Attualità e Mercato

pubblicato il 8 maggio 2011

Strade in Italia: situazione drammatica

Asaps: "Ogni anno gli automobilisti pagano 60 miliardi". Ma per cosa?

Strade in Italia: situazione drammatica

Le condizioni di alcune strade statali e superstrade in Italia sono così gravi che l'Asaps, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, le definisce "a dir poco pietose" come fondo stradale, segnaletica orizzontale e verticale, stato delle gallerie. "Gli oltre 450.000 Km della rete primaria nazionale, dove circolano oltre 42 milioni di veicoli, sono in molti tratti ampiamente sotto al limite non solo della sicurezza, ma anche di una normale mobilità", si legge in un editoriale dal titolo "Strade al collasso" firmato dal Presidente Giordano Biserni. Un quadro definito "imbarazzante" per il nostro Paese e che è accompagnato dalla triste previsione che nei prossimi anni la situazione peggiorerà.

SEMPRE PEGGIO
L'Associazione infatti, oltre a sottolineare il preoccupante silenzio in campagna elettorale su temi importanti come la manutenzione delle strade, dice di ricevere da parte di numerosi operatori della sicurezza che sulla strada ci lavorano un numero sempre crescente di segnalazioni di rischio. "Ogni pioggia diventa fattore di rischio ulteriore per il minaccioso occultamento di buche, ogni temporale diventa minaccia costante per frane e smottamenti che oltre a costituire pericolo causano interruzioni con lunghe deviazioni", scrive Biserni, ricordando - solo a scopo indicativo e certamente non esaustivo - lo stato delle famose (o famigerate) E45 Orte-Ravenna, la SS 309 Romea, la Strada Regionale 148 Pontina, la SS 106 Ionica e tante statali della Calabria e della Campania. "I tagli all'Anas ormai sono tali da non garantire nemmeno parametri minimi di ordinaria manutenzione, per non parlare delle strade comunali e provinciali, in tanti casi veri percorsi di guerra - aggiunge -. Per altro con gli ulteriori tagli che si prospettano, fra alcuni anni le strade attuali saranno considerate addirittura un sogno".

ALTRO CHE "PROTEZIONE"
Nel suo editoriale il Presidente dell'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale fa salire sul banco degli imputati anche il sistema di protezione delle strade, che soprattutto per i guard rail e le barriere di protezione in generale è tale "da contribuire più che al contenimento a volte all'aumento della gravità degli effetti degli incidenti, in modo particolare per i motociclisti che stanno diventando in assoluto la prima categoria a rischio sulle strade, pagando assurdi costi: 14.329 morti e 869.930 lesioni in 10 anni (Istat 1999 -2009), e migliaia di amputazioni". Insomma un problema di sicurezza, ma anche di economia, come spiega il Biserni, che guardando all'attuale campagna per le amministrative in Italia si chiede "quando si dovrebbe parlare di mobilità sicura e produttiva", dato che nei programmi questo pare un tema poco affrontato.

"E IO PAGO"
E intanto i motociclisti e gli automobilisti pagano. "Fra tasse, imposte e accise - dice ancora Biserni - gli automobilisti e autotrasportatori pagano già allo Stato e agli enti territoriali locali una cifra vicina a 60 miliardi di euro l'anno, ai quali si devono aggiungere diversi miliardi di euro derivanti dalle multe". Possibile che proprio chi paga tanto non abbia un adeguato e decente ritorno di investimenti per la messa in sicurezza delle strade? Domanda l'Asaps, ricordando che in un Paese come l'Italia, dove viaggia su gomma il 90% del traffico interno, le strade hanno un ruolo fondamentale. "Speriamo che ora dopo che si utilizzano i Gratta e vinci per finanziare di tutto e di più non occorra anche una lotteria per migliorare le strade, magari, vista l’impressionante espansione ed estensione delle buche un 'Tappa e vinci'".

Autore: Eleonora Lilli

Tag: Attualità e Mercato , strada , sicurezza , codice della strada


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