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pubblicato il 23 maggio 2011

Esclusivo: Elettra, la Rondine a emissioni zero

Presentata all'Ara Pacis la prima moto elettrica di Rondine Motor

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Rondine Motor è un marchio che negli ultimi anni si è fatto conoscere per un progetto di moto assolutamente innovativo: la Rondine RRV1, una esoterica moto da corsa realizzata con un telaio in lega leggera interamente ricavato dal pieno i cui componenti sono incollati con tecniche aeronautiche.
Chi scrive ha avuto l’onore di essere stato il primo giornalista a testare in pista quel gioiello e ha avuto anche la fortuna di seguirne da vicino la gestazione, fin dalla realizzazione del primissimo mock up in legno e clay.

La Rondine Motor, però, non ha certo fermato i suoi progetti alla RRV1, che per la engineering romana è stata il simbolo della rinascita del marchio, ma è andata avanti, e non poco.

ELETTRA: L’ELETTRICA ITALIANA
In un momento storico in cui la propulsione elettrica sta rapidamente imponendosi all’attenzione delle cronache, con proposte che si moltiplicano sempre più, l’Italia sembra dormire un po’ sugli allori. Nulla di più sbagliato, perché chi segue OmniMoto.it saprà benissimo che una delle moto che corre (e vince) nel Fim e-Power è la nostrana e-CRP e che anche la ben nota Brammo, costruita nell’Oregon, utilizza componentistica tutta italiana.
A queste si aggiunge oggi la Elettra agile nuda progettata e costruita dalla Rondine Motor.
Elettra nasce con un progetto ad elevata modularità, in modo da potersi adattare a esigenze diverse. Il suo telaio si compone di un unico tubo di grande sezione in acciaio che percorre la moto longitudinalmente, al quale si avvita un traliccio in tubi (quello rosso nelle foto, mentre il tubo principale non è visibile) che sostiene motore e pacco batterie.
La ciclistica è realizzata all’insegna della leggerezza e semplicità, con forcella anteriore a steli rovesciati Paioli, sospensione posteriore in profilato d’acciaio con ammortizzatore diretto, e ruote in lega leggera.
Il motore elettrico attualmente installato è da 13 kW e il pacco batterie agli ioni di litio consente un’autonomia che al momento è di 60 km, ma crescerà ad 80 km quando la moto sarà industrializzata.

ENTI ISTITUZIONALI IN PRIMIS
L’elevata modularità del progetto Elettra, ha consentito ai suoi progettisti, i fratelli Filippo e Marco Nuccitelli di declinare il design della motocicletta in funzione delle esigenze differenti che gli utilizzatori potrebbero avere.
Per la prima volta, infatti, un veicolo è stato progettato per essere affidato, ancor prima che ai clienti "privati", a chi della motocicletta deve fare un uso professionale.
I primi esemplari di Elettra, infatti, nasceranno proprio ad uso di quegli Enti Istituzionali che hanno bisogno di mobilità in luoghi dove è necessario il rispetto dell’ambiente, non solo in termini di emissioni inquinanti ma anche acustiche. I primi clienti saranno infatti Polizia Urbana e Corpo Forestale (quest’ultimo riceverà ovviamente delle Elettra da fuoristrada), per poi proporsi anche ai servizi postali etc.

LA PAROLA AI PROGETTISTI
Marco Nuccitelli Chief Designer: "La validità del motociclo elettrico è oggi reso possibile grazie all’evoluzione tecnologica dei sistemi di accumulo, batterie ai polimeri di ioni-litio che hanno la caratteristica di avere buone capacità con tempi per la ricarica più ridotti.
Uno degli aspetti più interessanti dei motocicli elettrici, oltre alle inesistenti emissioni nocive è l’integrazione con l’ambiente sia in termini di rumorosità che di utilizzo.
"

I prototipi di Elettra sono in fase avanzata di costruzione e determinante è stata la partnership tecnologica con il POMOS, Polo per la Mobilità Sostenibile della Facoltà di Ingegneria, Dipartimento DIET dell’Università Sapienza di Roma e il sostegno della Fondazione Targa Florio.

IN MOSTRA ALL’ARA PACIS DI ROMA
Il prototipo di Elettra è esposto dallo scorso 20 maggio presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, nell’ambito della mostra: "Il Palazzo della Farnesina e le sue collezioni".
Fino al 3 luglio, infatti, il Museo ospita le collezioni d’arte che provengono dall’edificio che dal 1959 ospita il Ministero degli Affari Esteri, cuore pulsante della diplomazia italiana. Il progetto è stato ideato per mettere in luce e far conoscere al pubblico, per la prima volta, l’edificio storico che ospita il dicastero, le opere d’arte contemporanee contenute nel Palazzo appartenenti alla Collezione Farnesina e le installazioni della Collezione Farnesina Design.
Elettra è stata inclusa in questa prestigiosa rassegna in quanto oggetto di Design, in una sala che accoglieva nientemeno che anche una Ducati Diavel. Un bel riconoscimento per due opere meccaniche uniche rappresentanti in mezzo a decine e decine di opere d’arte.
La moto ha anche destato forte interesse nelle istituzioni, rappresentate dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e al Ministro per le Politiche Comunitarie Andrea Ronchi.

Restate in contatto con OmniMoto.it, non appena il prototipo di Elettra sarà pronto, saremo tra i primissimi a provarla e, ovviamente, voi lettori sarete i primi a saperlo!
Chi, invece, ha avuto la fortuna di ammirare dal vivo la Rondine RRV1 ed ha nostalgia del rombo dei quattro tempi, stia pure tranquillo… Rondine Motor ha in serbo grandi novità, che OmniMoto.it, ovviamente, ha già visto in gran segreto. Restate con noi!

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Novità , mercato , anticipazioni , tecnica , tecnologia , anticipazione , emissioni zero , moto elettriche , eicma 2011


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