Attualità e Mercato

pubblicato il 10 maggio 2011

Multe a rate? Però niente ricorso

Chi ha un reddito bassissimo può chiedere la dilazione. Ma deve rinunciare a fare ricorso

Multe a rate? Però niente ricorso

Lo Stato ti dà, lo Stato ti toglie: così potrebbe sintetizzarsi una delle più recenti modifiche al Codice della strada (agosto 2010). Ci riferiamo alle multe da pagare a rate (con interessi), una possibilità data a chi ha redditi bassissimi e per sanzioni superiori ai 200 euro. Vediamo prima, con esattezza, qual è il vantaggio della norma, così come specificato dalla recente Circolare del ministero dell’Interno numero 6535. Tanto per cominciare, non serve un Decreto di attuazione dell’articolo 202-bis del Codice della strada, comma 9: il ministero dà subito l’ok (in attesa del Decreto stesso).

Ne ha diritto chi è sotto i 10.628,16 euro l’anno. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, si sommano i redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente; e i limiti di reddito sono elevati di 1.032,91 euro per ognuno dei familiari.

La domanda va presentata al Prefetto se la violazione è stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti di Stato.
È invece presentata al presidente della giunta regionale, al presidente della giunta provinciale o al sindaco, se l’infrazione è stata accertata da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, di Regioni, Province o Comuni.

Se arriva l’ok entro 90 giorni dal ricevimento della domanda, la sanzione verrà rateizzata. In caso di silenzio, la domanda s’intende respinta. Dallo scadere dei 90 giorni, si hanno altri 30 giorni per pagare la multa, per intero. Comunque, contro il no del ministero, si può fare ricorso entro 30 giorni.

Se invece arriva l’ok, serve pagare la prima rata (che è minimo di 100 euro), come indicato nel prospetto inviato a casa. In caso di mancato pagamento della prima rata, l’agevolazione viene annullata. Idem se il debitore paga la prima rata, ma poi salta due pagamenti anche non consecutivi.

Si avranno massimo 12 rate se l’importo dovuto non supera i 2.000 euro; fino a 24 rate se la multa è fra 2001 e 5.000 euro; massimo 60 rate oltre i 5.000 di sanzione.

C’è un altro aspetto della questione che invece non piace a OmniMoto.it: se chiedi di pagare a rate, non puoi fare ricorso contro la multa. Niente opposizione né al Giudice di pace né al Prefetto. Non si capisce perché una persona con un reddito bassissimo debba essere privata di uno strumento di difesa così importante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , curiosità , codice della strada


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