Attualità e Mercato

pubblicato il 13 ottobre 2011

RC Moto in aumento: che novità!

L'Antitrust: scarsa liberalizzazione del mercato e poca concorrenza

RC Moto in aumento: che novità!

Assicurazioni… uno dei limiti dei motociclisti. Quante volte abbiamo sentito così parlare i futuri centauri: "Ho preso la patente, ho qualche soldo per comprarmi un usato, ma l’assicurazione, costa troppo, non ce la faccio…", oppure tutti noi che abbiamo la moto, peggio ancora se assicurata per il furto, che iniziamo a pensarci già dal mese prima, quando nella casella postale arriva l’attestato di rischio con la classe C.U. di appartenenza che viene inviato per legge, nel caso si decidesse di rivolgersi ad un’altra compagnia… per risparmiare!

Ogni anno le richieste (economiche!) delle assicurazioni aumentano, e l’Antitrust (ovvero l’AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), l’organo che indaga e controlla la concorrenza del mercato, ha ovviamente effettuato un’indagine (è iniziata circa un anno fa). Antonio Catricalà, Presidente dell’AGCM, ha esposto una relazione alla Commissione Industria, Commercio e Turismo in Senato. Cosa si è evinto? Che la liberalizzazione del mercato delle assicurazioni non è ancora giunta a compimento e la scarsa concorrenza tra le compagnie comporta un aumento dei premi assicurativi. E’ stato analizzato un periodo che va dal 2006 al 2009, includendo anche il primo quadrimestre del 2010.

RISARCIMENTO DIRETTO? NON FUNZIONA!
Iniziamo con il primo problema: il risarcimento diretto, non funziona come sperato. Iniziata il 1° febbraio 2007, e realizzata per fornire agli assicurati maggior controllo sulla liquidazione del danno, avrebbe dovuto ridurre i premi. Peccato che le elaborazioni riportate al Senato, non corrispondano alle aspettative!

LE TELEFONICHE? -20/30%!
Secondo, le assicurazioni telefoniche: sono state selezionate 20 compagnie (per un totale dell’82% circa), di cui 15 di tipo tradizionale, e 5 telefoniche. Nel 2010, i dati parlano chiaro: chi è passato alle compagnie telefoniche ha ottenuto un risparmio del 20/30%. E’ anche vero, che se andiamo ad analizzare queste, noteremo che dette compagnie non operano in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, ma si concentrano soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, e non solo, perché queste tendono in particolare ad operare con le categorie di minore rischio (al Centro e al Nord, dove avvengono meno sinistri).

Naturalmente i premi per l’assicurazione RC, variano in base a diversi parametri (comune di residenza, età, sesso, etc etc…), ed è per questo che sono stati presi in considerazione sette diversi profili, tra cui due, per un ciclomotore ed uno scooter da 250cc.
Gli aumenti sono stati quantificati per il 45% per le donne e per il 50% per gli uomini, ed in tutta Italia. Se analizziamo Napoli, il premio richiesto è esattamente il doppio di quello di Milano! Nella comparazione fra Palermo e Roma, invece, si evince come a parità di frequenza sinistri (elevata) il minor numero di compagnie nella prima provincia rispetto alla seconda comporti una tasso di crescita dei premi quasi triplo. Mettendo infine a confronto Reggio Calabria con Bari, entrambe province del Sud e con elevata frequenza di sinistri, ma diverse in termini di concentrazione di operatori (inferiore nella prima provincia rispetto alla seconda), la crescita dei premi nella prima è superiore di circa il 30% rispetto alla seconda.

Sempre secondo il Garante, pare che all’interno delle medesima provincia di residenza, si arrivi fino ad una differenza del 20/30%. Il perché di questa differenza è molto semplice, o meglio, è solo una legge di mercato: non v’è sufficiente concorrenza! Naturalmente è interesse delle compagnie "congelare la domanda", ma anche la scarsa informazione del consumatore, risulta essere un ulteriore limite, ecco perché tra l’altro, le compagnie assicurative non hanno interesse alcuno ad aumentare il grado di informazione.

E RIESPETTO AGLI ALTRI PAESEI EUROPEI?
Vogliamo… farci del male? Confrontiamo il Bel Paese con i principali Paesi europei. I dati sono quelli della Eurosat, e vanno ad analizzare gli ultimi 10 anni, dal 2000 al 2010 per essere precisi. Se ne evince che i prezzi in Italia aumentano ad una velocità superiore, e nella relazione dell’AGCM così si riporta: "La crescita media dei prezzi per l’assicurazione dei mezzi di trasporto in Italia, pari al 4,6% annuo, è più che doppia rispetto a quella registrata nella zona Euro, supera di oltre sei volte quella della Germania, di oltre cinque volte quella della Francia e dell’Olanda e di poco meno di due volte quella della Spagna. Se si considera, invece, il periodo 2006-2010, la crescita annua dei prezzi per l’assicurazione dei mezzi di trasporto registrata in Italia è quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia".
Aggiungiamo un’altra domanda: in tutto questo, il Governo cosa pensa di fare?

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , editoriale , assicurazione


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