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pubblicato il 6 luglio 2011

Omnimoto.it alla Suzuki Gladius Cup

Ottavi al traguardo nella gara a Misano

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La Suzuki Gladius Cup è il trofeo monomarca inserito nel programma della Coppa Italia più a basso costo che il panorama motoristico nazionale propone. Paddock d'altri tempi, se consideriamo il clima e il rapporto che c'è fra tutti i piloti. A ogni gara è prevista la partecipazione di Wild Card che hanno la possibilità di affittare la moto pronta corsa. Questo è l’unico trofeo che mette a disposizione questa formula. Esposta nel paddock c’è la nuova GSR 750, che speriamo presto possa affiancare con la stessa formula, la Gladius.

E’ così che, quando è arrivato il gentile invito della Suzuki Italia a prender parte a uno degli appuntamenti della Gladius Cup, non ce lo siamo fatti ripetere due volte, abbiamo fatto la borsa e siamo partiti per Misano. Questo è racconto del nostro weekend di gara.

VENERDÌ, VERIFICHE E PROVE LIBERE
Venerdì , è il giorno in cui si mette in "moto" l'adrenalina prodotta dal sistema nervoso "simpatico"; con lei anche le procedure burocratiche che servono ad essere in regola per poter essere ammessi alle qualifiche ed in seguito alla gara.
Cominciamo con le verifiche sportive in attesa dell'arrivo della moto. Non tarda ad arrivare la Gladius, Suzukina Doc che sfoggia una livrea tricolore con tabella e pinna nere dove apporre il numero 12 che ci accompagna sempre nelle nostre domeniche agonistiche. La piccola di Hamamatsu, viene verificata e punzonata pochissimi istanti dopo il suo arrivo. Il pomeriggio viene dedicato solitamente alle regolazioni delle leve e al setting, visto che la moto è a disposizione di diverse testate giornalistiche, in ogni fine settimana del trofeo. La fortuna non è dalla nostra; siamo già in tuta, con le leve sistemate per la nostra posizione di guida e pronti per togliere le termocoperte, quando il cielo, oscuratosi velocemente, fa scendere le prime gocce d'acqua fino a scatenarsi in un classico temporale estivo. Il cielo tutto intorno a noi è completamente nero, e l'unica direzione che ci rimane da prendere è quella dell'albergo. L'ingresso in pista è rimandato al Sabato nel primo turno di prove ufficiali. Andiamo a dormire con le pive nel sacco senza aver avuto la possibilità di fare un solo giro, e quando si è fuori allenamento, ciò non va del tutto bene…

SABATO: LE QUALIFICHE
Ci siamo, il primo turno è alle 12 e mi è mancato un po' il primo approccio con la pista insieme alla mia "compagna" d'eccezione per questo fine settimana. Le gomme sono quelle usate nella gara precedente e le raccomandazioni del caso anche sul rodaggio dei freni, mi vengono fatte da Gian Mario responsabile della nostra moto in pista. Il primo turno vola via veloce più di quanto non pensassi, giusto il tempo di capire che chi aveva usato la moto nella precedente gara aveva uno stile "molto" particolare,tanto da non adattarlo minimamente alla moto e alle caratteristiche dell'asfalto lavato, del Misano World Circuit. Rientro subito ai box e mi confronto con Gian Mario che mi conferma che c'è da stravolgere la moto. Mi dice di rientrare comunque e continuare a prendere confidenza con la pista e le condizioni dell'asfalto.
L’assetto lasciato dal collega alla gara precedente, però, è davvero tutto sbagliato e ciò, insieme all’asfalto lavato, mi porta ad assaggiare l'asfalto nella curva del Tramonto. L'abbigliamento e la moto sono rimasti praticamente intatti tranne la leva del freno anteriore piegata. Le protezioni in teflon a salvaguardia della moto hanno permesso di contenere i danni per la moto e per noi, ma il turno si chiude con un deludente dodicesimo tempo su 18 partenti… non è proprio il risultato che ci aspettavamo.

Torno ai box e con i meccanici ci dedichiamo all’assetto della Gladius. Il monoammortizzatore viene riportato alle regolazioni come dalla tabella originale di partenza e così viene recuperata la geometria ideale della Gladius. Montiamo gomme nuove, regoliamo le pressioni e ci prepariamo per tentare di migliorare un po’ il tempo.
Parte senza sole con la minaccia della pioggia il secondo ed ultimo turno di ufficiali, per determinare la griglia di partenza. Lorenzo Segoni è inarrivabile, tutti quelli in lizza per il campionato provano a strappargli la pole ma non c’è nulla da fare. Stratosferico il suo miglior giro in 1’51"307, soprattutto se si pensa che il secondo in griglia si becca un secondo netto.
Nonostante le modifiche ed il miglioramento di tempo (sono sceso di un secondo) riesco a risalire solo di una posizione: sono undicesimo, ma il meteo più fresco fa migliorare tutti. La Gladius è tornata agile nei cambi direzione e precisa nei curvoni, questo mi fa ben sperare per la gara e mi tranquillizza.

