Test

pubblicato il 21 agosto 2011

Dunlop Sportsmart - TEST IN PISTA

Al vertice della gamma lo Sportsmart va forte su strada e in pista

Dunlop Sportsmart - TEST IN PISTA
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Lo sviluppo dei pneumatici per moto supersportive non conosce sosta e la Dunlop non fa certo eccezione. Il radicale processo di rinnovamento della gamma moto infatti ha interessando tutto il listino delle applicazioni dedicate alle due ruote.
Uno degli obiettivi principali della Dunlop quando lanciò lo Sportsmart lo scorso anno era di semplificare la gamma, in modo da ottimizzare sui costi di progettazione, sviluppo e produzione dei pneumatici da un lato, e da permettere dall’altro lato una scelta più rapida e facile al consumatore. Gli obiettivi di progetto del nuovo Dunlop Sportsmart, erano di avere una gomma che ha prestazioni elevate sull’asciutto (senza essere però una gomma in mescola) ma che sia in grado di offrire sicurezza anche sul bagnato.

MULTI TREAD TECHNOLOGY
I punti di riferimento per lo sviluppo del nuovo pneumatico sono stati presi all’interno dell’azienda ed erano il Qualifier RR per le prestazioni su asciutto, e il Roadsmart per quanto riguarda il comportamento sul bagnato.

A ciò bisognava aggiungere una resa chilometrica superiore a quella dei concorrenti nello stesso segmento di mercato. Il nuovo Dunlop Sportsmart è il primo pneumatico della Casa ad avere la tecnologia MTT (Multi Tread Technology) sia all’anteriore che posteriore. Si tratta quindi di un pneumatico bimescola con parte centrale più robusta per sopportare gli sforzi delle accelerazioni e della frenata e le spalle più soffici per offrire il massimo del grip a moto inclinata.
Il disegno del battistrada con incavi a V è stato studiato per garantire elevate capacità di drenare l’acqua anche a moto piegata. Le scanalature sono più profonde al centro che sui lati per incrementare ulteriormente le capacità di espellere l’acqua e non inficiare il grip sull’asciutto in curva, che sarebbe giocoforza ridotto se anche sulle spalle ci fossero intagli profondi.
Il pneumatico posteriore poi, è costruito adottando la tecnologia Dunlop Ntec, che permette di variare le caratteristiche di grip necessarie per andare in pista o per strada semplicemente cambiando la pressione di gonfiaggio.

Non è certo una novità che le pressioni vadano abbassate per l’uso in pista, ma Dunlop ha studiato una gomma che cambia comportamento proprio in funzione della pressione. Ciò è ottenuto con una carcassa a due tele, la quale permette di mantenere la rigidezza della struttura anche a pressioni basse e quindi aumentare l’impronta a terra senza perdere in maneggevolezza e stabilità. Per aumentare la durata della gomma è stata progettata una nuova mescola con formulazione denominata HDS che contraddistingue la presenza di silice ad elevata dispersione in seno alla matrice in gomma, la quale ha permesso un incremento della durata del pneumatico del 20% rispetto al Qualifier RR, con un "mileage" che è solo del 5-10% inferiore rispetto al Roadsmart.
Il nuovo Dunlop Sportsmart è costruito nelle sei misure principali: 120/60 e 120/70 all’anteriore e 160/60, 180/55, 190/50 e 190/55 al posteriore, tutti con calettamento da 17 pollici.

LA PROVA
Chi scrive aveva già avuto modo di provare il Dunlop Sportsmart quando venne mostrato alla stampa lo scorso anno a Mireval.
In terra francese, durante una giornata gelida con temperature appena al di sopra dello zero, lo Sportsmart ci aveva permesso di girare con tutta tranquillità sia in strada che in pista. Oltre a ciò, Dunlop organizzò un test molto probante su tracciato allagato per provare in comparativa la propria copertura con le migliori concorrenti. In quel test utilizzammo tre moto con diversi pneumatici equipaggiate di acquisizione dati per toccare con mano gli effettivi vantaggi derivanti dall’uso dello Sportsmart.

Per riprovare la gomma in condizioni più adeguate, siamo tornati in pista al Mugello con temperature decisamente più estive.
Entrati in pista abbiamo subito verificato che i tempi di riscaldamento del pneumatico sono rapidissimi e bastano due curve per mettere giù il ginocchio in tutta sicurezza. Prima di entrare, ovviamente, abbiamo abbassato le pressioni come consigliato da Dunlop (1,9 atm dietro e 2,1 atm davanti) ed abbiamo notato subito che l’elevata maneggevolezza già riscontrata su strada non cambia affatto, come promesso dal costruttore.
Lo Sportsmart mostra un temperamento da vera copertura sportiva, in particolare l’anteriore in pista è velocissimo nel prendere la corda e mantiene molto bene la traiettoria impostata. Il posteriore segue diligentemente i comandi impartiti ed invia al pilota un feedback elevato, dando ampio preavviso in caso stia per mollare.

Nei curvoni velocissimi del Mugello la stabilità in traiettoria non viene mai meno e il rendimento nell’arco del turno è ottimo. Anche dopo molti giri tirati la gomma non perde le sue qualità di grip, aiutando molto il pilota quando la concentrazione potrebbe subire un calo.
In merito all’usura abbiamo riscontrato un consumo molto regolare (segno anche che le moto che avevamo in prova, una KTM RC8 R e una Suzuki GSX-R 750, erano ben assettate), ma soprattutto anche dopo cinque turni al Mugello il consumo del pneumatico era decisamente buono.

Volendo paragonare questa gomma a quella che va a sostituire, e cioè il Qualifier RR, possiamo dire che offre un temperamento ancor più sportivo e professionale, ma con performance sul bagnato nettamente superiori.
In conclusione possiamo dire che lo Sportsmart della Dunlop costituisce un’ottima scelta per chi fa un utilizzo duale della moto, anche con frequenti capatine in pista.

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco: X-Lite
Tuta, guanti, stivali, paraschiena: Alpinestars

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , strada , bicilindriche , 1000 , naked , 600 , pista , test , gomme , tecnologia , autodromi


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