Test

pubblicato il 29 giugno 2011

Nuovo Aprilia Scarabeo 125/200ie - TEST

Bello e... possibile. E la storia continua

Nuovo Aprilia Scarabeo 125/200ie - TEST
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 1
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 2
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 3
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 4
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 5
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto dinamiche - anteprima 6

Lo Scarabeo by Aprilia, caratterizzato da una linea inconfondibile sin dall’anno della sua nascita, il 1993 (ma l’idea è del 1990), è andato rinnovandosi di stagione in stagione. Offerto in diverse cilindrate, l’ultimo modello da noi provato è un "entry level" di lusso della gamma Scarabeo. Best seller nel settore degli scooter a ruota alta, può vantare la bellezza di 750.000 unità prodotte.

Location della prova di questo nuovo scooter, la Toscana, più precisamente tra il lungomare di Viareggio e Pietrasanta, dove abbiamo avuto una breve presa di contatto con lo scooter di Noale, che è stato oggetto di un rinnovamento tecnico e soprattutto estetico, garantendo però, quella particolare identità stilistica che lo ha portato al trionfo di vendite. Design raffinato, praticità e prestazioni brillanti, il tutto offerto ad un prezzo adeguato (3.050 euro per il 125, e 3.210 euro per il 200), sono le sue carte vincenti, per un mezzo "sdoppiato" nella cilindrata (125 e 200), ma uguale nell’estetica e negli allestimenti tecnici. Abbiamo provato per voi la versione più gettonata, il 200; vediamo come è fatto e come va.

DESIGN UNICO
Il rinnovamento più importante dello Scarabeo riguarda il design. Nella parte anteriore è stato rivisto lo scudo, dove la griglia si presenta ora è ovale, forma che richiama il family feeling della famiglia Scarabeo. Gli indicatori di direzione anteriori sono stati spostati "sotto" al manubrio, in modo da essere più visibili, e di conseguenza la copertura del manubrio è stata rivista (prima erano installati su questi). Gli specchietti sono ora più curati, grazie alla cromatura. Il parafango anteriore è stato rimodellato: ora è presente una scanalatura che oltre ad offrire un design più ricercato, contribuisce all’ottimizzazione del flusso d’aria verso il radiatore. Nella vista laterale non si può non notare l’ovale sulla fiancata con la scritta cromata "Scarabeo", caratteristica comune a tutta la gamma Scarabeo.

La coda è stata rivista, soprattutto nelle forme delle fanale, ora "alleggerito". La sella è nuova, sdoppiata, e composta di una nuova schiumatura interna che contribuisce ad aumentare il comfort. Per aumentare quest’ultimo, di serie troviamo anche il parabrezza (solidale allo sterzo). La pedana è piatta, ed insieme al portapacchi in alluminio e al vano sottosella, permette di aumentare la capacità di carico.
La strumentazione è analogico/digitale, ed offre un computer di bordo comandabile tramite un pulsante sito sul manubrio a destra. Chiudiamo con il cavalletto, centrale, studiato per issare lo scooter su questi con un movimento più leggero ed intuitivo.
Sei le colorazioni disponibili, Nero Aprilia, Bianco Flair, Silver Crowd, Blu Couture, Rosa Silk e Rosso Luxury.

MOTORE: DOPPIA MAPPA
Sia il 125 che il 200 sono equipaggiati con un monocilindrico raffreddato a liquido con distribuzione a quattro valvole con doppio albero a camme in testa. Il 125 (124 cc effettivi) ha misure di alesaggio e corsa di 58 mm x 47 mm, ed eroga 14,3 CV a 9.750 giri/min ed una coppia di 11 Nm a 7.750 giri/min, mentre il 200 (181 cc) vede come quote vitali 63 mm x 58 mm, e sprigiona 19 CV a 9.000 giri/min, ed una coppia di 17,1 Nm a 7.000 giri/min. Ma oltre alle prestazioni si è pensato anche ai consumi, infatti, ora l’utente può scegliere tra due mappature: Eco e Sport. La prima riduce i consumi fino al 7%, mentre la seconda offre il massimo delle prestazioni.

CICLISTICA: MASSIMO FEELING
I tecnici Aprilia hanno cercato di offrire facilità di guida, ed allo stesso tempo performance e sicurezza. Il telaio è in tubi d’acciaio, che lavora in simbiosi con una forcella telescopica idraulica con steli da 35 mm di diametro, mentre al posteriore troviamo il gruppo motore-trasmissione, coadiuvato da un braccio secondario in alluminio che assorbe gli impatti grazie a due ammortizzatori regolabili nel precarico (quattro posizioni). I cerchi sono a cinque razze, da 16", ed ospitano dei pneumatici Michelin con misure 100/80 all’anteriore e 120/80 al posteriore. La frenata è integrale, e si compone di un disco da 260 mm all’anteriore con pinza flottante a triplo pistoncino, e da 220 mm al posteriore con pinza fissa a due pistoncini contrapposti. La lunghezza è di 2.025 mm, mentre l’altezza sella è di 810 mm. 7,5 litri la capacità del serbatoio.

COME VA NEL PRIMO CONTATTO
Il nuovo Scarabeo è veramente ben fatto: curato in ogni particolare, ha plastiche di qualità e ben accostate. Le linee sono molto piacevoli all’occhio, e sono particolarmente eleganti. La posizione di guida è perfetta, comoda, e la sella è ampia con la schiena è rilassata. Tutti i comandi al manubrio, leve e pulsanti, sono posizionate al posto giusto. La pedana offre il corretto spazio per mettere una borsa da palestra o la spesa, ma sarebbe piacevole avere la possibilità di spostare i piedi leggermente più avanti per i più alti di statura, in modo da non avere le gambe troppo chiuse. Dietro lo scudo c’è un vano portaoggetti, che però è veramente piccolo ed offre lo spazio giusto per il cellulare ed il portafogli. Issare lo scooter sul cavalletto centrale è facilissimo, peccato però che manchi quello laterale, comodo quando ci si ferma per pochi istanti e non si vuole fare lo "sforzo" di metter lo scooter sul centrale.

Il motore prende vita appena sfiorato il pulsante di accensione, e fa vibrare un po’ troppo lo scooter da fermo, cosa che invece non è per nulla presente in movimento. Lo Scarabeo offre una buona accelerazione, con il propulsore che "spinge" fino ai 100 Km/h di strumento senza cali, per poi continuare a salire con meno verve. Buona la ripresa, ma ottima è la trasmissione, silenziosa e per nulla brusca. Buona la frenata, azionando la leva del freno posteriore, si da pressione anche ad uno dei pistoncini della pinza anteriore, in modo dà assicurare una frenata più "completa" e garantire più stabilità. L’anteriore "completa" il tutto, donando potenza sufficiente a far rallentare lo scooter in spazi brevi.
Pregevole il comportamento delle sospensioni, che filtrano le asperità dell’asfalto e garantiscono la corretta stabilità del mezzo. Il parabrezza assicura poi la corretta protezione aerodinamica, il pilota è protetto fin quasi alle spalle, mentre gambe e piedi sono prive di turbolenze. Intelligenti i due piccoli deflettori sulla pedana, che "tolgono" aria ai piedi.
Infine il prezzo di 3.210 euro per il 200 cc, risulta essere molto competitivo rispetto ai competitor, a ulteriore conferma della maturità raggiunta da questa icona della mobilità urbana.

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco Nolan
Giacca Alpinestars
Guanti Dainese

freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 1
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 2
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 3
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 4
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 5
  • Aprilia Scarabeo 125/200 - Foto statiche - anteprima 6

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Test , monocilindriche , scooter , test


Top