Test

pubblicato il 15 agosto 2011

Honda SH125i Sporty - PROVA

Lo scooter senza pensieri: 10 euro per 200 chilometri

Honda SH125i Sporty - PROVA
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Oggigiorno che la benzina sta pian piano raggiungendo quota 1,60 euro, anche chi utilizza la motocicletta per gli spostamenti quotidiani deve iniziare a fare i conti con il costo del carburante. A conti fatti, a ben pensarci, nel giro di sei mesi la spesa per fare rifornimento alla pompa è cresciuta più del 20%, e chi usa moto e auto per spostarsi tutti i giorni ne ha risentito non poco.
Come fare, quindi, per tenere sotto controllo la spesa destinata a muoversi rapidamente verso il posto di lavoro? Scartata la bicicletta, perché Roma non è la città ideale per usarla, e scartati i mezzi pubblici perché se l’Atac è sull’orlo del fallimento ci sarà un perché, noi di OmniMoto.it abbiamo deciso di verificare la strada dello scooter. Si ma quale scooter ci avrebbe offerto il miglior compromesso tra prestazioni, consumi e fruibilità, senza dimenticare qualità e fascino?

Il candidato ideale per il nostro test era, secondo noi un 125 cc, cilindrata che consente anche a chi non ha la patente A di lasciare l’auto a casa per andare a lavoro e quindi una scelta intelligente in caso in famiglia qualcuno non voglia rifare l’esame di guida. Oltre a ciò, abbiamo pensato che un 125 potesse avere consumi migliori rispetto a un 150 cc, a fronte di una perdita prestazionale accettabile.

Detto ciò abbiamo deciso di mettere alla prova un Honda SH 125i nella nuovissima colorazione Sporty, che abbina il Bianco perla al Nero brillante.
Il modello è disponibile anche nella colorazione "Special" che abbina i colori champagne e marrone.
I prezzi dell’SH 125i sono: 3.300 euro per la versione Sporty, 3.400 euro per lo Sporty GT e per lo Special, che hanno parabrezza e bauletto di serie, mentre le versioni monocolore costano 3.250 euro oppure 3.350 euro se volete anche parabrezza e bauletto.

TECNICA: A PROVA DI BOMBA…
… o forse sarebbe meglio dire "A prova di Sanpietrino". Forse non tutti sanno che, quando venne presentato l’Honda SH 150 ormai 10 anni fa, sulle prime versioni si verificavano delle rotture al gruppo plastiche di faro e manubrio che, singolarmente, erano tipiche della sola città di Roma. Sì perché i famigerati Sanpietrini e le ben note buche della capitale hanno capacità distruttive che il pavè meneghino può solo immaginare… Detto ciò, la Honda ricorse ai ripari e sui model year successivi non si verificarono più le ben note "rotture capitoline".
Il nuovo SH 125i è ormai solo un lontano discendente del famoso progenitore, ed incorpora in sé tutti i miglioramenti che mamma Honda gli ha dedicato nel corso degli anni.

Il telaio è una robustissima struttura tubolare in acciaio con trave discendente che si sdoppia all’altezza della pedana che, come tradizione, è perfettamente piatta per accogliere anche le buste della spesa.
Le sospensioni prevedono una forcella telescopica all’anteriore con steli da 33 mm e 89 mm di escursione, mentre al retrotreno troviamo una solida coppia di ammortizzatori in grado di incassare gli utri peggiori.

Per viaggiare sicuri in città la Honda ha scelto ruote di grande diametro, con cerchi da 16 pollici su cui sono montati pneumatici da 100/80 all’anteriore e 120/80 al posteriore.
Su entrambe le ruote sono installati freni a disco di grande diametro: 240 mm per ciascuno con una sofisticata pinza freno flottante a tre pistoni all’anteriore e una a pistone singolo al posteriore. Come tradizione, la Honda propone un sistema di frenata combinato in modo che azionando la leva sinistra non si agisca solo sul disco posteriore ma anche su un pistone di quello anteriore.
Le dimensioni della ciclistica sono molto compatte, in moda da poter svicolare con agilità nel traffico cittadino e il peso è contenuto in 136 chilogrammi.

