Tecnica

pubblicato il 5 luglio 2011

BMW Motorrad Innovation Day 2011

Futuro in tre mosse per BMW: E-Scooter, Connected Ride e Dynamic Damping Control

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Lo scorso venerdì siamo volati a Monaco di Baviera per assistere al BMW Motorrad Innovation Day 2011. Ci scusiamo con i lettori se durante quella giornata, la Husqvarna Nuda 900 R ha un po’ rubato la scena alle altre novità del BMW Group; di conseguenza eccoci qui a mostrarvi quale sia la visione del futuro a due ruote per la Casa bavarese.

CHRISTIAN LANDERL:
IL FUTURO E’ ELETTRICO

Il benvenuto a Monaco spetta ovviamente a Christian Landerl Executive Vice President Development and Model Lines di BMW Motorrad. Il presidente ha chiarito fin da subito che il futuro della mobilità urbana sarà elettrico e ha dipinto uno scenario delle nostre città che vedranno sempre più scooter in circolazione a salvarci dall’immobilismo automobilistico.
La moto, purtroppo, conterà in futuro per il 2/3% del parco veicolistico circolante, ma in città gli scooter saranno importantissimi e, sostiene Landerl: "Noi pensiamo che i prodotti oggi sul mercato non abbiano le caratteristiche giuste per sopravvivere in futuro, mentre noi vogliamo che il nostro abbia prestazioni al di là dei modelli attuali.
Il vantaggio competitivo di BMW è di avere la possibilità di attingere all’esperienza del BMW Group nel campo auto e quindi le opportunità di lavorare sinergicamente sono tantissime"
.

Landerl è sceso poi nel dettaglio del mercato motociclistico, confermando che, nonostante le vendite globali siano ancora in netta crisi, e non si vedano segni evidenti di ripresa, la Bmw ha fatto segnare invece il miglior primo quadrimestre in assoluto con +7,3% in più e 48.750 moto vendute a maggio. L’obiettivo 2011 è di raggiungere la soglia di 102.500 moto.
In particolare il Vice Presidente ha confermato che i nuovi modelli 2011 hanno ricevuto il consenso che si aspettavano e in particolare la nuova BMW K 1600 GT ha venduto oltre le più rosee aspettative.

BMW E-SCOOTER
Chi si aspettava di vedere a Monaco la versione definitiva dello scooter C-Concept, è rimasto deluso, perché la BMW ha fatto un ulteriore passo in avanti dedicandosi allo sviluppo della futura versione elettrica.
Volendo leggere tra le righe, le parole dei vertici di BMW servivano a chiarire quali saranno le linee guida del progetto scooter, cogliendo l’occasione per far vedere di sfuggita il prototipo marciante e dichiarare, altrettanto rapidamente che il corrispondente modello a motore termico sarà presentato all’Eicma 2011 e che avrà due diverse versioni, mentre per l’elettrico bisognerà aspettare ancora un paio d’anni.

La parola passa a Christian Ebner che dell’E-Scooter è Project Manager, il quale sostiene che: "Il mercato dei veicoli elettrici è fatto da un lato dagli scooter attuali che nella maggior parte sono prodotti nel far east e hanno prestazioni scarsissime. D’altra parte, sul fronte automobilistico, si vede lo sviluppo delle auto elettriche che sono abbastanza evolute, ma il principale limite alla loro diffusione è che richiedono tantissimo spazio per la ricarica, a differenza degli scooter. Tra questi due estremi c’è un gran vuoto che BMW vuole riempire.
Il veicolo ecologico del futuro deve essere a emissioni zero, deve offrire una autonomia sufficiente di almeno 100 km, la sua velocità massima deve essere elevata per andare in autostrada, e il prezzo deve essere interessante.
Abbiamo iniziato questo sviluppo in fase prototipale per capire quali fossero i problemi tecnici da risolvere e per avere una stima precisa dei costi di sviluppo e del prodotto. Quindi abbiamo fatto due prototipi: il primo era molto ingombrante e grossolano, ma il secondo è già molto più compatto e pesa grossomodo la metà del primo, e lo potete vedere qui oggi"
.