DOMENICA, CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO
Domenica, la sveglia squilla alle sette, in piedi e pronti per prendere la via dell'autodromo.
Alle 9:40 ingresso in pista, siamo la seconda gara della giornata. La temperatura è ideale e tutto è stato preparato dalla sera prima. Restano da fare solo gli ultimi accorgimenti. Le termocoperte a temperatura, la pressione delle gomme riverificata a caldo e decisa con Gian Mario. Si scende dai cavalletti e si va in griglia.
Come detto, sono undicesimo e mi fermo alla terza posizione della terza fila. Il giro di allineamento mi conferma che tutto è ok. Sono onorati anche dalla presenza di un'umbrella girl, che mi protegge dal sole, come i piloti veri e con un sorriso smorza la tensione pre gara. Cerco la concentrazione giusta per affrontare i primi momenti di una gara quelli spesso cruciali. I minuti scorrono, veloci. La griglia si spopola, passa l’ultimo cartello che ci ricorda di verificare l'allacciatura del casco e via con la bandiera verde per il giro di ricognizione.
La procedura ci permette di provare anche una partenza, per sentire come stacca la frizione, ma senza esagerare. Il giro si completa con un passo abbastanza allegro, per tenere in temperatura i pneumatici.
Torno al mio posto, aspetto l'uscita dell'ufficiale di gara con la bandiera rossa, controllo il semaforo e via allo spegnimento del rosso!
Negli istanti prima dello spegnimento non sento e non vedo nulla, che non sia nel raggio di qualche metro. Il rosso si accende, sale sordo il rumore delle moto in griglia e VIA, partiti! Le traiettorie e le differenze in partenza sono notevoli, si rischia ad ogni minimo spostamento il contatto con gli avversari (facile criticare quando si è davanti la televisione). Le prime curve scorrono veloci e all'arrivo della curva Quercia il primo incidente che vede coinvolti due piloti, sembra però nulla di grave, schivo i detriti e si continua. Siamo all'uscita del tramonto e si vede già netto sul rettilineo quello che sarà il proseguo della gara... i primi cinque tutti all'inseguimento del poleman Lorenzo Segoni, mentre noi nel secondo gruppo a lottare per le posizioni subito dopo. La gara di 10 giri è lunga e la moto non è ancora perfettamente a posto di setting come vorrei, e quindi mi conviene non esagerare, visto che meglio non si può fare. Mi accodo al gruppetto degli inseguitori e faccio riferimento a chi mi precede, che battagliando mi permette di vedere dove sferrare un possibile attacco per le battute finali. Proprio a due giri dal termine e prima della Curva del Carro i due davanti a me si toccano, vanno lunghi e mi infilo. Cerco di amministrare il poco vantaggio che mi è stato regalato. Le ultime curve, però, mi fanno sentire e vedere che la scia ha permesso ai due di recuperare in un giro e mezzo il distacco. Mi oppongo al primo tentativo, riesco a sventare anche il secondo, ma nulla posso fare al terzo attacco all'ultima curva prima del traguardo. Spero nella migliore traiettoria a mio favore e, come Dovizioso su Rossi, rimango lungo la linea d'uscita dell'ultima curva nella speranza che la minor strada percorsa e la migliore uscita mi permettano di tagliare per primo il traguardo. Invece no, neanche un colpo di reni mi ha consentito di colmare il gap di 0,069 s sulla linea del traguardo. Siamo arrivati davvero in volata, e tutto sommato, se pensiamo a come è partito il weekend, l’ottava posizione non è poi da buttar via.

Bella emozione, rientro facendo il giro d'onore mi complimento con il mio rivale e già nel parco chiuso siamo tutti a raccontarci come sono andate le nostre prestazioni, ma tutti ugualmente contenti di aver raggiunto il traguardo e aver vissuto un'altra bella competizione.
Ci si complimenta anche con i primi, che solo dopo sappiamo essere stati nell'ordine, Lorenzo Segoni, Eric Marangon (giro veloce in gara, sul traguardo) e Gianluca Donati. Si finisce con i saluti nel paddock e l'arrivederci alla prossima volta.
Un sentito ringraziamento va anche alla Suzuki Italia per l’invito e per la perfetta organizzazione della Gladius Cup 2011.



Autore: Elvio Menegaz

Tag: Sport , bicilindriche , 600 , pista , curiosità , gomme , tecnica , gare , autodromi , piloti , sospensioni , coppa italia


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