamo secondi. Poi la domenica per una sfortuna o per l'altra siamo sempre fuori dai primi cinque. Speriamo che l'anno prossimo la fortuna giri e di riuscire ad andare a fare la gara al completo”.

Come lo vedi il futuro dei giovani italiani?
"Purtroppo i ragazzini in Italia, anzi, i loro padri, tendono a dare tutto e subito. Per questo spesso dei ragazzi di talento si addormentano sugli allori, ma io credo che certe cose uno se le dovrebbe meritare. Io farei correre un ragazzino in sicurezza, con la moto in ordine, ma sicuramente non con tre moto per fare anche solo l'italiano o con l'abbigliamento all'ultima moda. Uno secondo me certe cose prima deve meritarsele".

Ricordiamo ai nostri lettori che l'intera redazione di OmniAuto.it è online da Bologna con uno Speciale Motor Show 2011 Live.

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