Il BMW E-Scooter avrà un pacco batterie al Li-Ion con 96 celle che in totale alimenteranno il veicolo ad una tensione di 300/400 Volt.
Data l’elevata tensione in gioco (le correnti saranno di conseguenza molto intense), è stato necessario progettare per l’E-Scooter degli idonei sistemi di sicurezza legati a tre aspetti.
Il primo è legato all’alta tensione di alimentazione che impone regole ben precise tra cui quella di evidenziare in arancione tutti i cavi elettrici in alta tensione, caratteristica che attualmente nessun elettrico sul mercato rispetta.
Il secondo aspetto è quello legato alla sicurezza funzionale. Per chi non ha fatto studi ingegneristici, un ride by wire è semplicemente un comando del gas da cui escono dei fili elettrici, ma per chi deve farlo funzionare in sicurezza è un oggetto di una complessità davvero elevata.

Sarà impossibile, ma proviamo a spiegare in due righe cosa è un Sistema di Controllo. Ogni sistema elettronico, ma anche un meccanismo, un attuatore o un processo tecnologico in generale può essere soggetto ad avere un comportamento stabile o meno. La teoria dei sistemi automatici di controllo si occupa di studiare ogni possibile evento possa manifestarsi, connesso al sistema in esame, e indagare sulla sua stabilità in esercizio.
Detta così potrebbe sembrare una sciocchezza, ma invece lo sviluppo di un sistema sicuro richiede tantissime analisi e prove, e di eliminare tutte le possibili fonti di errore. Ciò impone la stesura di capitolati davvero rilevanti, e ciò richiede tempo.

Il terzo aspetto di sicurezza è quello legato all’uso del Litio nelle batterie. Sfortunatamente allo stato attuale non siamo in grado di sapere come tra 10 o 12 anni si potranno smaltire queste pile, e quindi BMW è fortemente impegnata nello studio della chimica delle batterie per ridurre il più possibile l’impatto ambientale nel futuro.

I dati tecnici diramati sull’E-Scooter sono molto pochi, quindi non siamo in grado di dichiarare neanche la potenza installata, ma BMW sostiene che lo scooter avrà accelerazione paragonabile a quella di un 600 attuale, che l’autonomia sarà di oltre 100 km e che il tempo di ricarica completo del pacco batterie sarà di sole 3 ore.
Ovviamente, come già accadeva in passato con l’unico maxi scooter elettrico che si sia affermato sul mercato, il Vectrix, è previsto un sistema di controllo della temperatura del pacco batterie, che monitora anche l’autonomia e la potenza erogabile. Il raffreddamento è ad aria forzata con due livelli di intervento che operano in maniera sequenziale, mentre motore ed elettronica saranno raffreddati a liquido.

Al momento non è stato dichiarato più di quanto avete appena letto, a cui possiamo solo aggiungere che, a nostro avviso, il prototipo mostrato a Monaco era ancora abbastanza lontano dall’industrializzazione.

BMW CONNECTED RIDE
BMW Connected Ride è un programma che potrebbe riassumere in sé un po’ tutta l’evoluzione tecnica che ha visto il marchio Bavarese protagonista negli ultimi vent’anni.
In BMW ci tengono a ricordare che sono stati i primi ad applicare l’ABS alle moto e che anche l’ASC è stato il primo controllo di stabilità immesso sul mercato. La Casa dell’Elica si fregia poi di aver impiegato per prima i fari allo xeno, apparsi nel 2005 sulla K 1300 GT.
In tempi più recenti sono stati lanciati altri importanti ausili alla guida tra cui il DTC (Dynamic Traction Control, che è l’evoluzione dell’ASC).
Sulla BMW K 1600 GT, inoltre, è stato introdotto il sistema BMW Adaptive Light Control, che migliora la visibilità notturna e proprio su questa moto sono allo studio altri importanti ausili.

