Attualità e Mercato

pubblicato il 14 aprile 2011

Moto Morini: asta deserta...

Nessuna offerta per l'azienda italiana

Moto Morini: asta deserta...
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La situazione di Moto Morini va… di male in peggio. E’ veramente triste ciò che è accaduto ieri al tribunale di Bologna, dove la storica azienda italiana produttrice di moto è andata all’asta. Non si è presentato nessuno. Ma possibile che nessuno voglia acquistare questo pezzo di storia? Nemmeno presentarsi per andare a vedere la base d’asta! Niente di niente.
L’azienda di Casalecchio nacque nel 1937, ma la prima moto risale addirittura al 1925, quando Mario Mazzetti, in società con Alfonso Morini, costruì la prima moto 125cc denominata MM 125.
Il termine ultimo per il deposito era martedì 12 alle ore 12.00, ma non sono arrivate domande. Due erano le formule, una da 5,5 milioni di euro (con lo stabilimento compreso), e l’altra da 2,6 milioni (per la sola azienda). Forse, un po’ troppo, motivo della diserzione.
Il procuratore fallimentare, Piero Aicardi ha così commentato: "Non abbiamo offerte, ma non disperiamo, entro l'estate faremo un'altra asta e sono sicuro che questa volta andrà bene".
"I presupposti perché l’asta andasse così c’erano tutti. Un prezzo simile mi sembra un po‘ alto". Così ha commentato al quotidiano "Il Sole 24 Ore",Cristina Pattarozzi (Fiom Cgil).

PROBLEMI DAL 2009
Già a settembre 2009, si iniziava a respirare aria di crisi. La situazione non era certo rosea già allora, e i 65 dipendenti già vedevano i primi problemi. A metà gennaio, l’idea del procuratore fallimentare: produrre 45 moto, vendute a prezzi stracciati, per salvare il salvabile, suddivise in 16 Scrambler e 29 Granpasso. Delle grandi moto per qualità tecnica e immagine, vendute a meno di 7.000 euro.
Ora i dipendenti senza lavoro sono 40 (soprattutto donne), e lo sono dal 31 marzo 2011.

I… "FORSE"
A farsi avanti per l’acquisto, fu la Nuova Garelli di Paolo Berlusconi, che offrì nell’aprile 2010, circa 3 milioni di euro, ed è proprio su questa che Aicardi ha aspettative (così facendo, il marchio resterebbe al 100% in Italia).
A mostrare un interessamento, anche Giovanni Bassi (manager che ha portato Hyousung verso Moto Morini), che vedrebbe solo un rafforzamento produttivo e commerciale, con un piano di aggiornamento comprendente la messa in produzione delle 1200cc, il lancio di nuovi modelli da 850 cc e una linea di monocilindriche da 450 cc, per un investimento complessivo pari a 8,5 milioni di euro in tre anni.

A fare "la proposta" alla Moto Morini c’è stato addirittura l’ex campione di motociclismo Giacomo Agostini (ha rilasciato un’intervista su "Il Sole 24 Ore"), che insieme a un gruppo di amici, fece mesi fa un’offerta ben prima dell’asta, con una trattativa che è durata quasi cinque mesi, ma che però non fu accettata.
Intanto domani toccherà a Verlicchi andare al tribunale di Bologna. L’azienda è produttrice di telai per Ducati, BMW, e Harley-Davidson, e di recente è stata ceduta ad una azienda di Pontedera, la Jbf. Ma poi c’è anche Malaguti in crisi, che è alla disperata ricerca di un "compagno di vendite".
L’Emilia Romagna della moto, la "Tera de Mutòr" (dal dialetto regionale, "La terra dei motori") sta soffrendo. Azienda invece all’opposto, Ducati, che nel 2010 ha visto una crescita del 9% (392 milioni di euro di fatturato), e che nelle previsioni per questo 2011 sarà del 10.

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Attualità e Mercato , editoriale


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