Attualità e Mercato

pubblicato il 12 novembre 2011

Sentenza sull'infortunio in itinere

Orario del bus scomodo? Non c'è infortunio in itinere in caso di incidente col mezzo privato

Sentenza sull'infortunio in itinere

Se l’orario del mezzo pubblico è scomodo, e prendiamo la nostra moto per andare al lavoro, in caso di incidente, non c’è infortunio in itinere. Il datore di lavoro non è responsabile per il dipendente, anche perché i mezzi pubblici sono più sicuri. Questo vale per il tragitto d’andata e ritorno. A nulla vale il fatto che gli orari previsti dal bus o dal tram non coincidano con le esigenze del prestatore d’opera. Lo ha sancito la Cassazione con sentenza 22759 pubblicata il 3 novembre 2011.

Così, un lavoratore di Reggio Calabria ha perso in primo grado, di fronte alla Corte d’Appello e ora alla Suprema Corte, non vedendosi riconoscere l’infortunio in itinere. La cosa sarebbe stata diversa se ci fossero stati giustificati motivi per andare in moto o in auto: assenza di mezzi pubblici di trasporto.

Quindi, occhio alle giustificazioni degli orari. I datori di lavoro non ne vogliono sentire parlare, specie in periodi durissimi come questo. E la Cassazione, applicando la legge, non può fare altro che sentenziare a favore delle aziende. C’è anche un precedente del 2008: venne deciso che ha diritto a nessuna copertura assicurativa il lavoratore il quale, per andare in ufficio, prenda il proprio mezzo di trasporto perché la fermata del mezzo pubblico è troppo lontana.

Questo vale ancor di più durante la brutta stagione, quando andare in moto diventa ancora più pericoloso per il fondo stradale scivoloso e per il peggioramento della visibilità.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , codice della strada , incidenti


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