Attualità e Mercato

pubblicato il 16 luglio 2011

Danni da tombino, paga il Comune

La Cassazione sentenzia a favore di un pedone. Ma il concetto può essere esteso alle moto

Danni da tombino, paga il Comune

Stavolta la Cassazione si occupa sì di strade, ma riferendosi ai pedoni: tempo fa, a Cosenza, un tizio è caduto in un tombino privo di copertura, ferendosi, e i giudici hanno condannato il Comune al risarcimento, confermando quanto stabilito dal Giudice di Pace nel giugno 2010. Anche perché quel tombino non era segnalato, e la strada era scarsamente illuminata.

Tuttavia, la sentenza 27035 della Quarta sezione penale, dell’11 luglio 2011, a nostro giudizio può tranquillamente estendersi alle moto. Infatti, secondo la Cassazione, il Comune è responsabile della manutenzione delle strade, e deve intervenire per eliminare insidie che possano crearsi: non può dirsi non responsabile solo perché non aveva notizia della presenza di trabocchetti in strada.

Precisa la Cassazione, e OmniMoto.it condivide in pieno: c’è stata "una gestione meramente passiva e attendista dell’ufficio ricoperto, laddove una corretta e dinamica interpretazione delle funzioni avrebbe dovuto indurlo ad attivarsi, a prescindere dalle segnalazioni di terzi, per organizzare uno specifico servizio di controllo del territorio al fine di verificare e prevenire eventuali situazioni di pericolo".
Se no rischia di essere dichiarato responsabile di delitto di lesioni colpose in pregiudizio di un passante (o di un motociclista, per estensione concettuale). E la Cassazione fa riferimento anche alle buche (tanto "care" a chi va in moto).

Stupisce che certi Comuni abbiano anche l’ardire di fare ricorso contro un cittadino o un motociclista che si feriscono per mancanza di controlli e di manutenzione. Evidentemente, certe amministrazioni hanno soldi da regalare ai propri avvocati, anziché investirli per migliorare la sicurezza stradale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada , incidenti , editoriale


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