Test

pubblicato il 28 agosto 2011

Yamaha TMax 500 Tech Max - PROVA

La massima espressione del TMax si chiama Tech Max, l'abbiamo provato per voi

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Il panorama dei maxi scooter si sta preparando a importanti cambiamenti che sicuramente avverranno nei prossimi mesi. L’annuncio, non ufficiale ma certo, del lancio del BMW C-Concept definitivo al prossimo Salone di Milano Eicma 2011, porterà scompiglio nel settore dei bicilindrici di grossa cilindrata.
Con l’arrivo del nuovo BMW, che sicuramente avrà una cilindrata molto alta, si vocifera attorno a 800 cc, il TMax della Yamaha, che per molti anni è stato dominatore incontrastato della scena, rischia di perdere inesorabilmente terreno se la Casa dei tre diapason non si metterà presto a lavoro per sfornare una nuova versione del leader di mercato.

In attesa che questi sviluppi diventino reali, però, ci siamo dedicati proprio al capoclassifica delle vendite da molti anni a questa parte, che per il 2011 si propone sul mercato in una nuova veste grafica, ancor più raffinata di quella standard, il Tech Max della Yamaha.

Il Tech Max è un’edizione limitata voluta da Yamaha per soddisfare i suoi clienti più esigenti, e si contraddistingue per una speciale verniciatura bicolore che ha carrozzeria in una speciale tinta opaca definita Tech Bronze, una vernice cangiante i cui riflessi vanno dal bronzo al nero e profili hi-tec in argento opaco. Oltre a ciò, il Tech Max ha i cerchi in lega con canale lucidato e razze verniciate e una speciale sella bicolore con finitura goffrata.
I prezzi della gamma TMax partono da 10.190 euro per il modello classico, per passare a 10.690 del TMax ABS. Allo stesso prezzo viene offerto il Tech Max, mentre per il Tech Max ABS bisogna raggiungere quota 11.190 euro.

Per tutti i modelli la Yamaha offre dei pacchetti di optional tra cui l'allestimento Sport che prevede parabrezza sportivo, porta targa sportivo e schienale passeggero con staffa ad un prezzo di 269,60 euro. In aggiunta è possibile avere anche il terminale di scarico Akrapovic, con il quale il kit Sport raggiunge il prezzo di 963 euro.
Per chi volesse invece incrementare le possibilità turistiche del TMax può puntare sul pacchetto Touring che, al prezzo di 300 euro, comprende portapacchi, baule da 46 litri in tinta con lo scooter e borsa morbida per il tunnel.

TECNICA: TELAIO IN ALLUMINIO E BICILINDRICO
Se il TMax della Yamaha è stato leader incontrastato della sua classe fin dalla data del lancio, ciò non è accaduto di certo per puro caso, ma grazie alla qualità della sua ciclistica e alle prestazioni del motore.
Se però il TMax prima serie aveva sì un’ottima ciclistica, basata su un robusto telaio in acciaio, il nuovo TMax, entrato in produzione nel 2008 può fregiarsi di un livello di esclusività tecnica superiore. La sua ciclistica è infatti molto evoluta, e basata su un telaio pressofuso in lega leggera che aiuta a bilanciare la massa del veicolo e a mantenerla ridotta.
La sospensione anteriore prevede una forcella telescopica di stampo motociclistico, con corsa di 120 mm, mentre il forcellone posteriore a due bracci si avvale di un ammortizzatore singolo in posizione orizzontale sotto al motore. Quest’ultimo è azionato in maniera progressiva attraverso un gioco di leve e assicura alla ruota un’escursione di 116 mm.
L'impianto frenante fa affidamento ad una coppia di dischi anteriori da 267 mm con pinze a quattro pistoni monoblocco fuse e un disco posteriore, anch'esso da 267 mm, con pinza flottante a singolo pistone.
A richiesta è possibile equipaggiare il TMax con l'impianto ABS bicanale a frenata non integrale, con un sovraprezzo di 500 euro. I pneumatici impiegati sono di larga sezione: all’anteriore troviamo un 120/70 e al posteriore un generoso 160/60, entrambe montati su cerchi da 15 pollici.
Il peso in ordine di marcia dichiarato dalla Yamaha è di 225 kg, che non sono pochi per uno scooter, ma sicuramente meno rispetto alla concorrenza.

