Test

pubblicato il 26 ottobre 2011

Yamaha Xenter 150 - TEST

Motore progressivo e un mono posteriore che stupisce, tutto a 2.990 euro! Il nuovo predatore urbano

Yamaha Xenter 150 - TEST

Se nella categoria degli hyperscooter ora è Honda che, con il suo nuovo Integra, cercherà di insediare lo strapotere del T-Max, best-seller di categoria dall’ormai lontano 2001, scendendo di cilindrata la situazione si capovolge completamente. Si perché dopo anni di attesa, finalmente Yamaha lancia il suo nuovo entry level a ruote alte chiamato Xenter 125 e 150 (si pronuncia "ics-enter") uno scooter che vuole fare della città il suo terreno di caccia e dell’Honda SH la sua principale preda. Se infatti pensiamo ai modelli d’ingresso alla gamma dei ruota alta Yamaha, non potendo citare l’XCity, considerato premium (listino a partire da 4.090 euro per il 125), ecco emergere chiaramente come l’SH di Honda non abbia avuto fino ad oggi un degno avversario, poichè nelle cilindrate chiave, 125 e, soprattutto 150 cc, di competitor realmente minacciosi per prestazioni, qualità e costi, di fatto, non ne sono esistiti. Yamaha non è stata a guardare, bensì ha studiato e analizzato "sottovento" l’evolversi dei gusti della clientela e con un prodotto ben fatto, facile e dalle linee gradevoli, lancia oggi la sua sfida al mercato partendo da subito con un prezzo molto interessante: 2.990 euro per l’Xenter 150, con bauletto e parabrezza di serie.

DESIGN E FUNZIONALITA’
Inconfondibilmente Yamaha. Lo si nota al primo colpo d’occhio, con quel frontale caratterizzato dal doppio faro che riporta subito al family feeling del Costruttore dei tre diapason, con riferimenti diretti a XCity e TMax. Globalmente però, l’Xenter è un capitolo a parte e il suo design risulta comunque unico. In particolare il codino: snello, slanciato e hi-tech grazie al fanale posteriore a LED; se lo si osserva senza bauletto potrebbe tranquillamente essere scambiato per quello di una moto, complice anche il fatto che, nella parte inferiore, mancano i "soliti" ammortizzatori sostituiti da un mono trasversale, una soluzione che rende l’estetica decisamente accattivante. Gli ingombri sono cittadini ma rassicuranti: l’Xenter, infatti, non è né piccolo da demoralizzare la clientela maschile (magari di una certa "stazza"), né enorme da spaventare il pubblico femminile, che potrà inoltre giovare del cavalletto centrale Easy Function, progettato per richiedere il minor sforzo possibile; in questo modo non vi mancherà troppo il cavalletto laterale...

La sella, di buone dimensioni, nasconde un vano che non ha la capacità per un casco jet, ma può comunque contenere una tuta antipioggia, una giacca o la catena antifurto.
Un capitolo a parte, invece, lo merita la pedana, una dettaglio su cui i tecnici giapponesi hanno investito molto e che fino ad oggi, a "causa" dei motori attualmente in gamma, non era stato possibile realizzare. Larga, piatta e sfruttabilissima, appiana le differenze con l’SH (che non ha la pedana così piatta e ampia) e si rende disponibile ai carichi cittadini più frequenti come confezioni di acqua, borse della spesa o da palestra.

Molta attenzione è stata data anche alla capacità di carico: oltre al vano sottosella, infatti, l’Xenter vanta anche - di serie - il bauletto posteriore (interamente progettato e prodotto da Yamaha) in tinta con la carrozzeria, con capienza di 39 litri, in grado quindi di ospitare due caschi jet. Inoltre, è presente un comodissimo vano posizionato sotto la strumentazione dove si possono alloggiare chiavi o il telepass, o alcuni modelli di cellulare (tra gli smartphone, per esempio, il blackberry entra, ma l’iPhone no). Occhio comunque a non dimenticarsi nulla quando si scende dallo scooter visto che non è prevista serratura o bloccaggio.

La strumentazione è di chiara lettura (grazie anche alla possibilità di intensificare l’illuminazione nelle ore diurne, per esempio) ed è affidata a un display LCD che offre informazioni come temperatura atmosferica, orologio chilometri parziali, ma anche il chilometraggio percorso dall’ultimo cambio olio. Ottima poi, la qualità globale, sia delle plastiche (ad eccezione dello sportellino sotto la strumentazione, molto "cheap"), sia degli assemblaggi: un entry-level che dimostra come sia questa la categoria dove l’attenzione al dettaglio e alle soluzioni intelligenti, seppur costose in fase di progettazione, siano premianti per le vendite.

MOTORE E CICLISTICA: E’ VALSA LA PENA ASPETTARE!
Più di quattro anni di ricerca e sviluppo, investimenti importanti e molta attenzione al contenimento dei consumi senza pregiudicare le prestazioni. Sulla carta, e non solo, il nuovissimo motore dell’Xenter 150 (la versione da noi provata, ma il discorso è analogo per il 125cc) convince: il monocilindrico da 155cc, a 4 valvole, grazie anche all’utilizzo del pistone forgiato in alluminio, ed al contralbero di bilanciamento, vibra poco e dimostra una potenza da riferimento con i suoi 15,8 CV a 7.500 giri/min, mentre la coppia massima è pari a 14,8 Nm a 7.250 giri/min.

