Attualità e Mercato

pubblicato il 23 aprile 2011

Ciclista in senso vietato? Il Ministero conferma: non si può

Il Ministero dei Trasporti spazza via ogni dubbio

Ciclista in senso vietato? Il Ministero conferma: non si può

A quale motociclista, almeno una volta nella vita, non è capitato di imbattersi in un ciclista che circolava contromano, in senso vietato? Il guaio grosso è che, troppo spesso, chi è in sella alla bici sostiene di essere nel giusto: i ciclisti potrebbero andare contromano. Un’eccezione al Codice della Strada, che a loro riserva questa opportunità. Nulla di più sbagliato. L’articolo 143 recita: "Chiunque circola contromano è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di 154 euro". In più, c’è il taglio dei punti-patente. Quel "chiunque" include le bici, senza alcun dubbio (ovviamente, tranne nei casi di corsie riservate alle bici). Ma la confusione regna sovrana, e così è dovuto intervenire il Ministero dei Trasporti a chiarire la questione: niente marcia in senso contrario. Fine delle storie.

Tuttavia, è vero che ad alimentare l’equivoco sono alcuni Comuni, specie al Nord Italia. Sotto il cartello di senso unico (la freccia) o sotto quello tondo di senso vietato, aggiungono un pannello integrativo rettangolare, con la sagoma della bici. Dentro, la scritta: "Escluso bici". Un po’ per ignoranza, un po’ per attirarsi le simpatie (e avere il consenso elettorale) dei ciclisti.

Forse, proprio quelle amministrazioni locali sarebbero le prime da multare. Perché, per chi va in moto o in auto, avere di fronte d’improvviso (senza alcun messaggio preventivo) una bici in senso contrario è davvero pericoloso. Per tutti. Dobbiamo prendere esempio dalla Germania: se una bici si azzarda a invadere la sede stradale di un veicolo a motore (o viceversa), la Polizia interviene. Questione di civiltà.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , trasporti


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