Test

pubblicato il 14 giugno 2011

LML Star 200 4T - TEST

Cresce il fenomeno LML. Presentata la nuova Star 200 cc, in vendita a luglio a 2.670 euro

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Nel variegato mercato motociclistico odierno convivono realtà diversissime tra loro, perché molteplici sono le esigenze della clientela e altrettanti sono i gusti di chi si approccia all’acquisto di una due ruote.
E’ per questo che si creano spazi commerciali per veicoli dalle caratteristiche più disparate, che a volte possono diventare un reale fenomeno di moda, e le aziende che li propongono possono assurgere a vero e proprio case study a livello marketing.

E’ questo il caso della LML Italia azienda con sede alle porte di Caserta che, in pochi anni si è trasformata da consolidata concessionaria plurimarche di motociclette a distributore europeo della LML India.
Il rapporto tra la famiglia Valentino e la LML India è iniziato nel 2008, anno in cui è iniziata la distribuzione della Star, venduta in 800 pezzi, ed ha portato in breve tempo l’azienda campana a diventare un distributore a livello internazionale. Le vendite Italia sono cresciute nel 2009, con 1500 pezzi, per fare il balzo nel 2010 con 4.100 unità consegnate. Il 2011 si è aperto bene per la LML che, nei primi cinque mesi dell’anno ha già piazzato oltre 2500 Star.
Ma dov’è il segreto del successo commerciale della LML Star?

VINTAGE MARKETING
A ben guardare, il successo della LML Star è arrivato grazie ad un mix di fattori che si sono messi in sinergia tra cui il prodotto giusto, il giusto prezzo e il marketing intelligente che è stato creato attorno al veicolo.
Il prodotto ha aiutato perché in tempi di crisi come quelli attuali, uno scooter in lamiera porta con sé un’immagine più robusta e affidabile rispetto a un analogo prodotto costruito nel far east, ma con carrozzeria in plastica. A ciò si è aggiunto l’innegabile fascino che alla Star deriva dagli "alti natali" di chi l’ha preceduta, che sicuramente ha aiutato lo scooter indiano ad avere un’immagine di qualità.
A ben guardare però, qualcosa ancora sfugge… Ma perché se lo scooter a cui la Star si ispira venne pensionato per far spazio a nuovi modelli certamente più moderni, la versione indiana ha avuto un successo tale che addirittura da qualche parte in Italia è stato rimesso in produzione il prodotto originario?

La risposta è nel marketing che LML ha studiato per la Star, fatto di accostamenti cromatici vintage, di un’accessoristica ben studiata, di un piano di garanzia che include l’assistenza stradale per un anno e, soprattutto, la possibilità di personalizzazione del veicolo.

Uno degli aspetti più interessanti della LML è a nostro avviso, infatti, il sistema di customizzazione denominato "Crea la tua Star". Sul sito aziendale www.lmlitalia.com è stato implementato un vero e proprio "configuratore" con il quale il cliente può scegliere tantissimi aspetti della propria Star, personalizzandola nei colori di ogni componente (non solo della carrozzeria, ma anche di ruote, mozzi, pinze freni etc.) e accessoriandola scegliendo nel nutrito catalogo di parti dedicate LML. Configurata la Star, scegliendo tra 75 diversi colori (a cui presto sarà possibile aggiungere la tinta a campione), il veicolo sarà consegnato entro 15 giorni.

La gamma Star è ampissima e per ogni modello sono previste varie versioni: 125, 150 e 151 cc sono vendute nelle edizioni: Classic, Glamour, Vintage, Prestige, GT, Mat Series, RS e Bicolor, mentre la nuova 200 4T è offerta nelle serie Classic, Glamour, Vintage e Prestige, ad un prezzo di lancio di 2.670 euro.

STAR 200 4T: PENSATA PER IL MERCATO EUROPEO
Pochi giorni addietro, la LML Italia ha lanciato l’ultima versione del popolare scooter, che raggiunge la cilindrata di 200 cc.
La crescita prestazionale, però, non è legata solo ad una maggior cilindrata, ma ad una generale riprogettazione del motore che ha comportato anche interessanti modifiche strutturali al veicolo.
Il monocilindrico quattro tempi è stato ridisegnato e prevede ora una struttura con un carter centrale a tunnel e due carter laterali, mentre i motori 125, 150 e 151 hanno i due semicarter centrali uniti verticalmente e due ulteriori carter laterali a chiudere la struttura.

