Attualità e Mercato

pubblicato il 18 marzo 2011

Kawasaki: il terremoto non ha danneggiato lo stabilimento di Akashi

La produzione continua, così come le attività umanitarie

Kawasaki: il terremoto non ha danneggiato lo stabilimento di Akashi

Kawasaki è stata fortunata, davvero fortunata. Se invece morti e feriti si contano in altri stabilimenti di altrettanti Produttori di auto e moto, a seguito di accurate verifiche da parte del personale, l'impianto di produzione principale dei motocicli Kawasaki di Akashi, nelle vicinanze di Kobe in Giappone, risulta non essere stato coinvolto dal terremoto della scorsa settimana.
Approviggionandosi da un gran numero di fornitori da tutto il Giappone, l’azienda ha in questi giorni organizzato un piano per sopperire alle problematiche che si potranno verificare per il ritardo delle consegne delle parti, solitamente giornaliere.

Con la produzione rimasta a target fino al 16 marzo, la fabbrica sospenderà temporaneamente la produzione su tutte le linee meno una il 17 e il 18. Il giorno 21 marzo la produzione sarà fermata in concomitanza con una festività nazionale in Giappone. La produzione di moto Kawasaki di media cilindrata, presso la fabbrica in Thailandia, rimarrà inalterata e a pieno regime.

Fiduciosi che le carenze di produzione potranno essere risolte con dei lavori straordinari durante il resto del mese, l'azienda sta facendo del suo meglio per conciliare la necessità di continuare nel normale svolgimento delle attività produttive con le comprensibili questioni umanitarie che richiedono interventi urgenti nelle regioni devastate del Giappone .

"Auspichiamo che non ci siano importati ritardi nella produzione e che la fornitura di moto e ricambi non rimanga eccessivamente coinvolta dai fermi previsti", ha detto Yasushi Kawakami, Managing Director di Kawasaki Motors Europe, che si trova in fabbrica questa settimana per una serie di incontri già in programma. "Il personale Kawasaki in Giappone, e in tutto il mondo, vuole estendere la sua più profonda solidarietà a coloro che continuano ad essere coinvolti in questo terribile evento".

Autore: Redazione

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