Altro vanto esclusivo di questo Yamaha Xenter risulta essere il monoammortizzatore posteriore. Oltre ad essere molto funzionale (vedi "COME VA"), questa soluzione risulta essere quasi un primato per uno scooter di questa categoria visto che, in passato, l’avevamo provata solamente sul fratellone T-Max, apprezzandone tra l'altro, le doti. L’ammortizzatore, sull’Xenter, è posizionato all'interno del telaio vicino al baricentro, e grazie alla molla a passo variabile dell'ammortizzatore con escursione di 92 mm, gli interventi sono molto progressivi.

Da fermi, per quel che riguarda i freni, viene da chiedersi perchè dietro sia stato installato un tamburo e non il disco come sugli avversari anche più economici. La risposta di Yamaha è stato un disco anteriore maxi (da 267 mm) ed un sistema di frenata combinata di ultima generazione: tirando la leva destra si attiva esclusivamente il disco anteriore, mentre su quella di sinistra, lo scooter ripartisce adeguatamente la frenata tra il disco anteriore ed il tamburo posteriore da 150 mm.

XENTER 150: COME VA
Circa 90 i km percorsi tra il caotico centro di Firenze e le prime colline del Chianti e, non vi teniamo sulle spine, confermandovi subito che le premesse sull’Xenter sono state mantenute ed il nuovo scooter di Yamaha ci ha convinto sotto vari aspetti.
Considerando il tester di altezza di 175 cm, il primo approccio da fermo con lo scooter dei Tre Diapason, è stato rassicurante: posizione in sella comoda, ampio spazio per i piedi sulla pedana piatta, comandi ben raggiungibili e una strumentazione chiara e completa, soprattutto dopo aver regolato l’illuminazione dell’LCD visto che il sole iniziava a mostrarsi già nella prima mattinata fiorentina.

Pulsante Start, ed in poche decine di metri capiamo subito quanto sia determinante l’agilità e la maneggevolezza per questo tipo di mezzi quando si tratta di traffico, quello vero. Il Capoluogo toscano, infatti, ci ha dato il buongiorno come poche altre città Nostrane sanno fare, e l’Xenter si è subito trovato a suo agio. Lo zig-zag fra le auto è il suo pane quotidiano e, anche se ci eravamo appena conosciuti, le ruote da 16 pollici hanno driblato il caos cittadino con facilità e cambi di direzione fulminei, con una confidenza ben ripagata. Le sospensioni ci hanno stupito per la loro efficacia. Tralasciando il buon funzionamento della forcella anteriore, tradizionale e con escursione da 100 mm, è stato il mono posteriore a fare la differenza. Progressivo e mai brusco nell’assorbire quelle buche cittadine che mettono a dura prova anche le enduro più specialistiche, la soluzione adottata dal piccolo Yamaha viene promossa a pieni voti, e ci auguriamo che altri modelli in futuro prendano spunto.

Sia nel traffico, ma anche e soprattutto nelle meravigliose strade del Chianti, la spinta del motore non è mai mancata. 15,8 CV su di uno scooter così leggero si sentono eccome, e la progressione del monocilindrico ben si sposa col suo range di utilizzo, oltre al fatto che le vibrazioni sono praticamente nulle ed i consumi apparentemente contenuti (nel nostro breve test senza rilevamenti, il livello carburante nella strumentazione è sceso solo di due "tacche" su sei dell'LCD - non ce ne vogliano i lettori, ma il termine è più utilizzato rispetto a "due segmenti").
La stabilità sul veloce (Xenter 150 raggiunge i 110 km/h di velocità massima effettiva) ha dato ragione ai progettisti, anche se la protezione dell’aria offerta dal parabrezza di serie ci è sembrata soddisfacente ma perfettibile, in particolare per coloro più alti di 175/178 cm.
Una piccola nota è invece da fare all’impianto frenante che, come definisce Yamaha è molto rassicurante, ma per ottenere la giusta potenza bisogna "strizzare" le leve per benino e, come faceva notare un collega durante le prove, "le mani delle signorine sono spesso più delicate delle nostre". Ottimo invece il sistema di ripartizione della frenata che nell’uso cittadino, con il solo utilizzo della leva di sinistra, rende quasi impossibile (su asfalto asciutto) il bloccaggio delle ruote.

Aspettare qualche anno ha quindi fatto bene alla competizione? Sicuramente Honda, da oggi, dovrà ben guardarsi da questo nuovo "collega di città" che con un prezzo di 2.990 euro (con bauletto e parabrezza di serie) sarà un temibile avversario.

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco Nolan
Guanti, giacca e scarpe Alpinestars

p.s. Se poi vi state chiedendo perchè parliamo spesso di Honda, la chiara risposta è nel video qui sotto...

Yamaha Xenter - il bello di arrivare prima

Yamaha Xenter - il bello di arrivare prima

Autore: Redazione

Tag: Test , monocilindriche , strada , scooter , test , eicma 2011


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