Attualità e Mercato

pubblicato il 15 luglio 2011

Multato? Ricorso sempre più costoso

Schizza a 37 euro la tassa per ricorrere al Giudice di Pace

Multato? Ricorso sempre più costoso

Implacabile come il caldo africano di questi giorni, il 6 luglio è scattato l’aumento della tassa per fare ricorso al Giudice di Pace contro una multa: da 33 a 37 euro. Tecnicamente, è un contributo unificato che va pagato allo Stato da chi presenta ricorso.
A prescindere dalla controparte: non conta se chi ha notificato il verbale sia un Comune o la Polizia Stradale. Sta tutto scritto nel Decreto Legge numero 98 del 6 luglio 2011 (articolo 37, comma 6), ossia nella manovra finanziaria.

La Corte Costituzionale ha già definito legittimo il contributo unificato (anche se potrebbero arrivare successive sentenze proposte da altri soggetti multati o da Giudici di Pace); e quindi non ci permettiamo neppure si parlare di norma ai limiti della costituzionalità. Tuttavia, ci lascia sconcertati che un banale divieto di sosta da 39 euro debba essere contestato pagandone 37 di tassa.

Sino a fine 2009, i ricorsi al Giudice di Pace erano gratuiti. E qualche anno prima la cauzione era stata dichiarata incostituzionale. Poi tutto è peggiorato (per il motociclista che intende fare ricorso contro una multa illegittima) il 1° gennaio 2010, con la Finanziaria: tassa di 30 euro. Saliti a 33 da agosto 2010. Ora, 37 euro per le sanzioni fino a 1.100 euro. Si versano invece ben 85 euro per le multe oltre 1.100 euro; contributo di 206 euro per contravvenzioni di valore indeterminabile.

Ci sia permesso di constatare come questa norma sia un vantaggio enorme per i Comuni. Un motociclista che intenda "ribellarsi" a una multa, o paga la tassa di 37 euro, oppure si rivolge al Prefetto. Ma in questo secondo caso, se perde, pagherà un’ammenda doppia. Gli Enti locali hanno le nostre multe in cassaforte…

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , strada , varie , codice della strada


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