Il primo è l’eCall/ACN (Automatic Collision Notificator). L’impianto deriva da quello già utilizzato sulle auto BMW e si occupa di identificare un eventuale incidente e far partire automaticamente una chiamata al Callcenter BMW che comprende anche i dati di localizzazione GPS del veicolo. Il Callcenter si metterà quindi subito in contatto con la moto comunicando con il pilota (che potrebbe essere a terra a distanza dalla moto) attraverso gli altoparlanti dell’impianto stereo.
Ovviamente il sistema può essere anche attivato dal pilota che voglia chiamare i soccorsi in caso assistesse a un incidente senza esserne coinvolto.

Un’altra innovazione allo studio è il sistema di informazione e di assistenza attiva al pilota tramite telecamera.
Anche in questo caso si tratta di uno strumento mutuato dal mondo auto che, attraverso una telecamera fissata sul cupolino di una K 1600 GTL, è in grado di leggere e interpretare i segnali stradali informando il pilota su eventuali contravvenzioni al codice della strada, ma anche individuare ostacoli sulla carreggiata.
Il Collision Warning è in grado di monitorare quindi anche la distanza dal veicolo che precede avvisando il pilota in caso di rischio.
In caso di pericolo il sistema avvisa il pilota con degli allarmi acustici ma può anche rendere più visibile l’ostacolo illuminandolo o predisporre l’impianto frenante all’emergenza, ma anche rendere la motocicletta più visibile dall’esterno, accendendo le quattro frecce.

Oltre a tutto ciò, il Connected Ride si prefigge in futuro l’obiettivo di informare il pilota su cose che ancora non si vedono. In pratica l’obiettivo è di avere un sistema di comunicazione tra veicoli in circolazione in modo da poter identificare possibili collisioni. In pratica il Connected Ride portebbe avvisare del sopraggiungere di una vettura in un incrocio nascosto alla vista, o avvisare se qualcuno sta per eseguire una svolta a sinistra non consentita invadendo la carreggiata altrui e via dicendo.

Questo ultimo sistema è ancora in una fase progettuale meno avanzata, mentre gli altri citati potrebbero entrare in produzione nelle prossime stagioni.

BMW DYNAMIC DAMPING CONTROL
Se il BMW Connected Ride è ancora un po’ lontano dal raggiungere le nostre moto, di sicuro il DDC è invece quasi pronto per la produzione.
L’acronimo sta per Dynamic Damping Control e costituisce l’evoluzione del già noto sistema di regolazione elettronica delle sospensioni ESA II.
L’impianto permette di variare istante per istante la frenatura idraulica delle sospensioni e pertanto viene definito da BMW "Semi Attivo". In pratica, il DDC modifica il freno idraulico delle sospensioni in funzione delle diverse condizioni di guida della moto.
Ad esempio in accelerazione viene incrementato il freno idraulico dell’ammortizzatore posteriore, mentre in frenata il sistema agisce sull’anteriore.
Il DDC funziona anche in curva, utilizzando i valori di inclinazione forniti dalla sensor box del Traction Control per aumentare la frenatura idraulica a centro curva e diminuirla nella marcia in rettilineo per migliorare il Comfort.
Il DDC utilizza i segnali che vengono scambiati tra le varie centraline di bordo attraverso la linea Can per determinare il corretto grado di frenatura idraulica istante per istante. I segnali arrivano quindi dall’ABS, dal cruscotto, dalla centralina di controllo motore, dalla sensor box, ai quali si aggiungono quelli in arrivo dai sensori angolari di corsa delle sospensioni che compaiono per la prima volta (in realtà già presenti sulla K 1600 GT per via del fanale allo Xeno).

Insomma, per la BMW chiavi e cacciaviti per regolare le sospensioni sono ormai strumenti del passato, e il futuro è il DDC.

Non è stato ancora dichiarato quando il DDC sarà pronto per entrare in commercio, ma per quanto abbiamo avuto modo di vedere, non è peregrino pensare che potrebbe diventare un optional disponibile sui model year 2012.


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Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Tecnica , bicilindriche , quadricilindriche , scooter , curiosità , saloni , anticipazioni , protezioni , tecnica , turismo , tecnologia , concept , sicurezza , emissioni zero , lavoro , sospensioni , eicma 2011


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