Attualità e Mercato

pubblicato il 26 luglio 2011

Riforma benzina: 6/8.000 pompe in meno. Basterà?

Meno distributori per abbassare il prezzo: Petrolieri d'accordo

Riforma benzina: 6/8.000 pompe in meno. Basterà?

Dilemma Italia: come abbassare il prezzo della benzina? Uno degli uomini chiave si chiama Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, relatore alla Camera di importanti riforme tra le quali il riassetto del settore energetico in Italia, con le deleghe dal ministro Claudio Scajola in materie di competenza del dipartimento Energia (nonché delegato alla presidenza del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti).
Sue queste parole: "Alla ripresa estiva, ci sarà un tavolo permanente per l’attuazione della riforma energetica". Obiettivo, nel breve periodo, il taglio dei 1.500 distributori incompatibili. E nel lungo termine, si intende ridurre il numero dei distributori dai 24.000 a 18-16.000. Un po’ seguendo l’esempio di Francia e Germania, dove le pompe sono rispettivamente 16.000 e 15.000.

La situazione è insostenibile: al 24 luglio, siamo a 1,63 euro il litro per la benzina, e 1,5 euro/litro per il diesel. A inizio 2007, eravamo sotto 1,2 euro/litro per entrambi i carburanti: un rialzo che spaventa e lascia addirittura pensare si possa sfondare il tetto di 1,7 euro/litro entro pochi mesi. Anche perché, appena ti giri, arriva un aumento a livello nazionale (accise di Stato o rincari delle Compagnie) o locale: nelle scorse ore, la Regione Piemonte ha deciso di far crescere le accise sulla benzina per reperire risorse da destinare alla ricostruzione delle zone colpite da alluvioni e calamità naturali. E attenzione al "Far West dei carburanti del Sud", passateci la definizione: ci arrivano segnalazioni da motociclisti, secondo cui in certe pompe siamo a 1,68 euro/litro.

Nel frattempo, il Governo ha convocato le Società petrolifere al Ministero dello Sviluppo economico per fare il punto della situazione. I Petrolieri insistono: gli aumenti sono dovuti in particolare all’incremento delle accise. Secondo l’Unione petrolifera (Up), nell’ultimo mese i prezzi al consumo della benzina sono aumentati di 8 centesimi di euro al litro: 2,7 centesimi sono dovuti all’incremento del costo industriale, i restanti 6 centesimi all’aumento delle tasse. E serve il taglio dei punti vendita compagnie e governo sono completamente d'accordo. Massimo appoggio a Saglia.

Un altro mistero: oggi la benzina costa più cara che nel luglio 2008, con il barile a 144 dollari contro i 117 attuali. Perché? Stando all’Unione petrolifera, la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro ci penalizza.

I DUBBI
Resta da vedere se la riforma voluta da Saglia (articolata e complessa, non c’è solo il taglio delle pompe) migliorerà le cose per i motociclisti e gli automobilisti. Può anche darsi che la razionalizzazione del settore faccia scendere il prezzo del carburante, ma di quanto? E tutte le zone saranno servite a dovere?
Se prima percorrevo un paio di chilometri per fare il pieno a 1,63 euro/litro, dovendo fare 10 km per trovare la pompa più vicina, davvero il mio portafogli avrà tratto benefici?

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie


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