Attualità e Mercato

pubblicato il 28 marzo 2011

Visita alla Norton: il cuore d'Inghilterra è tornato a battere

La passione alla base del rilancio del marchio

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La seconda gara del Campionato del Mondo Superbike, tenutasi ieri a Donington Park, è stata per noi di OmniMoto.it una ghiotta occasione per far visita agli stabilimenti della Norton che hanno da poco ripreso l’attività costruttiva. Vi riportiamo il racconto dalla viva voce del nostro inviato.

FABBRICA CON VISTA… CIRCUITO
Quando arrivi al circuito di Donington Park in Inghilterra, incastrato tra le colline, la cosa che colpisce di più all'ingresso è un grosso edificio sulla sinistra. Su quel solitario capannone campeggia grande un logo che rappresenta la rinascita di un mito per tutti gli appassionati di motociclismo: Norton.
Solo gli appassionati ricordano nomi come Manx e Commando, o che cosa sia un "featherbed" e questo perché quei termini appartengono agli anni d'oro del motociclismo inglese, gli anni 50 e 60 prima dell'avvento delle giapponesi, quando le "superbike" erano monocilindriche o bicilindriche da 50 cv col peso di una piuma.
La rinascita del marchio ha i volti di un gruppo di ragazzi inglesi sotto la direzione di Stuart Gardner, amministratore delegato, che con un prototipo Norton a motore rotativo gareggia e si diletta a battere record di velocità a Bonneville, sul lago salato. Un caso unico direi.

100% MADE IN THE UK
Craig Lormor, responsabile commerciale, è invece la nostra guida all'interno dell'azienda, quello che ce la mostrerà in ogni reparto, dalla lavorazione dal pieno delle piastre di sterzo alla costruzione dei motori fino all'assemblaggio e verniciatura della Commando 961, il loro per ora unico modello declinato in più allestimenti Sport, SE e Café Racer.
Proprio una 961 Café è appena tornata dal circuito di Donington per dei test ed ora riposa, ancora calda, nel cortile della fabbrica. È allestita al top della dotazione, dalle sospensioni all'impianto frenante e dipinta completamente di nero, tonalità che la rende inquietante, minacciosa ma bellissima; loro l'hanno battezzata "Black Panther", un nomignolo azzeccato.
Guardandola, Craig ci spiega come la costruiscono e la cosa che traspare di più dalle sue parole é l'altissimo orgoglio per quello che producono e per la passione che ci mettono nel farlo. "È una moto inglese al cento per cento" - ci dice - "tutte le parti lavorate arrivano o dal nostro reparto di meccanica o da fornitori del Regno Unito e viene assamblata qui da noi, a mano".
Attualmente la produzione arriva ad una decina di esemplari a settimana ma la voglia di fare non manca, in dodici mesi prevedono di aumentare il numero di macchinari per la lavorazione dei componenti ed – in un futuro prossimo – di ampliare lo stabilimento aggiungendovi un punto vendita, sempre qui a Donington.

SIAMO PICCOLI, MA CRESCEREMO
Ora la Norton più che un'azienda pare una famiglia, piccola per le dimensioni e accogliente per il clima che si respira. La stanza del merchandising é di fianco a quella per la pausa caffè che fa anche da sala riunioni del personale e un po' più a destra c'é il montaggio. Gli uffici sono al piano superiore ma l'interazione tra i dipendenti é continua e il viavai frenetico, così capita di incrociare e scambiar due parole con Chris Walker, ex pilota di Superbike ora tester e sviluppatore di Norton, oppure con l'ultimo acquisto, il famoso ex designer di Ducati Pierre Terblanche, discusso creatore della prima Multistrada ma anche di progetti di forte consenso da parte del pubblico come Hypermotard o la splendida concept retro' MH900 Evoluzione. Il sudafricano é già al lavoro per la creazione di un nuovo modello che affiancherà la Commando ma ovviamente c'é massimo riserbo su cosa bolle in pentola e né lui né la nostra guida mi dicono nulla a riguardo.

E LE GARE?
A questo aggiungiamo che un clamoroso ritorno di Norton alle gare é previsto "il prima possibile" ci dice Craig, senza specificare se in MotoGP o Superbike, anche se visti i costi di gestione tenderemmo a escludere la prima; a naso verrebbe da pensare che la prossima Norton quindi non sarà vintage ma qualcosa di veloce, da pista.
Non sappiamo se la nuova moto sarà una 600 o una 1000, nemmeno quanti cilindri avrà o se il suo telaio risulterà il riferimento della categoria, un "Featherbed 2.0", ma di sicuro sappiamo che i ragazzi di Norton metteranno in questo nuovo progetto cuore e passione come hanno fatto e fanno per la Commando. Glielo si legge in faccia.
Nel frattempo, bentornata Norton, ci eri mancata.

Autore: Gianrico Nai

Tag: Attualità e Mercato , bicilindriche , mercato , vintage


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