Il motore è un monocilindrico orizzontale a quattro tempi con distribuzione monoalbero a camme in testa. L’alimentazione è ad iniezione elettronica e l’impianto di scarico è dotato di convertitore catalitico HECS3 dotato di sonda lambda per ridurre al minimo le emissioni nocive. L’adozione di un impianto di iniezione elettronica già sul precedente model year ha portato con sé, come vedremo, anche dei benefici in termini di consumo.
La potenza erogata è di 13,73 CV a 9.000 giri/min, quindi entro il limite dei 15 cv necessari per guidare lo scooter senza patente.

LA SFIDA IN CITTA’: 10 EURO PER 200 KM
Quando abbiamo ritirato il nostro SH 125i ci siamo chiesti: "Cosa deve fare uno scooter in città?"
Deve andar bene, non fermarsi mai e consumare poco.
Allora: i termini della nostra sfida sono stati questi. Svuotiamo completamente il serbatoio del nostro SH125i, facciamo rifornimento con 10 euro di benzina, che al cambio attuale fanno 6,5 litri di prezioso liquido e vediamo quanta strada riusciamo a coprire in città.
Anticipiamo una premessa importante: abbiamo condotto il test utilizzando lo scooter esattamente come facciamo nella routine quotidiana: quindi corse forsennate per arrivare in ufficio puntuali, sfide al semaforo degne del Mondiale Superbike, trasferimenti a tutta manetta sulle consolari per arrivare in aeroporto senza perdere l’aereo e via dicendo.
Beh, che ci crediate o no, anche maltrattando in questo modo il povero SH, con quei famosi 6,4 litri di benzina abbiamo percorso 200 km, metro più metro meno, che fanno un consumo medio di 31,25 km/litro effettivi!

Il risultato è interessantissimo, perché in tempi come questi in cui la benzina costa quanto il Brunello di Montalcino, consumare poco carburante costituisce una buona fonte di risparmio.
Messo da parte l’aspetto consumi dedichiamoci alla prova dello scooter in sé.
L’abitabilità dell’SH è sempre ottima in rapporto alle dimensioni generali molto compatte. Le gambe sono ben al riparo dalla pioggia dietro lo scudo e il busto è ben dritto con le braccia che impugnano con naturalezza il manubrio. Solo un appunto si può muovere alla sella che è un po’ rigida e sulle buche fa un po’ dolere il fondoschiena.
Il passeggero siede molto comodamente e ha pedane ampie su cui poggiare i piedi e anche robuste maniglie cui aggrapparsi.

In città con il 125i Sporty si va alla grande: al semaforo lo spunto è buono e non si soffre poi molto nel confronto con i 150 cc. L’agilità è notevole, grazie anche alle coperture di primo equipaggiamento, dei pneumatici IRC d’impronta abbastanza sportiva.
D’altra parte, però, la scolpitura sportiva delle gomme si rivela un po’ sfavorevole sul bagnato, dove forse sarebbe meglio adottare pneumatici con battistrada più intagliato.

I freni rispondono alla grande: la potenza esercitata sul disco anteriore è ottima di per sé, ma se si usano contemporaneamente i comandi si ottengono spazi d’arresto ridottissimi.
L’ergonomia è impeccabile, con tutti i comandi al posto giusto e con il nuovo cruscotto dalla grafica leggibilissima e dalla migliorata illuminazione che aiuta molto nella guida notturna.
Se a tutto questo ci aggiungete una linea piacevole e filante e un’abbinamento cromatico che dona un pizzico di aggressività, capirete che il nuovo SH 125i è un’ottima scelta se cercate uno scooter da usare tutti i giorni senza pensieri, affidabile, sicuro e che consumi poco.

I difetti? Beh, sceglietelo con il baule posteriore, perché nel vano sottosella c’è ben poco spazio e anche un casco demi-jet sarà molto difficile da stivare.

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , strada , scooter , test , prove


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