Test

pubblicato il 20 giugno 2011

KTM 990 SM T ABS 2011 - PROVA

Quando il turismo diventa... sportivo!

KTM 990 SM T ABS 2011 - PROVA
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 1
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 2
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 3
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 4
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 5
  • KTM 990 SM T - Foto dinamiche e statiche - anteprima 6

Esagerare, almeno su strada, non serve: un centinaio di cavalli vanno più che bene e se a questi aggiungiamo una buona ciclistica, una posizione in sella comoda e un look che attira gli sguardi al semaforo allora tutto torna. Pensando a KTM e alla sua performante gamma, il mezzo che oggi reincarna queste doti, ma strizzando l'occhio anche a un utilizzo turistico, è la 990 SM T. Disponibile in tre colorazioni - bianca e nera, arancione e nera, e full black - l'austriaca tuttofare costa 13.000 euro in versione con ABS, un prezzo che la mette in concorrenza con altre blasonate concorrenti, collocandola al di sotto dei 14.800 euro necessari per la Ducati Multistrada 1200 e poco sopra gli 11.800 euro della Triumph Tiger 1050 ABS.

LC8 PER IL TURISMO
Il propulsore è il noto e leggero bicilindrico a V di 75° LC8 da 999 cc (58 Kg) con misure vitali di 101 x 62,4 mm, raffreddato a liquido e che sviluppa 116 CV a 9.000 giri/min ed una coppia massima di 97 Nm a 7.000 giri/min. Il cambio è a sei marce con la frizione a dischi multipli in bagno d'olio azionata idraulicamente.
Per la ciclistica troviamo un telaio a traliccio composto da tubi d'acciaio in cromo molibdeno, verniciato a polvere che "lavora" con un reparto sospensioni WP. La forcella è una upside-down con steli da 48 mm con escursione di 160 mm, e al posteriore trova spazio un monoammortizzatore privo di leveraggi (PDS) con escursione di 180 mm, entrambi pluriregolabili. Al reparto freni, tutto Brembo, abbiamo all’anteriore una coppia di pinze radiali fisse a quattro pistoncini con dischi semiflottanti, mentre al posteriore una pinza singola a due pistoncini con disco fisso. 305 mm la misura dei dischi davanti e 240 mm dietro, montati su ruote da 17" con misure di 120/70 all’anteriore (canale da 3,50) e 180/55 (canale da 5,50).
Il peso della moto è di 198 Kg, in cui è incluso l’ABS Bosch 9+, il migliore sul mercato che, include centralina e modulatore (532 grammi), tubi e cavi vari. L’avancorsa è di 180 mm mentre l’altezza della sella è di 860 mm. Il serbatoio, infine, è da 19 litri.

SPARTANA MA CURATA
Che è una KTM lo si capisce subito infatti, anche su questa 990 SM T, c’è molto di questo del dna race della Casa di Mattighofen: le sospensioni regolabili, le leve dei pedali con quella del freno zigrinata, come lo sono del resto le pedane (dotate però di gommini asportabili), un display analogico/digitale piccolissimo… tutto però curato alla perfezione. Particolari come il tubo di sfiato del tappo del serbatoio della benzina, i cavi nascosti ove possibile e di qualità, la pompa freno posteriore con il serbatoio integrato, la presa da 12 V al cruscotto e molto altro ancora. Il sottosella può poi ospitare tranquillamente un bloccadisco e qualche altro piccolo oggetto.

Da fermi sono sicuramente due i difetti che più si fanno notare: il primo di minore entità, il pulsante di emergenza (hazard o "quattro frecce"), sito sul cockpit, a sinistra, che costringe a togliere le mani dal manubrio quando se ne richiede l’accensione. Se si ha bisogno di attivare i quattro indicatori di direzione e si sta frenando di certo non si vanno a staccare le mani dal manubrio. Al contrario però, a moto spenta c’è la possibilità di azionarli comunque per qualche secondo prima che la moto tolga elettricità del tutto.
La pecca più importante che riguarda la strumentazione è, invece, la mancanza dell’indicatore del carburante, una carenza inammissibile su una moto di questa tipologia, destinata al turismo. La spia della riserva e il "fuel trip" non sono sufficienti.

QUEL SAPORE DI ENDURO
Nonostante la KTM 990 SM T derivi dalla versione sportiva SM, la posizione di guida è molto più vicina a quella di una grossa enduro che non a quella di un motard. I meno alti faticheranno a toccare l’asfalto con i piedi, cosa che nelle manovre da fermo complica un poco le cose. Bisogna dire però che le braccia sono ben distese e vanno a poggiare sul manubrio dove troviamo le leve di frizione e freno, entrambe regolabili. La schiena sta dritta, ed il fondoschiena poggia su una sella abbastanza larga ma non troppo imbottita, particolare che però permette di "sentire" di più la moto. Posizione perfetta per le gambe, piegate il giusto ma che all’occorrenza possono spingere sulle pedane. Anche la posizione del passeggero è azzeccata, e le due maniglie posteriori svolgono perfettamente il loro dovere.