Il motore è un bicilindrico parallelo quattro tempi, montato in posizione fissa all'interno del telaio, con bancata dei cilindri quasi orizzontale. La distribuzione si avvale di quattro valvole per cilindro e il raffreddamento è a liquido. La cilindrata è di 499 cc, ottenuta con misure di alesaggio e corsa di 66,0 x 73,0 mm. L'alimentazione è ad iniezione elettronica e l'impianto di scarico è dotato di catalizzatore per rispettare le norme Euro 3. La particolarità del motore Yamaha 500 è di avere il manovellismo fasato a 360° con uno speciale sistema di equilibratura: l’albero motore ha quattro supporti di banco in quanto al centro esso supporta una biella ausiliaria collegata ad un pistone inattivo che scorre in un cilindro disposto a 180 gradi rispetto a quelli principali. Questo manovellismo aggiuntivo ha esclusivamente funzione equilibratrice e potrebbe far assomigliare l’imbiellaggio a quello di uno strano "tricilindrico boxer".
La lubrificazione è a carter secco e la trasmissione è, ovviamente, a cinghia dentata.
Il motore ha una potenza dichiarata di 32 kW (43,5 CV) erogata a 7.500 giri/min e una coppia massima di 46,4 Nm a 6.500 giri/min.

LA PROVA: IL RE DELLE TANGENZIALI
Tornando al discorso di poche righe addietro, non è un caso se il TMax ha conquistato negli anni una posizione di primo piano sul mercato. Le sue doti ciclistiche, infatti sono al di sopra della concorrenza del segmento.
Nello scorrere della nostra prova, abbiamo utilizzato il TMax per qualche migliaio di chilometri, testandolo in tutti gli ambiti per i quali è stato costruito.

L'abitabilità in sella è ottima: sia il pilota che il passeggero possono contare su una sella molto ampia e dall'imbottitura ben sostenuta. La protezione aerodinamica è elevata e il parabrezza è alla giusta altezza per proteggere le spalle lasciando libera la visuale al pilota. L’ampiezza dello scudo è tale da riparare bene le gambe del pilota dalla pioggia e lo spazio a disposizione per la gambe è tantissimo.

Diciamo subito che in città con uno scooter così potente non ci si trova granchè a proprio agio, specie quando il traffico si fa più fitto. Svicolare tra le auto incolonnate con uno scooter grosso e pesante e, per di più, con la sella molto alta e larga, non è facilissimo.
Se dovesse piovere, poi, l’elevata potenza a disposizione potrebbe ingenerare qualche problema qualora fossimo obbligati a percorrere strade lastricate con sanpietrini e pavè.

Va da sé, quindi, che il TMax si trovi perfettamente a suo agio sulle tangenziali urbane e suburbane, dove il suo bicilindrico può distendersi un po’ verso regimi elevati e garantire spostamenti rapidi in tutta sicurezza.
Anche l’autostrada ben si addice al TMax, dove gli oltre 43 cavalli del motore sono sufficienti a mantenere buone medie velocistiche e a fare sorpassi rapidi in caso di bisogno. Vi consigliamo solo di prestare attenzione in caso di forte vento laterale sui cavalcavia perché, come tutti gli scooter, anche il TMax è un po' sensibile alle raffiche trasversali.

Le sue caratteristiche sono tali da permettere al bicilindrico di Iwata di fare anche del turismo a corto raggio, visto che la capacità di carico del vano sottosella è sufficiente a stivare i bagagli di due persone per un weekend fuori porta, senza il bisogno di montare bauletti o costringere il passeggero a viaggiare con lo zaino in spalla. In merito al vano sottosella non fatevi ingannare dalle nostre foto… se volete che la sella si chiuda, dovete posizionare il casco sottosopra come indicato dai pittogrammi. Ci scusiamo con i lettori ma siamo cascati anche noi in questo errore.

Sulle strade statali ricche di curve il TMax dimostra di essere diverso da tutti gli altri scooter, la sua ciclistica, infatti, è l'unica del segmento a poter vantare caratteristiche di una vera motocicletta.
Il TMax, infatti, entra in curva neutro come una motocicletta e si produce in pieghe notevoli, contando sull'elevata luce a terra. La guida è davvero molto piacevole e, complice la motorizzazione vivace, è possibile togliersi qualche sfizio nella guida sportiva. La sicurezza di guida è affidata a una potente coppia di freni a disco anteriori, che lavorano insieme al disco posteriore. La potenza è sufficiente in tutte le situazioni, ma se volete il massimo vi consigliamo di equipaggiare il vostro TMax con l'impianto ABS, disponibile in optional.
Una piccola nota stonata arriva dai consumi: andandoci leggeri con la manetta si riescono a fare i 12-13 km/l di media, ma se avete qualche prurito sportivo da soddisfare, rischiate di scendere velocemente a 10 km/l.

In questo test abbiamo utilizzato:
Caschi: Shark
Abbigliamento: Dainese

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , strada , bicilindriche , scooter , prove


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