Tecnica

pubblicato il 27 luglio 2011

Moto Electra: passato e futuro a due ruote

Telaio Norton Featherbed e motore elettrico insieme

Moto Electra: passato e futuro a due ruote
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Nell’incredibilmente vario panorama delle motociclette elettriche che stanno pian piano ritagliandosi uno spazio nelle competizioni e, in futuro, sul mercato, ce n’è una davvero fuori dal comune: la Moto Electra .
Questa singolare moto, nata a Blue Grass in Virginia per mano del sig. Brian Richardson, non si distingue per soluzioni tecniche innovative o per il design non convenzionale, ma per una caratteristica decisamente fuori dal comune… Il suo telaio, non è una moderna struttura in lega leggera o in fibra di carbonio, bensì l’indimenticato Norton Featherbed che ogni motociclista dovrebbe conoscere, per le insuperabili doti di guida tanto decantate all’epoca.

Sì, perché, per chi non lo sapesse, l’immarcescibile telaio Featherbed arriva dritto dritto dagli… anni ‘50, ed è stato scelto da Richardson, non solo per le tanto decantate qualità dinamiche (che saranno poi state così eccelse?), ma soprattutto perché una struttura a doppia culla chiusa come la sua si prestava alla perfezione per installarci dentro un motore elettrico e un pacco batterie.
Se spulciamo nella storia del glorioso marchio inglese, poi, scopriamo che la prima moto equipaggiata di avviamento elettrico (prodotta dal 1963 al 1965), si chiamava proprio Electra, quindi Richardson deve aver fatto due più due ribattezzando la sua, appunto, Moto Electra.

La Moto Electra ha quindi in tutto e per tutto le fattezze di una racer d’antan, con doppi ammortizzatori laterali (moderni però) e una cover a mimare il serbatoio, dotata anche di un finto tappo per il carburante.
L’avantreno è tutto moderno, con piastre in lega leggera, forcella a steli rovesciati da 43 mm di derivazione Suzuki, cerchi ruota BST in carbonio e pinze freno radiali.

La parte propulsiva prevede un motore in corrente alternata da 62 CV e 155 Nm di coppia, alimentato da un pacco batterie ai polimeri di litio che lavora a una tensione nominale di 118 volts. La moto è dotata anche di sistema di recupero di energia in frenata ed è in grado di sviluppare una velocità di circa 215 km/h.
I suoi costruttori si fregiano di avere l’unica moto d’epoca ammessa a partecipare al TTXGP, con risultati anche interessanti. All’ultimo evento, tenutosi a Laguna Seca, il suo pilota Thad Wolff si è qualificato settimo girando in 1’49.309 e in gara è arrivato nella medesima posizione, primo dei doppiati e davanti a Shelina Moreda sulla sicuramente più competitiva eCRP.

Nel campionato TTX North America, Wolff è attualmente in seconda posizione dietro alla Brammo di Steve Atlas, anche se c’è da ricordare che sia la Mission R che la Lightning hanno saltato la gara inaugurale di Infineon Receway.
Ma non è finita qui, perché la Moto Electra può fregiarsi di un interessante record… A tutti gli effetti è la prima moto elettrica che ha vinto una gara contro delle moto a motore termico…
Ma come, direte voi, se questa impresa finora è sfuggita anche alla strapotente Swigz.com di Chip Yates, come è possibile che sia riuscita a una moto d’epoca?
Semplice la Moto Electra ha corso lo scorso 9 ottobre a Barber Park in Alabama in una gara del campionato AHRMA, (le moto d’epoca americane) nella categoria GP 350, nella quale sono ammesse moto da competizione 250 e 350 cc prodotte prima del 31/12/1968.
Beh, in quella competizione, la Moto Electra è partita ultima e ha stravinto, ma ci viene da sospettare che, in quel caso, si sia potuta avvalere di un certo divario di potenza massima a suo favore… Giudicate anche voi dal filmato della gara che vi mostriamo!

Foto: Visor Down

Moto Electra - Barber Park 2010

Moto Electra - Barber Park 2010

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , curiosità , tecnica , gare , tecnologia , automatiche , piloti , emissioni zero , moto elettriche , ttxgp


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