Attualità e Mercato

pubblicato il 10 febbraio 2011

Ci mancavano pure gli alberi assassini

Succede a Treviso. Ma la Cassazione confermerebbe che la situazione è illegale

Ci mancavano pure gli alberi assassini

Non basta l’asfalto rovinato, non sono sufficienti i guardrail che tagliano in due; i motociclisti devono fare i conti anche con gli alberi, che troppe volte non sono alla giusta distanza dalla strada. Secondo un avvocato di una vittima della strada, succede a Treviso, come racconta Trevisolocal , ma i casi sono numerosi. Anni fa, infatti, un motociclista, per evitare un pedone lungo la Pontebbana a Spresiano, morì schiantandosi contro un albero. Il fatto è che in quel tratto gli alberi sorgono a ridosso della sede stradale; ben al di sotto - secondo il legale - dei sei metri indicati dal Regolamento del Codice della strada per le strade extraurbane (articolo 26).

DECIDE LA CORTE
A tale proposito, è intervenuta la Cassazione, con una recente sentenza (numero 17601). La Corte s’è pronunciata per un caso analogo avvenuto a Perugia: un guidatore schiantatosi contro un albero della Statale 75 centrale umbra, piantato a meno di sei metri dalla carreggiata.

INTERPRETAZIONI
Come spesso succede, gli Enti locali interpretano a loro favore le norme: l’articolo 26 - era l’indirizzo delle amministrazioni locali - si riferisce alle nuove piantumazioni. "La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati, da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo e comunque non inferiore a sei metri". In realtà, secondo l’avvocato, l’orientamento della Cassazione è che la norma vada estesa anche agli alberi già piantati.

Autore: Redazione

Tag: Attualità e Mercato , codice della strada , incidenti


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