Attualità e Mercato

pubblicato il 2 marzo 2011

Vittime in moto: i veri numeri

In rapporto al circolante, le vittime su moto sono calate del 30% dal 2000

Vittime in moto: i veri numeri

Si fa presto a dire che, fra i motociclisti, le vittime sono aumentate. Basta prendere il decennio 2000-2010: +33% di morti. Dopodiché, si va a sbandierare questa percentuale, e il gioco è fatto.

Ne emerge un quadro desolante per la figura di chi va su due ruote: irrispettoso del Codice della Strada, indisciplinato, incosciente. Anche un po’ cretino, diciamolo: un bambino su un giocattolone più grande di lui. Se invece si osservano con maggiore distacco le cifre, allora la situazione cambia. Sì, perché in quel decennio il parco circolante cresciuto di oltre l’80%. È una questione di probabilità: più moto, più morti (purtroppo). Cioè è aumentata l’esposizione al rischio. Risultato: il numero di vittime moto in rapporto al circolante è diminuito del 30% negli ultimi 10 anni. S’è infatti scesi da 2,4 a 1,9 vittime ogni 10.000 veicoli circolanti.

MOTORINI, STESSA SOLFA
Ragionamento analogo per i cinquantini. Il parco circolante ciclomotori è diminuito di oltre il 40%, ma il calo delle vittime è stato ancora più importante: - 67% in 10 anni. Quindi, il numero di vittime su ciclomotore in rapporto al circolante è diminuito del 46% negli ultimi 10 anni. Si è scesi da 1,3 a 0,7 vittime ogni 10.000 veicoli circolanti.

SENZA ECCESSI
È chiaro, e non l’abbiamo mai negato, che esiste chi utilizza la moto senza saperla guidare, sfidando la sorte con manovre azzardate che mettono a repentaglio la sua sicurezza e quella di tutti gli altri utenti della strada. Tuttavia, la generalizzazione, lo stereotipo di motociclista pericolo pubblico lo abbiamo sempre respinto. E continueremo a farlo, anche alla luce delle statistiche (fonte Istat).

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , sicurezza , codice della strada


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