Il propulsore prende vita appena si schiaccia il pulsante rosso, e fa vibrare leggermente la moto. La rumorosità meccanica si fa sentire, si avverte che è un motore con caratteristiche sportive. La leva della frizione è morbidissima, e sorprende anche il cambio, poco rumoroso e preciso nell’innesto. Dopo pochi metri è subito feeling, la moto fa ciò che vogliamo. In città è divertentissima, è come avere un motard "anabolizzato". L’importante è però non andare sotto i 3.000 giri/min indicati con le marce alte, perché il propulsore (che però non rifiuta nulla) fatica e vibra molto. E’ proprio nel centro urbano che scopriamo un grosso difetto: il motore scalda veramente troppo, la ventola di raffreddamento del radiatore è praticamente sempre in funzione ed il pilota è investito, soprattutto sulle gambe, dal calore emanato dal cilindro posteriore, difetto spesso comune ai motori a V di grossa cilindrata.
In città si ha sempre tutto sotto controllo, grazie a freni pronti e coadiuvati da un sistema di antibloccaggio che all’anteriore risulta perfetto. Anche al posteriore lavora bene, ma va da sé che essendo molto alta la moto a causa di sospensioni molto lunghe, quando si frena si presenta un forte trasferimento di carico verso l’anteriore. Conseguenza, la ruota posteriore perde grip e l’ABS entra in funzione. Forcella e mono però, assorbono tutto, buche, tombini, e si va su un binario, non si desidera di più.

Il vero territorio della 990 SM T è però l’extraurbano. E’ qui che si dimenticano i difetti sopracitati, e si gode della spinta del motore. Il sottocoppia, tra i 4.000 giri/min e i 6.500 giri/min, porta fuori dalle curve, anche se si ha il passeggero. Oltre i 6.500 giri/min la spinta aumenta, e la moto regala grandi soddisfazioni. I freni sono potentissimi e modulabilissimi, non si vuole di più. Anche il posteriore, consente di chiudere le curve quando si entra troppo forti. Tolto l’ABS poi si "gioca", inserendo la moto leggermente in slide come mai si penserebbe. Le sospensioni filtrano tutto, confortevoli in autostrada, non cedevoli quando si spinge. Inoltre, essendo pluriregolabili, se si vuole alzare il ritmo di più basta "chiudere" i registri. Questi poi sono molto sensibili, si "sente" ogni click, con il risultato che ci si può cucire la moto addosso. Se ci fosse anche il pomello della regolazione del precarico molla esterno, sarebbe perfetto (c’è però nel catalogo Powerparts). Dello stesso catalogo fanno poi parte le borse semirigide che vedete in questo servizio, comodissime e dotate di una copertina waterproof.

La protezione aerodinamica è migliorabile. Bene le gambe, ma oltre i 130 orari di strumento il casco subisce diverse turbolenze. Una citazione dobbiamo farla per quanto riguarda i consumi. La moto è un po' assetata di benzina, cosa che se sul modello Supermoto è trascurabile, qui ha il suo peso. Su una moto da turismo i consumi diventano un fattore determinante; la 990 SM T fatica ad andare oltre i 15/17 km/l, mentre tra le curve i consumi si attestano sui 10/12 km/l se ci si fa prendere la mano. Vero è che però il propulsore regala emozioni e sensazioni da supersportiva!

La KTM 990 SM T è dunque una moto che definire divertente è poco. E’ un oggetto di quelli che ogni motociclista vorrebbe in garage. Semplicemente perfetta tra i tornanti di montagna e con un design unico fatto di spigoli e linee taglienti. Giusto il prezzo, peccato solo per piccoli difetti che fanno storcere il naso. Chi compra questa KTM è comunque un cliente che cerca sportività. Volete… "eccitarvi"? Andate a staccare l’assegno in concessionaria, con il look che si ritrova la riconoscerete subito!

CI PIACE
- Propulsore
- Ciclistica
- Freni

NON CI PIACE
- Mancanza indicatore livello carburante
- Calore dal motore
- Consumi elevati

In questo test abbiamo utilizzato:
Casco Shark Vision R
Giacca, pantaloni e stivali Dainese
Guanti

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Test , bicilindriche , 1000 , supermoto , test , turismo , prove


Top