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pubblicato il 28 febbraio 2011

BMW K 1300R 2011, TEST: Elica Ribelle

Abbiamo provato la più anticonformista tra le moto bavaresi

BMW K 1300R 2011, TEST: Elica Ribelle
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L’immagine della BMW Motorrad negli ultimi anni è profondamente cambiata, l’imponente lancio di nuovi modelli, inaugurato ormai un lustro addietro, ha ampliato così tanto la gamma, che la figura del "BMWista" cui si era abituati negli anni ottanta e novanta è ormai sparita. Il marchio bavarese ha, come sappiamo, allargato il suo bacino di utenza in tutti i segmenti del motociclismo, senza dimenticarne le aree più emozionali e emotive e la K 1300 R ne è la dimostrazione.
Sì, perché la "hypernaked" di BMW potrebbe essere presto catalogata tra quelle moto inutili, quelle che "servono solo per prendere l’aperitivo", ma in realtà non è così, perché conoscendola a fondo, come solo dopo un long test è possibile fare, si riescono ad apprezzarne le caratteristiche globali che la rendono unica nel panorama delle nude di altissime prestazioni.

DESIGN DA APERITIVO, ANIMA BMW
Facendo un rapido confronto con le altre nude di grossa cilindrata presenti sul mercato, come possono essere la Ducati Streetfighter, Kawasaki Z1000, KTM 990 Super Duke, Honda CB1000R, MV Agusta Brutale o Yamaha FZ1 è possibile capire subito che la K 1300R è l’unica tra queste moto ad offrire caratteristiche di fruibilità del tutto superiori a ciascuna delle avversarie. La BMW, infatti, è l’unica che può essere equipaggiata di borse laterali senza apportare alcuna modifica alla coda e senza montare telaietti ausiliari ed è anche quella che, di base, offre un cupolino in grado di proteggere sufficientemente dal vento nella guida autostradale. Ciò che più conta, però, è che la K 1300R offre tutto questo senza nulla perdere in quanto a design e anzi, riuscendo a distinguersi dalle avversarie anche su questo aspetto.

Il progetto formale della K 1300R costituisce un raro esempio di design in cui meccanica e sovrastrutture contribuiscono paritariamente alla definizione dell’impatto visivo. Tutto ciò che non è nascosto dalle sovrastrutture, e quindi il telaio, il motore e le sospensioni è realizzato per soddisfare l’occhio ancor prima che lo facciano le parti di carrozzeria e per conferire al veicolo un’immagine tecnologica che non ha eguali.
Indubbiamente il design della K 1300R è di quelli che divide le opinioni senza vie di mezzo, però per quanto abbiamo avuto modo di verificare durante il nostro long test di oltre tre mesi (per il quale ringraziamo la BMW Motorrad Italia per la disponibilità), basta girare una settimana in città con questa hypernaked e fermarsi al semaforo per sentire le esclamazioni di motociclisti e scooteristi in un coro di "bellissima!"

TECNICA SOPRAFFINA
Dove la K 1300R è BMW fino al midollo è nella tecnica costruttiva, anticonformista per definizione e tecnologica per genesi.
La base telaistica è già nota e consta di una struttura doppio trave perimetrale in lega leggera a cui il motore è appeso in funzione stressata. La K 1300R attuale ha beneficiato di importanti modifiche alla ciclistica introdotte all’inizio del 2009, che qui riporteremo brevemente, ma per un approfondimento completo vi rimandiamo al nostro articolo 2009.
Per migliorare la dinamica di guida della precedente K 1200R, in BMW hanno ridotto l’avancorsa della sospensione Duolever anteriore, passata da 119 a 104,4 mm, e hanno sostituito il braccio inferiore della forcella, ora in alluminio anziché in acciaio con un risparmio di massa di 1 kg.
L’altra grossa novità ciclistica che BMW introdusse nel 2009 proprio sulla K 1300R è il sistema di sospensioni elettroniche Esa II di seconda generazione.

Rispetto al già noto ESA, che permetteva la regolazione dei freni idraulici delle sospensioni e del precarico dell’ammortizzatore posteriore, è stata ora aggiunta una interessante caratteristica: la variazione della rigidezza della molla. In pratica è stato inserito un elemento in elastomero in serie con la molla, comandato da un motorino passo-passo, il quale viene allontanato o appoggiato alla molla metallica per variare la rigidezza complessiva dell’assieme (su Comfort lavorano entrambe le molle, mentre su Sport la sola molla metallica). Restano poi la possibilità di variare il freno idraulico in compressione ed estensione dell’ammortizzatore posteriore, nonché il freno in estensione di quello anteriore.
Il motore è il già noto quadricilindrico in linea con bancata fortemente inclinata in avanti, accreditato di ben 173 CV a 9.250 giri/min e 140 Nm di coppia massima a 8.250 giri/min. Il motore costituisce un’evoluzione del 1200 che equipaggiava le precedenti versioni della serie K, il quale ha ricevuto un aumento di cilindrata ottenuto tramite l’incremento di 1,0 mm dell’alesaggio e di ben 5,3 mm della corsa. La cilindrata passa così da 1.157 a 1.293 cc (80,0 x 64,3 mm le misure vitali) e, visto che l’incremento è quasi tutto ottenuto grazie all’aumento della corsa, i maggiori benefici riscontrati sono sull’erogazione della coppia. Il motore, infatti, ha così perso quella ruvidità nell’erogazione ai bassi regimi tipica della prima versione diventando ora un portento di coppia e fluidità di erogazione.

