Attualità e Mercato

pubblicato il 19 maggio 2011

Sicurezza per le moto: rivoluzione in Francia

Corso di formazione per i motociclisti. E se non guidi per cinque anni, corso di guida sicura

Sicurezza per le moto: rivoluzione in Francia

Fanno scalpore le novità che riguardano il Codice della Francia: siamo in dirittura d’arrivo. L’obiettivo è ridurre la mortalità stradale che, nel primo trimestre del 2011, è cresciuta del 10% sull’analogo periodo del 2010. L’altra "botta" è giunta ad aprile: aumento delle vittime del 20% rispetto allo stesso mese del 2010. Per chi preme troppo sull’acceleratore (eccesso di oltre 50 km/h oltre il limite), è previsto un delitto: reclusione, e sanzioni pesanti per i recidivi.

Ma le norme più particolari riguardano chi va in moto. Chi si approccerà alle due ruote a motore dovrà seguire un corso di formazione specifica. Se un centauro non guiderà una moto per almeno cinque anni, dovrà riprendere pratica con un corso di guida sicura. In più, ci sarà l’obbligo di circolare con un gilet retroriflettente. Inoltre, quelle targhe piccolissime che utilizzano in Francia andranno sostituite con placche di dimensioni europee.

BIZZARRE DISCRIMINAZIONI
Spesso l’Italia copia la Francia in materia di sicurezza stradale: un esempio è rappresentato dalle tante macchinette elettroniche diffusissime Oltralpe e, di riflesso, da noi. Ma, in tutta onestà, periamo che stavolta la Francia non venga presa come esempio.
È condivisibile che si voglia colpire chi va davvero troppo veloce: superare il limite di oltre 50 km/h significa mettere a repentaglio la vita propria e (soprattutto) degli altri, specie se l’infrazione avviene in città. Giusto anche colpire i recidivi. Però non capiamo perché solo un motociclista debba seguire un corso di guida specifico. Anche gli automobilisti si imbattono quotidianamente in problemi spinosi, che necessitano esperienza. Ancora più misteriosa la ragione che spinge a introdurre un corso di guida sicura per chi non salirà in sella per oltre cinque anni (troveranno un modo per dimostrare che il centauro non ha toccato il manubrio in quel periodo). Perché non estendere la norma a qualsiasi guidatore di un mezzo qualunque?

[Foto Spencer Brown]

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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