Special e Elaborazioni

pubblicato il 14 novembre 2011

Zaeta a EICMA 2011

Intervista a Paolo Chiaia, patron della Zaeta

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Sicuramente vi sarà capitato di osservare la locandina dell’Eicma di quest’anno: tra i cavalieri presenti, oltre ai vari Lucchinelli, Ringo e Marchetti c’è anche Paolo Chiaia. Per chi non lo sapesse, Paolo è il papà della Zaeta, l’unica motocicletta da dirt track presente in commercio nel mercato europeo. Dopo aver ottenuto prima di tutto successi in pista con Marco Belli, si è pensato in seguito di produrre una versione street legal che fosse il più possibile simile alla controparte da corsa.
Quest’anno Chiaia all’EICMA di Milano ha portato una Zaeta ulteriormente rinnovata, la versione 2012, un trionfo di parti ricavate dal pieno, di anodizzazioni e componentistica di alta gamma.

Vediamo cosa ne pensa l’appassionato titolare della Zaeta: "La nuova moto è un esemplare stradale da short track puro con una precisa convinzione, svincolarsi dal vintage che spesso è associato a questo genere di motociclette - ci dice Paolo - non è quindi uno scrambler, è una moderna macchina da short track".
 Osservandola non si può dar torto a Chiaia: la nuova Zaetina è veramente l’opposto del concetto di vintage, a parte le splendide ruote a raggi, essendo costruita con materiali pregiati e ricavati dal pieno, come il telaio creato in collaborazione con In-Motion, la stessa azienda delle ruote Kineo, molto esperta nella progettazione e nella lavorazione di parti alle macchine CNC. La cura delle lavorazioni è minuziosa: bello il forcellone posteriore così come i telaietto reggisella: tutti "firmati" da una fresa a controllo numerico.

Affidarsi in parte a questa sorta di outsourcing permette a Zaeta di fare fronte ad eventuali picchi di richieste che per una realtà ancora piccola sarebbero altrimenti insostenibili. Il reparto sospensioni è affidato ad Öhlins, più che una garanzia, mentre per fermare questa peste su due ruote ci pensano pinze Brembo e due dischi a margherita. Il cuore della Zaeta è un propulsore TM da 530 cc capace di 48 cv, abbastanza da incutere il rispetto necessario, considerando il peso della moto contenuto in soli 105 Kg.

Chiaia, sul comportamento della piccola belva, ci avverte che "Chi cerca una moto tranquilla non la troverà in questa, la Zaeta è una moto brusca, che va guidata coi muscoli e da il meglio di se nel misto stretto". Il giretto lungolago a con la brezza che vi accarezza il viso non rientra nei programmi di questo fulmine di alluminio insomma.
 Il carattere della Zaeta, arrabbiato di natura, non è solo una mossa per contraddistinguersi sul mercato, serve perchè l’intenzione futura, pare, sia quella di correre con la nuova versione 2012: una sorta di percorso inverso rispetto all’edizione precedente della motocicletta, prima da corsa ed in seguito in vesti civili. Inoltre, con le coperture appropriate, la stessa versione stradale della Zaeta sarà dirt track ready, permettendo a chiunque abbia sufficiente coraggio, di portarla in pista.


Già, ma alla fine chi è l’acquirente tipo per una moto del genere? "Non è facile da definire" - dice Paolo - "indicativamente direi 35 anni e dotato di molta esperienza nel mondo della moto e di come la si guida. Sicuramente vista la qualità delle finiture e della componentistica, il target è composto da appassionati con un budget alto che vogliono prima di tutto qualità e un oggetto unico e personalizzato, al punto che il telaio può essere anodizzato nel colore che il proprietario preferisce".
Inoltre piace ai piloti: a parte l’immancabile Valentino, giustificato dalla presenza di suo padre Graziano all’interno dell’azienda, altre star del motociclismo mondiale sono rimasti affascinate dalla polvere, dagli ovali e da questo superbo esempio di Made in Italy.
 Il prezzo di questa istigazione a delinquere è di 13.500 euro franco concessionario e sarà disponibile da febbraio 2012.

Autore: Gianrico Nai

Tag: Special e Elaborazioni , monocilindriche , tuning , curiosità , tecnica , personaggi famosi , eicma 2011


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