I dati tecnici sono di alesaggio e corsa di 65,5 x 59,3 mm per una cilindrata di 199,89 cc; la distribuzione è comandata a catena ed è monoalbero in testa. Le valvole sono azionate tramite bilancieri e punterie a rullini, e il raffreddamento è, ovviamente, ad aria forzata. La lubrificazione è a carter umido e, per migliorare il raffreddamento della testata, il motore 200 cc si distingue per la tubazione olio esterna.
Il cambio è a quattro rapporti sempre in presa e la frizione è multidisco in bagno d’olio. La potenza erogata da questo motore è di 8,6 kW a 6.250 giri/min, sufficiente a spingere la Star 200 4T a 100 km/h con consumi fino a 50 km/l.
Il motore è alimentato a carburatore e prevede un sistema di immissione d’aria secondaria allo scarico denominato FAST (Flexible Air Suction Tecnology), che lo rende omologato Euro 3.
A partire dal mese di agosto, inoltre, la Star 200 4T verrà affiancata dalla sua versione ad iniezione elettronica, che potrà far affidamento a un impianto sviluppato in Italia (dalla Engines Engineering) e costruito con componentistica italiana (Magneti Marelli, Ducati Energia etc.)

Anche la ciclistica è cambiata, rispetto ai modelli Star 2T, poiché il nuovo propulsore ha portato con sé alcune modifiche (comuni a tutte le Star 4T). La parte posteriore del telaio, infatti, non è più portante come una volta, ma è una cover in acciaio che copre un sottotelaio in tubi d’acciaio elettrosaldati che si prolungano fin sotto alla pedana e che sostengono motore e ammortizzatori posteriori.
Così facendo, e grazie ai nuovi carter motore più corti rispetto ai modelli 2T, è stato possibile interporre tra motore e telaio una bielletta e dei silent block per isolare il telaio dalle vibrazioni del monocilindrico. Questa modifica ha portato con sé anche la possibilità di montare il motore più centrato nel telaio, migliorando la stabilità del mezzo. Il resto della ciclistica è quella ben nota con sospensione anteriore con ruota a sbalzo, freno a disco davanti e ruote intercambiabili.

La Star 200 4T porta con sé anche altre novità a livello estetico tra cui un nuovo faro con parabola ridisegnata che migliora la visibilità, nuove frecce anteriori e posteriori con lente trasparente, manopole cromate di serie, nuovo cruscotto che include ora la spia del folle e quella dello Stop, per evitare di viaggiare con il piede appoggiato sul pedale. Anche la sella è stata ridisegnata ed è più confortevole e nuovo è lo stop posteriore potenziato e catarifrangente posizionato in basso sul paraspruzzi.

IN SELLA: BRIOSA SENZA FRETTA
Chiunque abbia più di trent’anni, salendo in sella alla Star avrà una piacevole sensazione di deja-vu, per via della parentela con la famosa cugina Italiana. Dopo tanti anni di scooteroni monomarcia però, l’approccio iniziale con la Star non è dei migliori.
Bisogna riprendere in mano frizione e cambio come una volta, ricordarsi di frenare con il piede oltre che con la mano e via dicendo.

I primi metri sono quindi dedicati a riprender confidenza con una conduzione d’altri tempi, fatta di sfrizionate al semaforo e scalate in discesa cui non eravamo più abituati.
Dopo pochi chilometri però, si inizia a fare amicizia con l’agilità della Star, che a bassa velocità è davvero buona, merito anche delle ruote di sezione ridotta. Presa la mano si può sgusciare nel traffico agilmente contando sulla buona ripresa offerta dal cambio meccanico, ma ricordando sempre che la potenza frenante non è a livello dei più performanti scooter attuali.
In velocità la stabilità è buona e il nuovo sistema di fissaggio del motore ha migliorato il rendimento del retrotreno e la direzionalità. Il fatto che il motore sia più interno, poi, ha stabilizzato il veicolo anche in frenata.

Sfortunatamente il nostro test con la Star 200 è stato una vera e propria presa di contatto di pochi chilometri, di conseguenza abbiamo già chiesto alla LML Italia di concederci un esemplare del 200 in prova con il quale approfondire la nostra prova.
Rimanete in contatto con Omnimoto.it!

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Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , monocilindriche , strada , scooter , accessori , curiosità , vintage


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