GLI OPTIONAL E I PREZZI
Non si può parlare di una BMW senza citare la lunga lista di optional che tradizionalmente accompagna il listino Bavarese. Approfittiamo per ricordare il prezzo chiavi in mano e comprensivo del primo tagliando che è di 14.850 euro e i colori 2011 della K 1300R che sono: nero brillante/grigio granito metallizzato, lightgrey metallizzato e il acid green metallizzato/nero brillante della moto da noi provata.
La lista degli optional è molto nutrita e troviamo: i cerchi sport (con pneumatico posteriore 190/55) a 200 euro, il cambio elettronico (370 euro), l’ESA II a 760 euro, le manopole riscaldabili (210 euro), il sistema RDC (il controllo della pressione dei pneumatici) a 220 euro, il computer di bordo con avvisatore di livello olio basso (165 euro), il parabrezza sport offerto a 185 euro, le frecce a led (100 euro), l’antifurto elettronico (220 euro), l’Integral ABS Sport (1.215 euro), l’ASC (310 euro solo se presente l’ABS), il portapacchi (120 euro), la sella comfort per il passeggero (75 euro) o la sella ribassata (senza costo aggiuntivo).

Interessanti i pacchetti di optional che consentono un risparmio per il cliente: il primo è il Safety Package che prevede ABS, ASC e RDC offerto a 1.530 euro con un risparmio del 12%. L’altro pacchetto è definito Dynamic e prevede ruote sport, cambio elettronico, ESA II, manopole riscaldabili, computer di bordo, parabrezza sport e frecce a led a 1.000 euro con un risparmio del 50%.
Tra tutti ci sentiamo caldamente di consigliarvi di acquistare almeno l’ABS e l’ASC, perché essi costituiscono davvero un importante ausilio per la sicurezza.

IN SELLA: RIBELLE PER NATURA
Il nostro long test con la BMW K 1300R è durato oltre 2.000 km, percorsi durante tre mesi invernali. L’abbiamo usata praticamente in tutte le condizioni possibili in cui questa moto potrebbe trovarsi, tranne la pista. L’abbiamo usata quotidianamente per andare in redazione, ci siamo andati fuori per il weekend con la fidanzata, l’abbiamo usata per le gite fuoriporta con gli amici smanettoni, ci abbiamo viaggiato in autostrada e… ovviamente, ci siamo andati a tanti aperitivi!
A fine test non si può far altro che pensare che la K 1300R è la BMW più ribelle del listino: anticonformista nel design e sconvolgente per le prestazioni.

In città vi ritroverete ad avvertire molto spesso l’intervento del controllo di trazione ASC che, sui sanpietrini romani o sul pavè milanese, si sobbarca davvero un duro lavoro per litigare con la debordante coppia del quattro cilindri in linea. La sua presenza rende la guida in città un vero spasso, al punto che si va a cercare appositamente la derapata inclinando un po’ la moto e dando gas con decisione, per andar via con il posteriore che sgomma delicatamente. Al di là degli aspetti "ludici", però, l’ASC diventa utilissimo sotto la pioggia, laddove con il fondo mattonato e la coppia del motore si farebbe molta fatica a guidare in linea retta. L’intervento dell’ASC in questo frangente diventa fondamentale per la sicurezza… anche se la voglia di giocare prende il sopravvento anche stavolta e si riescono a fare delle sgommate divertentissime senza nessun rischio…

Fuori città la K 1300R si conferma una divertente nuda con la quale è possibile fare belle scampagnate anche in coppia, senza che il passeggero debba costringersi ai contorsionismi tipici delle maxi naked e decida a metà tragitto di scendere e tornare a casa in treno… Il comfort di marcia, in questo caso, si fa apprezzare e la possibilità di agire velocemente sul setting delle sospensioni con l’ESA II diventa un plus non da poco perché sui tratti guidati si può passare velocemente in modalità Sport per tornare subito su Comfort qualora ci si trovi ad attraversare un borgo dal fondo sconnesso.
Sulle strade strette e sui tornanti si avvertono un po’ la mole notevole del veicolo, che con il serbatoio pieno pesa 243 kg, e il lungo interasse di ben 1.585 mm che di sicuro non aiutano la maneggevolezza della moto, facendo ben presto preferire i tratti di strada misto-veloci dove invece emerge positivamente il notevole rigore ciclistico della K 1300R.
In autostrada la K 1300R si trova decisamente a suo agio, specie se ha il cupolino Sport montato il quale, a dispetto della sua ridotta estensione, protegge davvero bene dal vento della corsa, permettendo medie chilometriche elevate senza stancarsi.

Il motore è davvero da lode: un quadricilindrico strapotente ma docile e trattabile, con tanta coppia che permette di scegliere un rapporto a caso e dimenticarsi del cambio, potendo contare su un’elasticità davvero imbarazzante per un motore motociclistico. Quando si apre il gas a fondo, poi, si viene proiettati in avanti con una progressione entusiasmante, che porta in un attimo a velocità siderali, il tutto con un rigore direzionale imbarazzante.
Insomma… se arrivate da una nuda di grossa cilindrata, non avete mai provato una BMW perché pensate che le moto bavaresi siano poco dinamiche o emozionali, ci permettiamo di dirvi che la K 1300R vale la pena di essere provata!

In questo test:
Casco Bell MX5
Giacca Dainese Gator Evo goretex - Pantaloni Dainese Yamato - Guanti Dainese STR-2
Stivali Alpinestars

Autore: Lorenzo Gargiulo

Tag: Test , strada , naked , quadricilindriche , test , prove


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