Interviste

pubblicato il 29 aprile 2011

WSBK: Due chiacchiere con Marco Melandri

L'abbiamo incontrato al Red Point Cafè di Milano

WSBK: Due chiacchiere con Marco Melandri
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L’occasione propizia ci è stata offerta dalla Yamaha che prosegue gli appuntamenti del giovedì del motociclista al Red Point Cafè di Milano.
La stagione degli appuntamenti al Lounge bar di Rozzano si era inaugurata con Luca Scassa, fresco vincitore della gara inaugurale del mondiale Supersport, mentre ieri sera è toccato a Marco Melandri intrattenere il pubblico, duettando in coppia con Federico Toti commentatore di Euro Sport.

Abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con "Macio" sul presente e sul passato.

Marco, veniamo subito all’annosa questione Superbike contro MotoGP, c’è chi sostiene che il mondiale delle derivate di serie sia un "rifugium peccatorum", un campionato dedicato agli "ex", tu cosa ne pensi?

Penso che come al solito bisogna guardare i fatti in un’ottica corretta. Spesso si sente dire che un pilota che in MotoGP non va più sbarca in Superbike e lì fa subito risultati, mentre il viceversa non succede.
Ciò accade a mio avviso perché spesso chi arriva dai GP lo fa dopo una o più stagioni su motociclette non di vertice o in squadre non in grado di farlo ben figurare, e quando arriva in Superbike gli viene affidata una moto in grado di fare risultati. Tutto qui.
Il viceversa, in generale non avviene, poiché difficilmente chi lascia la Superbike per la MotoGP riceve subito al primo anno una moto ufficiale, e lo stesso Ben Spies lo dimostra.


Tu arrivi da una carriera lunghissima, hai corso con tutte le due tempi di una volta e anche con le MotoGP 1000 e 800. Qual è la moto che più ti è piaciuta?

Penso la RC211V, era davvero molto divertente

E della tua stagione sulla Kawasaki… pardon Hayate, cosa ci puoi dire?

Devo ammettere che quella moto mi piacque molto. La base tecnica era davvero buona e anche il motore aveva un’erogazione piacevolissima. Accettai con interesse la sfida di sviluppare quella moto, perché io sono di base un tecnico e mi appassiona molto sviluppare la ciclistica delle moto. Mi piace fare test, provare diversi materiali, assetti, distribuzioni dei pesi etc. Sfortunatamente con la Hayate avevamo un budget ridottissimo e, da metà stagione in avanti, scarseggiavano anche i ricambi.

MotoGP contro Superbike, pregi e difetti?

Devo dire che in Superbike mi sono trovato subito bene perché qui il margine di importanza del pilota è ancora notevole. In MotoGP l’elettronica sta spadroneggiando e pian piano diventerà sempre più difficile metterci del proprio nei sorpassi, perché andando avanti così l’unico punto in cui sarà possibile fare la differenza sarà in staccata.
In superbike è diverso, perché le moto hanno ancora margini per i piloti notevoli e quindi si riesce ancora a metterci del proprio.


Tutti i campionati più importanti sono ormai in regime di monogomma, tu cosa ne pensi?

Il monogomma secondo me è sbagliato, sia perché non è eticamente corretto, sia perché non fa progredire l’evoluzione tecnica.
Prendete ad esempio le gomme della MotoGP e quelle della Superbike. Paradossalmente la Bridgestone utilizza una carcassa durissima, mentre la Pirelli una fin troppo morbida e il fatto che vengano prese direzioni tanto diverse non aiuta certo l’evoluzione tecnica.


Adesso arriva Monza… la gara degli italiani. Come ti stai preparando?

Beh, se consideri che l’unica volta che ho corso a Monza era mille anni fa in una gara di monomarca Honda e che mi ero sdraiato dopo cinque giri… Scherzi a parte Monza è una pista che non conosco benissimo ma sulla quale spero di ottenere un buon risultato, soprattutto per la mia squadra che è a pochi chilometri dal circuito e che sta facendo davvero un lavoro eccezionale.

E, venendo alla querelle Melandri Biaggi, che a Monza sarà sicuramente esaltata dai media… Offriresti una cena a Max?

Se a Monza faccio una doppietta sicuramente!!

Stasera accanto a noi c’è una Yamaha XJ6 in colorazione rosa… Yamaha pensa alle donne?

Si e no… come vedete il rosa è quello della Maglia Rosa, visto che questa è una versione speciale fatta per il Giro D’Italia. A me piace perché sono un ciclista accanito, infatti spero quest’anno di riuscire a seguire almeno una tappa intera del Giro di persona, magari proprio quella che arriva a Ravenna, che è la mia città.

Salutiamo Marco Melandri e lo lasciamo alla sessione di autografi per tutti gli appassionati intervenuti, con un arrivederci a Monza nel weekend del 7 e 8 maggio per la prima tappa italiana del Campionato del Mondo SBK 2011.


Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Interviste , 1000 , superbike , gare , interviste , piloti


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