Sport

pubblicato il 16 marzo 2011

X-Trial 2011: Bou è Campione del Mondo Trial Indoor

Il pilota Repsol vince il suo quinto titolo!

X-Trial 2011: Bou è Campione del Mondo Trial Indoor
freccia per aprire fotogalleryfreccia per aprire fotogallery
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 1
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 2
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 3
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 4
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 5
  • Bou Campione del Mondo Indoor a Madrid - anteprima 6

Che Toni Bou dovesse vincere il Mondiale si era capito sin dall'inizio, alla gara di apertura svoltasi a Genova. Fu un primo posto per lui più che meritato, per poi continuare ancora con la gara di Marsiglia, Barcellona e Ginevra.
Lo scorso week-end a Madrid, il pilota della Repsol Montesa Honda ha continuato questa "vena" di vittorie, e ha portato a casa il Mondiale Indoor prima della fine.
In delirio il "Palacio de Deportes de la Comunidad de Madrid", dove Bou, ha potuto festeggiare di fronte al pubblico spagnolo.

I Titoli diventano così nove: cinque Campionati del Mondo Indoor, quattro Outdoor, e tutto senza contare i Campionati Spagnoli, ben cinque, divisi tra quattro outdoor e uno indoor, tutto in meno di cinque stagioni. Il ventiquattrenne è attualmente il migliore, c'è poco da fare, e questa settimana, in quel di Milano, Toni potrà godersi in tutto relax la sua vittoria di titolo. Quella di Milano tra l'altro, sarà l'ultima gara dell'X-Trial World Championship 2011.

L'INTERVISTA A CALDO
Raggiungere Madrid con quattro vittorie in quattro gare prima ti ha permesso di affrontare questo Gran Premio con un grado di calma...
"Naturalmente, senza nemmeno pensarci, ho affrontato questa gara un po' diversamente. La pressione a Marsiglia, Barcellona o Genova è stata elevata, perché il campionato è molto breve e sai che non puoi fare errori. Siamo fortunati ad avere una moto incredibile, che non manca mai e tutto ciò che mi ha permesso di avere un po' meno pressione qui".

Cinque Campionati del Mondo Indoor, quattro all'aperto. Hai qualche obiettivo particolare in mente?
"Cerco di non darmi altri obbiettivi, ma di concentrarmi solo sul mio lavoro, e in questo modo le cose stanno andando bene. Non avevo mai pensato che avrei potuto garantire nove Campionati del Mondo. Ora cercherò solo di non farmi male, godermi lo sport, godermi la vita e cercare di raggiungere il maggior numero di titoli che posso".

Stai pensando di combinare il trial che pratichi attualmente con un'altra specialità, come Laia e altri piloti di trial che hanno fatto il salto nell'Enduro Indoor?
"E' molto difficile riuscire in questo. Il calendario rende questa cosa quasi impossibile, ma con le ore di test di cui necessito per far bene, è molto difficile".

Qual è il rivale che sta rendendo la tua vita più difficile?
"In questo momento è il pilota al secondo posto, Albert Cabestany, che è uno molto costante e rende le cose sempre difficili per me. Adam Raga ha molte qualità, e rende le competizioni sempre più difficili. E Jeroni Fajardo sta dimostrando che in zone critiche, in aree con pareti molto alte, sta lavorando molto bene con la Ossa. Questo è il suo primo anno con quella moto, e sono sicuro che migliorerà".

C'è qualche giovane pilota che potrebbe raggiungere il tuo livello?
"Da fuori, sembra che Pol Tarrés è colui che sta facendo meglio. Lui è già quasi al nostro livello, e a soli 17 anni è una vera impresa. Questo ti fa pensare che forse, quando imparerà a evitare i suoi errori, che sono normali alla sua età, potrà andare molto lontano".

Perché i piloti spagnoli hanno un livello così alto e dominano le competizioni di trial?
"In caso di Pol Tarrés, ha sempre avuto l'esempio di piloti come Adam o me. Viviamo molto vicino l'uno dall'altro, e, naturalmente suo zio, ha fatto la storia al suo tempo e lui ne trae i vantaggi. Tutto questo fa si che nel nostro paese ci siano molti piloti di livello, ed è più facile che le Case di moto ti notino, visto che sono tutte in Spagna, e tendono a dare sostegno a uno spagnolo prima di un pilota di un altro paese".

Chi guardavi da giovane? Chi era il tuo eroe?
"Come tutti, quando ero giovane guardavo Dougie Lampkin. Era l'unico sempre in primo piano e che ha fatto la differenza, sempre. Ho avuto la fortuna di iniziare in team con Albert Cabestany e di allenarmi con lui".

E al di fuori del mondo del Trial?
"Tutti hanno i loro atleti preferiti. Ci sono giocatori di calcio o personaggi dello sport che hanno lasciato il segno, come Lance Armstrong e Michael Jordan. Bisogna sempre prendere esempio da questi atleti".

Cinque campionati del mondo consecutivi e questo con cinque vittorie... nelle cinque gare! Pensi che è possibile portare avanti questa media?
"La verità è che è già molto elevata, e credo che sia impossibile ripetere un anno come questo. Tutto è andato perfettamente. Ho fatto la differenza nelle gare di tutti i Gran Premi in cui abbiamo partecipato. Le gare sono state pianificate con zone molto difficili e che mi hanno aiutato a dimostrare la mia guida e anche che abbiamo un alto livello".

Questo era esattamente quello che chiedevi a te stesso negli ultimi anni. Cosa pensi del livello di questi cinque round?
"Sono state gare molto difficili e che mi hanno permesso di guidare un po' più al mio ritmo. Forse la più semplice è stata la prima, ma in seguito, a Marsiglia, così come a Barcellona, ​​Ginevra e ora a Madrid, la gare sono state molto complicate. Ero in pista, sapendo che avrei avuto la possibilità di commettere errori, ma che però sarei stato in grado di recuperare in altri settori".

In questi round, di solito si trovano delle zone che potremmo definire... a "livello di Toni Bou", perchè sei l'unico in grado di superarli. Qual è la chiave per essere un passo avanti rispetto al resto?
"Sto cercando di farlo meglio dei miei rivali. E' molto difficile, ma è chiaro che chi vince di solito lo fa perché non commette errori, che è la cosa più importante. E poi fanno la differenza nei luoghi che gli altri non sono in grado di raggiungere. Forse la differenza tra riuscire nell'arrampicata o non, è solo di due o tre centimetri. Si tratta di una differenza molto piccola, ma è ciò che decide la vittoria".

Come pensi di affrontare la stagione all'aperto, l'Outdoor?
"Ora, dopo la gara di Madrid inizieremo a lavorare sul Campionato del Mondo Outdoor, tenendo conto delle diverse condizioni che troviamo in queste competizioni. Non vedo l'ora di iniziare e sono molto motivato".

X-Trial: tutta la stagione su Omnimoto.it
Primo Round: Genova
Secondo Round: Marsiglia
Terzo Round: Barcellona
Quarto Round: Ginevra

Autore: Fabio Caliendo

Tag: Sport , trial , piloti


Top